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La voce della Politica
| Di Dio : Il futuro dei verdi , ecologisti e civici in Basilicata |
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25/11/2011 | Con l’iniziativa al Grande Albergo di alcuni giorni fa presieduta dal Presidente nazionale , Angelo Bonelli, abbiamo voluto fare il punto sul percorso “Costituente” anche da noi in Basilicata. Percorso costituente che riguarda , a mio avviso, non solo il futuro di noi Verdi, ma di tutto l’ecologismo italiano e lucano.
Il tutto è partito da “ Il coraggio di osare”, che era il titolo della mozione congressuale che ha condotto i Verdi italiani alla svolta del congresso di Fiuggi nell’ottobre 2009.
Fu quello il momento determinante per impedire la scomparsa di un soggetto politico ecologista autonomo nella realtà italiana, dopo i molti errori degli anni precedenti e in particolare dopo le sconfitte dei “cartelli” elettorali alle elezioni politiche del 2008 (Sinistra Arcobaleno) e alle elezioni europee del 2009 Sinistra e libertà). Due sconfitte dovute da un lato all’autosufficienza del PD ( alle politiche) e dall’altro ad una nostra classe dirigente che aveva portato i Verdi ad appiattirsi in un abbraccio mortale con l’estrema sinistra, che noi rispettiamo , ma che diciamo con altrettanta chiarezza di essere una cosa diversa e portatore di valori e sensibilità differenti. Insomma sconfitte dovute al fatto che avevamo abbandonato la nostra natura e la nostra cultura ecologista per “qualcos’ altro”.
Al Congresso di Fiuggi prevalse la prospettiva di un forte rilancio dei Verdi: non in una dimensione di autosufficienza (ormai ridotta ai minimi termini), ma nella direzione strategica della costruzione di una nuova “Costituente Ecologista”, che sapesse proporre a tutti gli ecologisti italiani, insieme ai Verdi, di dar vita appunto ad un nuovo soggetto politico ecologista, adeguato alla sempre crescente dimensione che i Verdi e gli ecologisti stavano assumendo nella realtà europea (con particolare riferimento alla Francia e alla Germania, oltre che a molti altri paesi dell’Europa centro-settentrionale).
In questi ultimi due anni è stato conseguentemente promosso un processo costituente lungo e faticoso, a volte irto di ostacoli ed anche di qualche diffidenza (è difficile far scomparire le scorie del passato), ma anche coraggioso e determinato: un processo che, in realtà, era già iniziato ancor prima del Congresso di Fiuggi, con la diffusione, nell’estate 2009, dell’”Appello agli ecologisti”, che aveva saputo lanciare un campanello d’allarme e tirare il freno d’emergenza, prima del pericolo della definitiva scomparsa dei Verdi in Italia. Dopo le elezioni politiche ed europee, davvero i Verdi erano sull’orlo del baratro, alle soglie di una possibile estinzione e auto-distruzione. Anche in Francia avevano corso questo rischio, ma – con la forte iniziativa di Daniel Cohn-Bendit e di molti altri Verdi ed ecologisti – avevano saputo innovare con il nuovo progetto di Europe écologie, assumendo una nuova centralità strategica nella scena politica e sociale francese ed europea.
È stato fondamentale in questo itinerario superare diffidenze reciproche e rifiutare posizioni di chiusura e di esclusione di tipo “integralista” e massimalista, promuovendo invece una logica aperta, inclusiva, plurale, federativa, rispettosa delle differenze e delle storie diverse. Daniel Cohn-Bendit, venuto più volte in Italia a sostenere questo nostro progetto, aveva ammonito tutti, sulla scorta di Europe écologie: “Non chiediamoci da dove veniamo ciascuno di noi, ma dove vogliamo andare tutti assieme”.
In Italia , cosi come aveva affermato Alexander Langer, vi è la necessità di fare molta strada per riconquistare un importante ruolo politico nella scena politico-istituzionale italiana. In verità negli ultimi due anni , e in particolare in quest’ultimo anno, con Angelo Bonelli presidente nazionale, molta strada è stata fatta per cercare di unificare tutti gli ecologisti italiani ed anche molte “Reti Civiche” attente ai tanti temi ambientali, della giustizia sociale, della lotta alle mafie e della legalità, etc. Insomma una conversione ecologica e sociale dell’economia e della politica in Italia e in Basilicata.
Grazie ai protagonisti di questo percorso, alla loro intelligenza e lungimiranza si sono trovati molti punti d’incontro, forme di collaborazione, si è arrivato alla convergenza di un progetto unico e condiviso.
Il percorso è stato , forse , più lungo del previsto, ma si è cercato di non lasciare nessuno fuori o indietro. Ecologisti, Civici e Verdi hanno accettato la sfida della complessità senza creare muri e lanciando ponti di incontro e di dialogo, oggi e per molti versi, ancora in costruzione. Non è stato facile per nessuno, né a livello nazionale, né a livello locale, ma questa era ed è la vocazione originaria della “Costituente Ecologista”, che significa anche capacità di rinnovarsi sempre di fronte alle nuove sfide del presente e del futuro.
In definitiva una “Costituente Ecologista” che fin dall’origine si è mossa in una logica federativa , inclusiva e non esclusiva.
