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La voce della Politica

La politica di oggi e la "strategia della tensione"

24/12/2011

“Triste consuetudine quella legata al gusto per il macabro, per il noir, condizionata dalla spasmodica necessità di creare suspance nel pubblico, quasi che il dovere di informazioni a cui il giornalista è legato debba nel nostro tempo trovare necessariamente un compromesso con quello del regista di fiction”.
Lo scrive, in una nota, l’ Assessore Comunale di Gallicchio, Antonio Salerno
“Ciò accade- scrive Salerno-quando si mandano in onda dichiarazioni farneticanti e reazionarie come quelle che gridano al colpo di Stato . Se da una parte non è possibile, né tantomeno immaginabile per coloro che credono profondamente nella democrazia e nella libertà, negare i microfoni a persone che si esprimono in modo tanto pericoloso ed inquietante dall’altra sarebbe sicuramente opportuno che qualcuno, magari tra i tanti che campano, e bene, di politica, ricordasse ai leghisti e ai loro compari che qualcosa di molto più simile ad un regime autoritario si è verificato con il loro Governo quando ha quasi completamente abolito la discussione parlamentare con un uso fascista dello strumento della fiducia. Che la crisi economica nazionale e la deriva della politica sono frutti portati dalla legge “porcata” che proprio l’ex Ministro Calderoli ha scritto e grazie alla quale il parlamento è stato riempito di quella stessa gente che ha portato l’Italia sull’orlo del baratro. Quella legge ha cancellato infatti ogni forma di meritocrazia nell’elezione dei rappresentanti delle Istituzioni creando una classe politica burocratica, collusa, servile, ignorante ed incapace di governare un grande Paese come il nostro. Sarebbe giusto osservare che assomiglia di più ad un tentativo di colpo di Stato, cari amici leghisti, l’aver cercato, ed in parte si è riusciti, di distruggere la televisione pubblica a vantaggio delle emittenti vicine al partito di governo. Si potrebbe benissimo parlare di tentativo di golpe quando delle persone che esercitano il sacro diritto della libertà di parola e di opinione, soprattutto se giornalisti, uomini di cultura ed artisti vengono messi a tacere dal Governo in carica. Quando da parte del capo di un partito al potere vengono stilate vere e proprie liste di proscrizione in base alle quali gli oppositori vengono poi perseguitati e messi al bando. Forse sarebbe il caso, visto che non siamo stati noi ad iniziare questo tipo di riflessione sulla democraticità dei Governi, ricordare che proprio durante il quasi ventennio berlusconiano e leghista, nel cuore delle democrazie europee, nel post nazismo, post fascismo, post franchismo, post comunismo sono ricomparsi incredibilmente degli esuli morali, cacciati non dalla patria ma dai loro posti di lavoro, ai quali è stato impedito con la censura di esprimere la propria opinione: mi riferisco ad Enzo Biagi, a Daniele Luttazzi a Michele Santoro, a Beppe Grillo, alla bella e brava Sabina Guzzanti e a molti altri che sarebbe lungo ricordare. Un colpo di Stato può realizzarsi quando si tenta di assoggettare l’appartato della Giustizia all’Esecutivo. Quando si vuole porre il capo del Governo e i Ministri al di sopra delle leggi dello Stato. Quando si asserve il potere legislativo del Parlamento agli interessi privati del Presidente del Consiglio. Quando si cerca di sottrarre corrotti e corruttori alla giustizia solo perché appartenenti ad un partito o ad uno schieramento. Sarebbe proprio necessario che qualcuno spiegasse a Calderoli, che ha pur giurato, quando gli conveniva personalmente, fedeltà alla Repubblica Italiana, che il Governo in Italia non viene eletto dal popolo così come piaceva al signor Benito Mussolini e come sarebbe piaciuto anche a Berlusconi e ai suoi, ma da un Parlamento di eletti dal popolo, dopo che il Capo dello Stato, garante della Costituzione, abbia legittimamente indicato un candidato premier cui affidare il compito di tentare di formare un Esecutivo. Spieghiamo anche agli ex Ministri che ignorano queste cose che quando ciò avviene il Presidente della Repubblica convoca, per consultarsi,tutte le rappresentanze parlamentari e i Presidenti dei due rami del Parlamento. Bisognerebbe assolutamente chiarire a questi signori della cantina, le birrerie qui da noi non sono infatti molto in voga, che la formazione di un Governo è, in questo Paese, legata ad una complessa prassi prevista dalla Carta Costituzionale, antica e consolidata. Prassi che prevede oltre ad una serie di garanzie per la democrazia, anche un protocollo di “galateo istituzionale”. E visto che ci siamo, ricordiamo anche ai signori leghisti che una vera e propria deriva autoritaria si può avere quando si cerca di cambiare una Costituzione democratica in senso antidemocratico, a colpi di maggioranza.
Siamo quasi a Natale, proprio il periodo in cui è lecito dare voce alle speranze di ognuno. Personalmente voglio augurarmi che il populismo, di destra e di sinistra, cessi definitivamente di esistere a vantaggio di una classe politica capace e preparata, moralmente accettabile, chiedere di più a questo Paese sarebbe pura utopia, e soprattutto in grado di governare seriamente e serenamente per tutto il tempo assegnatole. È terribile pensare che per giungere ad avere un Governo stabile ed in grado di governare si debba arrivare a porre uno sbarramento che impedisca alle minoranze di avere una propria identità se non all’interno di uno dei partiti più grandi. Ma purtroppo la storia degli ultimi sessant’anni ci insegna che i partitini hanno saputo in moltissimi casi solamente ricattare, dare spallate ai governi e mettere sistematicamente in pericolo la stessa democrazia; fare incetta di scarti e rifiuti tossici della politica, soltanto per coltivare il proprio orticello. Ben venga allora una nuova legge elettorale che ponga uno sbarramento al venti per cento ed ognuno faccia la sua battaglia dai balconi nelle campagne elettorali per farsi votare ma soprattutto, quale che sia lo schieramento che vince, possa avere finalmente la possibilità di lavorare e governare nell’interesse del Paese, nella consapevolezza di assumersi la piena responsabilità, di fronte al popolo degli elettori, per le scelte che andrà a fare. Insieme all’augurio che rivolgiamo a tutti i nostri lettori di passare, nonostante il delicato periodo, un felice Natale c’è anche quello che il Governo che ci ha lasciati possa rappresentare la notte più lunga della Repubblica e che l’attuale, legittimo e democratico Governo tecnico, riesca a condurci verso una primavera economica, istituzionale e sociale”.



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