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La voce della Politica
| Idee e Progetti per i paesi della Val Sarmento e confinanti |
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15/08/2011 | Si svolge a San Giorgio Lucano il primo dibattito – confronto in Basilicata organizzato dall’Associazione Culturale “ Alleanza dei Democratici” con sede a Torino ma con molti associati nativi della nostra Regione.
L’iniziativa è stata sollecitata dal gruppo che si è costituito a metà giugno su Facebook ciattando con Rocco Herman Puppio che l’ha formalizzato : San Giorgio Lucano e il suo futuro. sangiorgiofuturo@groups.facebook.com
Siamo partiti cercando di capire le motivazioni che ci spingono a tentare di dare un piccolo contributo di idee al nostro paese . Abbiamo così scoperto di avere in comune l’amore per la nostra terra e per la storia che ha legato lo sforzo e il sacrificio dei nostri avi protagonisti, pur nella difficoltà dei tempi, di una lunga fase di espansione e crescita .
Abbiamo così incominciato a sollecitare la discussione partendo dalla considerazione che bisogna bloccare l’inevitabile declino di San Giorgio ma anche di altri paesi della Val Sarmento, del basso Sinni e della Calabria a noi vicini.
Paesi che dalla metà dell’800 hanno visto forti relazioni tra le popolazioni e intensi scambi commerciali. Noepoli, Cersosimo, San Paolo Albanese, San Costantino Albanese, Terranova di Pollino, Colobraro, Valsinni, Nocara e Oriolo
In tutti questi paesi si è verificata una costante diminuzione di abitanti e il progressivo innalzamento dell’età media della popolazione . Negli ultimi 50 anni a partire dal 61 ad oggi questo fenomeno è stato progressivo e inarrestabile soprattutto nei paesi più piccoli.
La popolazione complessiva di questi Comuni ( Dati censimento) è Più CHE DIMEZZATA passando da 22.800(1961) a 8.696 (2010) per contro è quasi raddoppiata l’età media
I componenti del gruppo (attualmente oltre 200) hanno continuato a confrontarsi sui problemi del nostro paese con un approccio costruttivo, superando le appartenenze e collocazioni politiche per ragionare sul proprio futuro.
Sono così nate le 10 proposte per far rinascere entusiasmo e nuove speranze che abbiamo fatto pervenire ai 10 Sindaci dei paesi su menzionati con i quali vogliamo avviare una riflessione per ricercare soluzioni condivise e “comuni”
Per invertire la tendenza evitando lo smembramento dei servizi, l’abbassamento della rendita catastale, dei valori immobiliari dei terreni e delle abitazioni, bisogna partire dalla consapevolezza che tutti questi paesi sono legati da un filo comune.
Bisogna dunque superare il “localismo” attuando politiche comunitarie di “Area vasta” prefissando obiettivi e interessi comuni per tutti i Comuni limitrofi che presentano caratteristiche territoriali omogenee.
Ogni Comune deve tendere a valorizzare i propri punti di eccellenza e le individualità ma si deve sentire parte integrata e interagente di un sistema più ampio e lineare
Si può partire con un “COORDINAMENTO” a tempo , “spontaneo” dei Sindaci di questi paesi , amministratori, associazioni culturali, liberi professionisti, operatori economici, istituzioni religiose; Coordinamento che seleziona le proposte, analizza i settori produttivi tradizionali e quelli innovativi da sviluppare e le aree da potenziare.
Subito dopo aver individuato gli interessi collettivi e le priorità si costituisce una “Unione dei Comuni” con l’obiettivo di una gestione comune delle risorse a partire da quelle demaniali e comunali per implementare lo sviluppo locale attraverso l’avviamento di attività in ambito agroalimentare, zootecnico e della ceramica.
Bisogna dunque valorizzare le produzioni esistenti, quelle “tradizionali”, ma lanciare nel contempo attività e prodotti innovativi al fine di sviluppare l’occupazione e creare nuove figure professionali e nuove imprese.
Queste terre incontaminate, di indiscussa bellezza, grazie alla generosità dei propri abitanti, possono diventare un punto di attrazione nazionale e internazionale.
