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La voce della Politica
| Bolognetti:gli effetti collaterali delle estrazioni petrolifere |
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4/08/2011 | Di Maurizio Bolognetti, Direzione Nazionale Radicali Italiani
Nell’ambito del Piano di monitoraggio delle acque sotterranee, effettuato dall’Arpab sui piezometri presenti nell’area del Centro oli Eni di Viggiano, l’Agenzia per l’ambiente ha riscontrato a giugno 2011 il superamento delle concentrazioni soglia di alcuni inquinanti(Benzene, Toluene, Manganese), dandone comunicazione, in base a quanto previsto dall’art. 244 del Decreto Legislativo 152/2006, alla Regione, alla Provincia di Potenza e al Comune di Viggiano. La presenza nelle acque sotterranee di inquinanti, che in base alle classificazioni dell’IARC(Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) sono da considerarsi cancerogeni, conferma una volta di più quale sia l’impatto del Centro oli Eni sulle matrici ambientali acqua, terra e aria. Contrariamente a quanto avvenuto per la vicenda Fenice, questa volta l’Arpa Basilicata ha prontamente comunicato agli enti interessati il superamento dei valori soglia, mantenendo però il consueto “riserbo” nei confronti dei cittadini lucani. Nel complimentarci con l’Agenzia per l’ambiente, che ha imparato ad applicare alla lettera l’art. 244 del DLGS 152/2006, tocca esprimere alcune perplessità. Per quanto ne sappiamo, i piezometri ubicati nell’area del Centro oli sono 5, ma le analisi dell’Arpab riportano solo i risultati dei pozzi 4, 3 e 1. Dalle stesse analisi risulta evidente che non c’è stato un monitoraggio completo di una pericolosa categoria di inquinanti: gli idrocarburi clorurati.
Alla luce della contaminazione delle acque sotterranee emersa dalle analisi Arpab, gioverà ricordare che l’Eni fa abbondante uso di solventi per pulire le sue condutture e che alcuni inquinanti immessi nell’atmosfera dal Centro Oli finiscono inevitabilmente nella catena alimentare. Nella sola Val D’Agri sono presenti la bellezza di 15 siti da bonificare, riconosciuti tali ai sensi del Decreto Ministeriale 471/99; di questi, 5 sono ubicati nel territorio di Viggiano e 3 in quello di Grumento Nova. Potremmo definirli effetti collaterali di attività estrattive realizzate in aree a rischio frana, a ridosso di centri abitati, di dighe e sorgenti. Una devastazione ambientale collegata alla lunga teoria di incidenti verificatisi negli ultimi 15 anni o alla “normale” e altamente impattante attività estrattiva. Ad oggi, per la quasi totalità dei siti siamo ancora nella fase di caratterizzazione… e di bonifica, come per Tito e la Val Basento, nemmeno a parlarne. A forza di raccontarci che tutto va bene madama la marchesa, chi è tenuto a tutelare la nostra salute finirà davvero per credere che la Valle dell’Agip sia un eden, e tra 20 anni consegneremo ai superstiti l’ennesimo sito di bonifica di disinteresse nazionale.
Con il dottor Giambattista Mele e Laboratorio per Viggiano chiediamo alle autorità preposte di attivarsi immediatamente per la risoluzione di una situazione che sempre più si manifesta in tutta la sua gravità. Si attivi il Sindaco di Viggiano in base a quanto previsto dagli art. 50 e 54 del Decreto Legislativo 267/2000, laddove il sopra citato art. 54 recita: “il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta, con atto motivato provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini”. Si attivi il Presidente della Provincia, sulla base di quanto previsto dal comma 2 dell’art. 244 del Dlgs 152/2000, che recita: “La provincia, ricevuta la comunicazione di cui al comma 1, dopo aver svolto le opportune indagini volte ad identificare il responsabile dell’evento di superamento e sentito il comune, diffida con ordinanza motivata il responsabile della potenziale contaminazione…”. Si attivi la regione e il Dip. Ambiente, facendo sentire la loro voce, e non limitandosi a vuote rassicurazioni tuttappostiste. E se possibile, la magistratura verifichi se ci sono state violazioni di legge e se in questi anni la salute pubblica sia stata adeguatamente tutelata. Infine, all’Arpab chiediamo di pubblicare al più presto sul proprio sito, dandone la massima diffusione, non solo i risultati delle analisi effettuate a giugno 2011, ma anche tutti i monitoraggi effettuati, ammesso ovviamente che ce ne siano. Alla stessa Agenzia per l’ambiente chiediamo di allargare lo spettro delle analisi condotte nell’area del Centro Oli e di attivare un maggior numero di piezometri.
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