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Arci: lettera Aperta sulla Biblioteca Comunale di Rotondella

16/08/2011

Il 15 luglio scorso è scaduto il bando per l’affidamento della gestione della Biblioteca Comunale “Prof. Mario Di Matteo”. Il circolo Arci “La Tarantola” che dal 2006, dopo un prolungato periodo di chiusura, si è occupato, in convenzione e gratuitamente, della biblioteca, ha deciso di non parteciparvi. Le ragioni che hanno originato tale e sofferta decisione sono diverse, e riconducibili prioritariamente alla “confusione” normativa dell’avviso. Non si poteva partecipare ad un Bando poco chiaro circa i riferimenti normativi dei soggetti che vi potevano partecipare. Nel primo articolo dell’Avviso si parlava genericamente di associazioni non profit operanti sul territorio comunale in diversi settori. Nei punti successivi venivano individuate le caratteristiche potenziali dei soggetti partecipanti, che facevano riferimento ad Associazioni di volontariato, i cui soci venivano descritti come volontari. A tal proposito, è utile ricordare che le associazioni di volontariato rappresentano solo un soggetto del terzo settore, quello disciplinato dalla legge quadro 266/1991. Il terzo settore, (il mondo del non profit) è costituito da altri due soggetti: le Associazioni di Promozione Sociale, disciplinate dalla Legge 383/2000, e le Cooperative Sociali, che rispondono, a loro volta, alle disposizioni della legge 381/91. Il circolo Arci “la Tarantola” di Rotondella, essendo un’associazione di promozione sociale, non poteva di fatto partecipare al bando. Due sono le letture di questa situazione: una lettura esclude l’altra, ed ognuna, presa singolarmente, porta con sé delle conseguenze. La prima interpretazione rimanda alla volontà del soggetto proponente di escludere il circolo Arci “La Tarantola” dalla partecipazione al bando; l’obiettivo è stato sì raggiunto, ma, considerato che il bando è andato deserto, non si può non evidenziare che l’operazione ha scaricato sulla collettività il costo della chiusura estiva della Biblioteca. La seconda lettura fa riferimento alla confusione in materia di “terzo settore” di coloro i quali hanno elaborato il bando. Anche in questo caso, se l’interpretazione è corretta ed esclude la prima interpretazione, le conseguenze sono gravissime: i responsabili amministrativi e politici che hanno lavorato all’elaborazione del bando hanno dimostrato di non conoscere le discipline del Terzo Settore, e questo dato ci illumina sulla loro capacità di gestione delle cose pubbliche. A voi concittadini l’arduo compito della valutazione! Strettamente legata alla “confusione” del Bando è la nostra valutazione circa la considerazione che l’Amministrazione ha dedicato al nostro operato: non ci è stato riconosciuto il ruolo di interlocutore, ovviamente alla pari con gli altri soggetti che a vario titolo potevano essere considerati portatori di “interesse”, su un progetto di gestione della Biblioteca. Siamo stati poco coinvolti, per non dire ignorati, in una
Associazione ARCI – CIRCOLO “la TARANTOLA”
Via Giusti, 2 – 75026 ROTONDELLA (MT)
interlocuzione dialettica e partecipativa tesa a sperimentare nuove forme di gestione, nuovi servizi e accesso a fonti di finanziamento aggiuntive alle esigue disponibilità finanziarie del Comune (2.000 Euro per 12 mesi nel Bando in questione); né l’Amministrazione Agresti, né l’Amministrazione del Centro sinistra a Rotondella ha avvertito la necessità, o semplicemente manifestato la sensibilità, in occasione della presentazione dei progetti di servizio Civile per la gestione del servizio bibliotecario, di avviare una discussione con l’associazione Arci, che poteva umilmente vantare una conoscenza diretta della situazione riferibile alla Biblioteca Comunale. Da parte nostra, lì dove c’è stata la possibilità, abbiamo cercato di costruire partnership con il comune e di condividere proposte. Un terzo aspetto che va evidenziato, entrando nel merito del bando, è l’idea di Biblioteca che ha ispirato l’avviso del Comune di Rotondella. Senza fare facili filosofie è tutto contenuto nel titolo: “Bando per la selezione di progetti proposti da associazioni locali per lo svolgimento, in ausilio all’amministrazione comunale, di attività di interesse pubblico presso la Biblioteca Comunale”. Le muse ispiratrici si intravedono subito: burocrazia, labirintismo mentale ed economicismo. Noi pensiamo che gestire una biblioteca non vuol dire soltanto offrire i servizi esplicitati nel bando: “Apertura per 18 h settimanali, servizio di sorveglianza delle sale presso la biblioteca; sorveglianza per mostre ed esposizioni organizzate e/o promosse dal Comune; distribuzione di materiale librario per consultazione in loco; prestito librario; sistemazione e riordino del materiale librario nei relativi contenitori; ecc…”. E soprattutto, non è detto che soltanto coloro che abbiano beneficiato di un determinato percorso formativo (criterio premiante) possano garantire standards elevati circa la qualità del servizio. Questi due criteri non fanno pensare ad una volontà di collaborazione dell’Istituzione Comune con un soggetto (o una rete di soggetti) del terzo settore. La logica che sottende a questi criteri sembra più vicina ad una utilizzazione fittizia del terzo settore per creare sotto-lavoro. E se così è, la responsabilità politica dell’operazione è grave e va sottoposta ad un’analisi politica seria, ma questo è un tema che lasciamo fare ai soggetti politici deputati ad occuparsene. A noi interessa condividere con i cittadini un’idea, intravedere degli obiettivi e discutere su un percorso. Concludiamo questa lettera esplicitando l’idea di gestione di biblioteca che avremmo presentato, qualora non fossero emerse le problematiche fin qui evidenziate: la nostra proposta avrebbe fatto riferimento ad una Biblioteca aperta durante tutto l’anno, capace di accogliere le persone, le storie, le sensibilità, i saperi che una comunità alimenta. Per noi la biblioteca è il luogo, materiale ed immateriale, dove poter condividere pratiche, costruire percorsi, organizzare iniziative durante tutto l’arco dell’anno: noi pensiamo che la pratica e la promozione dei diritti culturali non può rappresentare una prerogativa dei mesi estivi. Noi sogniamo una biblioteca come luogo e opportunità dell’agire di una “comunità
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plurale e solidale”, educata alla tutela e alla gestione dei beni comuni, e capace di utilizzare i saperi tradizionali e lo sviluppo della cultura digitale come strumenti di libertà, di accesso alla conoscenza, di promozione dei diritti e del protagonismo civico. Siamo convinti che una Biblioteca così potrebbe realizzarsi soltanto con il contributo di tutti.



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