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Patto sistema: la Cia chiede “addendum” per agricoltura

10/08/2011

“Il Patto di Sistema” strumento concreto ed innovativo, riproposto ieri dal Presidente De Filippo, registra un'evidente lacuna che va colmata contestualmente all’aggiornamento dell’Agenda di lavoro per la ripresa dopo l’estate”. E’ quanto sostiene il presidente della Cia-Confederazione Italiana Agricoltori Donato Distefano aggiungendo che “il documento non tocca il settore agricolo e con esso il sistema diretto ed indotto dell’agroalimentare, dell’agro-ambiente e del crescente fenomeno della ricettività rurale, oltre a tutto il sistema delle PMI e dei relativi comparti produttivi diffusi operanti in regione. E’ un aggiornamento che necessita rispetto ai documenti già diffusi che rischiano di dare un’idea di staticità nell’azione di governo regionale”.
Per la CIA tale tessuto produttivo riveste l’ossatura e l’architrave portante oltre che la leva su cui declinare e rendere credibile qualsivoglia progetto di sviluppo diffuso e sostenibile in Basilicata.
“Il patto di sistema”, come quello concepito in questi giorni – si legge nella nota della Cia - deve necessariamente riprendere e contemplare tutti comparti produttivi, a partire dal settore primario, passando per l’artigianato, per il commercio ed il turismo, altrimenti è destinato ad essere parziale e poco coerente con le propensioni produttive lucane, oltre che scarsamente incisivo in direzione di qualsivoglia politica regionale tesa a costruire un nuovo sistema produttivo in Basilicata, coeso, competitivo e moderno, in grado di consolidare e implementare sviluppo locale, crescita economica, sociale e culturale.
Anche alla luce dei contenuti della Carta di Matera, che il Presidente ha firmato proprio di recente e che alla base contiene innovative modalità di concertazione e di approccio con il complesso delle questioni del territorio rurale – dice Distefano - proponiamo al Governatore De Filippo di aprire ad un “addendum” per completare e rendere organico il patto di sistema.
Si tratta di coinvolgere la PMI diffuse ed operante sul nostro territorio, riprendendo quanto definito nazionalmente, a seguito dell’intesa per la crescita e lo sviluppo della nazione, tra forze imprenditoriali, sindacali e creditizie.
Sempre a parere della CIA, inoltre cosi com’è previsto nel “ Patto di Sistema” siglato con sindacati e Confindustria, che prevede sicuramente interventi importanti e positivi sul versante dell’occupazione, dello snellimento della burocrazia e della competitività, è fondamentale che tali interventi, siano derubricati a favore dei settori produttivi portanti presenti nella nostra economia regionale, a partire dal settore agricolo ed agro-alimentare.
La CIA ribadisce e conferma la necessità di aprire il patto di sistema a tutte le componenti economiche e produttive regionali, accompagnata da un confronto ed un livello di concertazione progettuale finalizzata alla definizione di un programma di sviluppo integrato, che bisogna sostenere attraverso una normativa “quadro per la competitività del sistema agro-alimentare lucano”, convinti come siamo che declinare un nuovo progetto agro-alimentare nella nostra regione, equivale a ripensare un nuovo modello di crescita e di sviluppo dei nostri territori.
Pensiamo che sia vitale definire una norma quadro regionale in materia di competitività del settore agro-alimentare e rurale, allo scopo di recuperare, progettualità e programmazione, oltre che una coerente pianificazione in campo agro-alimentare, tramite la definizione di piani di settore organici e strategici dei comparti più rilevanti quali: l’ortofrutta, la zootecnia, il cerealicolo, il vitivinicolo, l’olivicolo, il silvo-forestale ed il floro-vivaistico.
Oltre a definire un piano regionale per le attività agro-alimentari e zootecniche estensive, recuperando in primo luogo il grande patrimonio di aree demaniali disponibili e produttive a fini vegetali, favorendo un grande programma di prodotti di qualità legata al territorio.
In questo quadro s'inserisce la possibilità di fruire delle misure previste dal patto di sistema a partire ad esempio, dalla semplificazione amministrativa che raccoglie in parte la nostra proposta di legge d'iniziativa popolare basata sull’istituzione dei fascicoli azienda e della famiglia, l’avvio degli interventi previsti con la Banda larga nel PSR, l’accesso ai fondi regionali di venture capital o di garanzia, per venire incontro alle aziende che vogliono investire, le reti d’impresa e la normativa sui distretti agricoli. Recuperando interventi vitali ed essenziali per le nostre aree rurali:
1) un progetto organico d'infrastrutturazione minore e di opere di civiltà e per la qualità del territorio.
2) ammodernamento delle reti irrigue e l’uso razionale della risorsa idrica a fini irrigui.
Sono convinto – sottolinea Di Stefano - che il Governatore De Filippo che ha partecipato tra l’altro alla nostra assemblea regionale di metà luglio e che dato ampia disponibilità all’ascolto e al confronto, in occasione dell’Agenda di lavoro per la ripresa dopo l’estate raccoglierà queste nostre sollecitazioni, definendo con tutto il sistema produttivo e delle PMI della regione, modalità e termini per un patto di sistema organico, unitario e coerente con le potenzialità della Basilicata.




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