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| Calcio C1: Arleo, «Possiamo batterli» |
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20/04/2008
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| Arleo ottimista per la sfida alla Salernitana, nonostante l’assenza di tifosi. Ma c’è una tegola: s’è fatto male Delgado che è out.
POTENZA - La tegola è italospagnola: Delgado salta la Salernitana. In un contrasto duro e fortuito con Grillo ha rimediato una fortissima contusione al ginocchio, con interessamento dei legamenti. Dovrà stare a riposo 48 ore, prima di qualsiasi altra diagnosi, ma appare certa la sua defezione. Il dispiacere di Pasquale Arleo c’è, ma non può essere evidente: non sarebbe rispettoso nei confronti di chi sostituirà uno dei calciatori più in forma del Potenza. Diverse le soluzioni, anche se la più praticabile sembra quella con Lolaico a destra del centrocampo (difesa a tre: Cuomo, Di Bella e Urbano), con D’Ambrosio e Berretti a dare man forte a De Cesare, ben coperti da Ametrano, Cammarota e da uno tra Bruno (favorito) o Memè. Oppure, Delgado potrebbe essere sostituito, senza ulteriori stravolgimenti da Vianello o da Rivaldo. SI deciderà oggi, anche se Arleo dice: “Ho le idee chiarissime, ma voglio tenere tutti sulla corda”. Un po’ come hanno fatto i tifosi dei club organizzati che ieri, proprio come prima del Gallipoli (la scaramanzia non fa mai male), hanno chiesto uno sforzo supplementare al Potenza, visto che loro canteranno da fuori allo stadio. «Sappiamo che c’è grande rivalità, che i salernitani nonostante la vicinanza ci hanno sempre snobbato, che per i nostri ultrà è un durissimo colpo stare fuori in una gara attesa da tantissimi anni. Per questo dobbiamo giocare oltre ogni possibilità». Arleo è convinto di avere i mezzi per superare l’avversario che “ha due fuoriclasse: Di Napoli e Fabiani”. Uno in campo, il centravanti, uno dietro le quinte, come personaggio assai conosciuto e influente del calcio italiano. Il Potenza però non li teme: «Abbiamo dimostrato - dice Arleo- di poter reggere il confronto alla pari sia in Coppa Italia, sia in campionato all’andata. E chissà: non c’è due senza tre». Ma, inevitabilmente, il Potenza parte con un punto a sfavore, l’assenza dei tifosi: «Peserà più a noi che a loro, perchè ci danno una carica in più. Ma sappiamo che saranno lì fuori a gridare e incitarci e questo ci basta, perchè psicologicamente siamo già pronti anche ad affrontare il confronto tecnico. Non partiamo battuti». E la motivazione di questa ultima affermazione è la battuta conclusiva della chiacchierata della vigilia: «Dobbiam osalvarci con i nostri mezzi, tenere aperto ogni discorso per la promozione, perchè l’Ancona che deve andare a San Benedetto deve avere speranze di primato e la stessa Salernitana che chiuderà a Massa, dovrà guadagnarsi la sua promozione magari anche agevolandoci».
Il Quotidiano della Basilicata
Alfonso Pecoraro |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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