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La voce della Politica
| La Locomotiva su governo Monti e settore energetico |
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21/01/2012 | La decisione del Governo Monti di intervenire nel settore energetico, con gravi ripercussioni sulle attività di ricerca e di coltivazione di idrocarburi in Valle dell’Agri, suscita profondo sgomento.
In un momento di grave crisi finanziaria ed economica era auspicabile che il provvedimento, piuttosto che rendere possibili aumenti non precisati di estrazione, disponesse l’innalzamento delle Royalties a favore di Stato e Regioni, allineando i valori italiani del 10% con quelli internazionali del 30%, 40% e finanche 70%.
La Locomotiva, dunque, consapevole del rischio che la decisione del Governo avrà sul fragile ecosistema valligiano, esprime il proprio disappunto, auspicando un’azione immediata, da parte delle forze politiche, delle associazioni di categoria, degli enti locali, a favore del pieno sostegno della moratoria già richiesta in passato.
In una Valle ricca di risorse culturali ed ambientali, storiche ed artistiche, ogni ulteriore autorizzazione all’innalzamento delle estrazioni, con conseguente ampliamento del centro olio ed aumento di emissioni, significherebbe la mortificazione di ogni residua possibilità di convivenza del petrolio con gli altri settori produttivi, con danni insostenibili per il comparto zootecnico, ortofrutticolo, turistico e manifatturiero (vedi vicenda Elbe), già in ginocchio.
L’idea malsana, espressa nella relazione di accompagnamento al famigerato articolo art. 16 (sviluppo di risorse energetiche e minerarie nazionali strategiche), di poter innalzare il tetto massimo di estrazione precedentemente autorizzato con promesse vaghe ed offensive di infrastrutture e occupazione,(cfr. : l’insediamento degli impianti di estrazione di idrocarburi, spesso in competizione con altre attività di sfruttamento del territorio, generalmente di minore valore economico ma fortemente radicate e che generano occupazione) non merita alcun commento, ma obbliga alla rievocazione degli annunci simili di sviluppo già fatti nell’Accordo del 1998, e suscita la considerazione che la dignità del popolo lucano non è in vendita, così come la sua salute e la sua intelligenza.
Atteso dunque che i fragili e ormai precari equilibri della Valle basati su inestimabili risorse idriche, paesaggistiche ed ambientali sono in serio pericolo, così come le produzioni enogastronomiche di qualità ed il futuro del neonato Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, La Locomotiva si affida al buon senso delle istituzioni pubbliche e degli enti locali, certamente capaci di non farsi abbagliare dalla visione corta dell’economia del petrolio.
La Valle dell’Agri, con la quota di oltre 100.000 barili di petrolio al giorno sinora autorizzati, già rappresenta un’anomalia dell’Europa intera. Esempi di sfruttamento simile si trovano soltanto nei paesi desertici.
Proseguire, pertanto, lungo la strada del petrolio, piuttosto che su quella dell’energia verde, del turismo ecosostenibile e dell’agricoltura innovativa, significherebbe davvero sprofondare in un destino irreversibile, imboccando un vicolo buio senza via d’uscita.
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