In tutte le tappe successive al Congresso di Fiuggi, in realtà, i Verdi hanno saputo tener vivo questo processo costituente ed hanno saputo superare anche qualche comprensibile “resistenza” interna, ma interrompere questo processo sarebbe stato semplicemente “suicida”. I Verdi hanno avuto e continueranno ad avere un ruolo importante, ma senza alcuna presunzione di auto-sufficienza: questo ruolo sarà giocato insieme a tanti altri, ecologisti e civici, perché l’Italia ha bisogno di un nuovo soggetto politico – ecologista, civico e verde – che sappia far fronte alla crisi della politica e alla crisi economico-sociale, accettando la sfida di un futuro sostenibile: economicamente, ecologicamente e socialmente.
La domanda a questo punto potrebbe essere con quali alleanze? In Basilicata, per il futuro, crediamo che, un’alleanza con il centrosinistra non mi pare meriti , allo stato delle cose, di essere privilegiata.
Se fosse l’unica strada percorribile, sappiamo che non sarebbe coerente con l’idea di un ecologismo trasversale e indipendente.
Solo attraverso una politica indipendente dal centrosinistra e dal centrodestra e’ possibile dare credibilita’ ad uno spazio politico ecologista.
Noi possiamo fare molto di piu’ sia della politica del centrosinistra, sia della politica del centrodestra. Senza tema di essere smentito, siamo più sensibili, siamo più competenti, siamo all’avanguardia, siamo più trasparenti, siamo coloro che difendono la tutela delle risorse ambientali e il diritto a una vita dignitosa, alla solidarieta’, alla eliminazione degli eccessi e degli sprechi. Siamo coloro che credono fermamente a una “Conversione ecologica e sociale dell’economia e della politica” . Cose di cui l’Italia e questa nostra terra di Basilicata hanno un bisogno vitale e attuale.
Noi crediamo
1. nella lotta ai cambiamenti climatici, sotto questo principio si manifestano tutte le nostre proposte e si inquadrano in un progetto di riconversione ecologica della societa’ – per esempio la riduzione dei rifiuti, ovunque aumenta la produzione pro-capite di rifiuti,
2. nella ripubblicizzazione dell’acqua e nella difesa delle risorse naturali da cui dipende la sopravvivenza del nostro mondo – centrodestra e centrosinistra hanno privatizzato quasi ovunque l’acqua e non pongono limiti allo suo sfruttamento economico – al contrario noi la consideriamo un bene comune come altre risorse da non impoverire,
3. nella inversione della cementificazione urbanistica – centrosinistra e centrodestra usano gli oneri per ripianare i bilanci e fare cassa a spese del territorio ;
4. nelle energie rinnovabili – molte forze politiche di centrosinistra e di centrodestra, vogliono le centrali a carbone, quelle nucleari, quella a olio di palma, i rigassificatori, dimostrando di non credere nelle energie rinnovabili, nel sole e nel vento che in Germania raggiungeranno il 45% del fabbisogno nel 2030 – anche gli inceneritori (fabbriche di tumori) sono giustificati come fonti energetiche, mentre per gli impianti fotovoltaici, anziche’ agevolare e incentivare le installazioni sulle coperture degli edifici, sia centrodestra che centrosinistra lasciano che vengano installanti su terreni liberi dove consumano altro territorio,
5. nelle filiere corte e nella difesa del piccolo commercio – centrosinistra e centrodestra hanno fatto nascere decine di ipermercati e hanno fatto chiudere migliaia di piccoli negozi – noi proponiamo di incentivare i negozi di prodotti locali e che rendono viva e illuminata la città e permettono a tutti di accedere ai prodotto senza l’uso dell’auto,
6. nella lotta al precariato – il centrosinistra in particolare non ha mosso un dito contro lo spostamento di centinaia di aziende nei paesi in via di sviluppo e contro la deregolamentazione del mondo del lavoro
7. nell’agricoltura di qualità – centrodestra e centrosinistra non sostengono a sufficienza la piccola agricoltura e le produzioni biologiche,
8. nella sacralità della Terra e nel diritto di tutti gli esseri viventi ad avere garantito il loro habitat e la sopravvivenza sul pianeta – gli ecologisti hanno una visione eco-centrica, la destra e la sinistra una visione antropocentrica.
Alla luce di quanto sopra riteniamo opportuno costruire un’alleanza con i movimenti, con le associazioni , con le forze civiche e con le forze sociali che intendono costruire un programma coerente con la difesa dell’ambiente e dei diritti.
Personaggi che hanno speso una vita per divulgare un concetto di economia naturale, di rispetto e sobrieta’ si sono detti gia’ disponibili: noi staremo al loro fianco.
In Basilicata la situazione è la seguente : ad oggi hanno aderito – I Democratici dell’On. Lettieri , di Franco Biscione , di Antonio D’Ottavio, di Sandro Romeo ed altri; -L’Associazione ambientalista VOLA (Volontari dell’Ambiente del prof. Giuseppe Amodeo; -L’Associazione di Protezione Civile Le Pantere Verdi del presidente Padula; -L’Associazione Santa Rita con il Presidente Patrizia Laurita; -La Università dell’Età Saggia di Antonio Tammone; -Aderenti al WWF Basilicata; -La Potenza dei Cittadini , lista civica alle ultime comunali di Potenza; _Il Presidente del CSAIL , Filippo Massaro; -L’Associazione L.M.Basilicata Hollideis di Lucio Milano; -Ambientalisti come Antonio Adobbato, Nino Margherita, Pio Abiusi, Giuseppe Marsilio, ed altri. Molti altri stanno “alla finestra” ad osservarci e non li deluderemo.
Le potenzialità politiche degli ambientalisti e civici nella nostra regione sono buone e con questi presupposti i risultati non tarderanno ad arrivare.
di Mario Di Dio |
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