Un percorso turistico Regionale capace di valorizzare, potenziando le infrastrutture e legando in un unico progetto le spiagge Joniche (Metaponto, Pisticci, Scanzano, Policoro, Nova Siri, e Maratea con il monte Sirino, le terme di Latronico e le valli del Pollino
Questa è la scommessa che bisogna vincere per evitare il declino e il progressivo impoverimento di queste zone.
Le nostre 10 proposte per San Giorgio, la Val Sarmento e i paesi vicinori :
AMBITO INFRASTRUTTURALE
1)
Collegamenti pubblici e privati efficaci e coordinati con orari dei treni e degli aerei verso lo ionio (Policoro e Bari) e verso il Tirreno (Maratea) per le direttrici nord e Sud del paese.
2)
Un comprensorio territoriale vasto e omogeneo con un bacino d’utenza di almeno 15 - 20.00 abitanti con un coordinamento tra i Comuni della Val Sarmento: San Giorgio Lucano, Noepoli, Cersosimo, San Paolo Albanese, San Costantino Albanese, Terranova.
Superamento dell'attuale divisione bassa valle del Sinni e comunità montana del Pollino (per poter coinvolgere paesi come Valsinni e Colobraro su progetti comuni)
Il Coordinamento dovrà avere la capacità di includere parte del territorio Cosentino che storicamente ha avuto forte capacità di scambio con San Giorgio: Oriolo e Nocara, sono territori viciniori che fanno da corona al massiccio del Pollino.
AMBITO ECONOMICO E PRODUTTIVO
3)
Individuazione di un'area comune in cui insediare attività produttive.
Individuare aree nei territori della sponda sinistra del Sarmento che da Noepoli va fino alla confluenza del Sinni. Si possono stipulare formule contrattuali a partecipazione mista sia del Demanio e sia dei Privati in modo tale da coinvolgere e far collaborare ad un progetto di ampio respiro produttivo tutti i soggetti interessati.
AMBITO AGRICOLO
4)
Valorizzazione dell'agricoltura e dei prodotti locali seguendo metodi di filiera adatti per la certificazione di prodotti di agricoltura biologica e di origine controllata.
I territori sono già ampiamente coltivati a oliveti, vigneti.
Si potrebbe reintrodurre la coltivazione cerealicola del grano, il mais, farro.
Sono quasi scomparse e sono prodotti di largo consumo e di facile commercializzazione i legumi: ceci, fagioli e lenticchie.
Proporre colture e prodotti antichi come i meli e le pere selvatiche per la creazione di vivai altamente specializzati al fine della loro vendita, diffusione e produzione di conserve e marmellate (sarebbe un prodotto di nicchia ma di grande pregio e valore economico).
Il microclima è inoltre adatto alla produzione di fichi, melograni, corbezzoli e frutti di bosco (fragoline, lamponi, mirtilli, more).
Piante aromatiche come l’origano, il rosmarino,
Il lavandino del Pollino è una specie autoctona di lavanda, tra più profumate esistenti in natura che nasce spontaneamente nei nostri territori.
Tutti i prodotti potrebbero essere commercializzati sotto un unico marchio di origine controllata e di qualità.
Riproporre la produzione di manufatti in ceramica, data l’abbondanza di materia prima come l’argilla.
ATTIVITA’ CONSERVIERE E TRASFORMAZIONE
5)
Tutti i prodotti dell’agricoltura ovviamente si prestano ad una commercializzazione al consumo diretto ma ciò che si può proporre sono le attività utili alla lavorazione alla conservazione della materia prima.
Olive>frantoi>olio
Vite>cantine sociali>vino
Grano>mulini>pane
Frutta>attività conserviere>marmellate
Piante aromatiche e frutti selvatici>distillerie
Carni>salumifici>insaccati
ZOOTECNIA
6)
Promuovere forme di allevamenti di razze in via di estinzione.
Suini a chiazze bianco - neri, derivanti dall'incrocio tra la razza nostrana (la cavallina lucana, alta sulle zampe e brunata con il suino nero calabrese, tipico della zona di Orioli e del lagonegrese.
Bovini di razza chianina
Commercializzazione degli insaccati e vari salumi rigorosamente prodotti secondo metodi tradizionali da recuperare e ancora in tempo per essere salvaguardati: soppressata, salciccia ( essiccata, sott’olio, sotto sugna), salciccia grazza, nuglia, lardo.
AMBITO SOCIO-CULTURALE
7)
Salvaguardia, conservazione e valorizzazione del Centro Storico.
Gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria devono esser adeguatamente controllati ed eseguiti secondo le Norme Tecniche di Attuazione.
Si devono rispettare le volumetrie esistenti e uso di materiali in sintonia con il carattere storico dell’edilizia tradizionale.
Al centro storico bisogna dare una funzione centrale per le attività sociali e culturali per evitare il continuo spopolamento.
Favorire l’insediamento di attività commerciali e artigianali nei numerosi locali sfitti.
Mantenere le attività di interesse pubblico, l’ufficio postale, il Comune.
Assegnargli un ruolo durante tutte le manifestazioni civili e religiose. Ad esempio la festa del patrono di San Rocco potrebbe svolgersi durante il giorno della vigilia nel centro storico utilizzando lo spazio della Timpa e il secondo giorno, come da tradizione più recente la piazza di San Rocco.
Sarebbe molto efficace collegare il Centro storico con un servizio navetta di un Minibus elettrico che da Piazza Carmine faccia un percorso risalendo il Corso Vittorio Emanuele, la salita Franz de Pinedo fino alla Piazza San Francesco e riscenda dal Timpone.
Si eviterebbe il traffico automobilistico che mal sopportano tutti i centri storici.
8) EDIFICIO DELL’EX SCUOLA MEDIA
L’edificio dell’ex scuola media potrebbe essere rivitalizzato in vari modi per poter dotare la comunità di uno spazio utile a soddisfare molte esigenze.
Il Comune potrebbe bandire un concorso di idee aperto ad Ingegneri edili ed Architetti per avere una proposta migliore possibile.
Intanto si può ipotizzare anche la sua alienazione a privati. Le funzioni in ambito pubblico che potrebbe avere possono esser molteplici: case-vacanze; centro benessere; albergo per convegni, conferenze e cerimonie; casa per anziani; centro con spazi per attività culturali, teatro, cinema, mostre, sede della banda e di associazioni locali.
MANIFESTAZIONI
9)
Riproporre la manifestazione “Pareti ad Arte” o comunque promuovere un evento artistico che abbia risonanza fuori dal territorio regionale, come già stava avvenendo per questa manifestazione.
Si potrebbero organizzare, durante il mese di agosto, varie eventi: un raduno di saltimbanchi, madonnari;
raduno di bande;
mostra di artigianato
rassegne di teatro a carattere tradizionale.
Concorso di fotografia
Concorso di poesie e canti locali
Itinerari enogastronomici nelle tradizionali grotte-cantine di San Giorgio.
Tutte le manifestazioni devono essere divulgate in modo da ottenere un contesto partecipativo allargato e non localistico.
TURISMO
10)
La posizione di San Giorgio Lucano nel contesto della Val Sarmento si presta ad essere a tutti gli effetti considerata una “Porta” che dà il benvenuto a tutto lo scenario che si presenta all’occhio del turista. Dare qualità all’ospitalità e rispetto dell’ambiente devono essere elementi prioritari perché si diffonda una cultura turistica. Oggi si offre solo il paesaggio ma per poter rilanciare un turismo di qualità i fattori di valutazione tengono conto di altri elementi, come la ricettività, la gastronomia, gli eventi culturali, l’arte.
Inserire San Giorgio nel Progetto Regionale nei percorsi del turismo religioso con il suo Santuario della Madonna degli Angeli (del Pantano).
Escursionismo floro-faunistico.
Soggiorno per un turismo all’insegna della Natura
costituzione di un’associazione culturale “Sarmentum”(senza scopo di lucro) costituita con persone e personalità dei 10 comuni del comprensorio che si pone l’obbiettivo della salvaguardia dei piccoli comuni collinari e montani della nostra regione.
A supporto di queste proposte, che noi ci auguriamo che diventino progetti e che a loro volta possano svilupparsi, “L’ Unione “ dovrebbe occuparsi della promozione di tutte le attività.
Oggi la tecnologia mette a disposizione mezzi molto efficaci utili a sviluppare la diffusione di notizie e prodotti.
Istituire e gestire attivamente un sito ufficiale che metta in contatto “l’ Unione” con il resto del Mondo.
Divulgare le attività nelle manifestazioni e nei luoghi più adeguati, come la borsa del turismo a Milano e altre fiere simili che si svolgono in Germania e nel Nord Europa.
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