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La voce della Politica
| Pd Senise,il segretario scrive agli iscritti.Status quo e linee programmatiche |
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10/07/2011 | Dopo il Consiglio Comunale del 30 giugno scorso, che aveva visto assenti 4 consiglieri di maggioranza e quasi tutta (eccetto uno) la minoranza di centro-sinistra e dopo la revoca, da parte del sindaco, dell’assessorato all’Ambiente a Palermo (uno degli assenti), il segretario della sezione Pd di Senise, Andrea Virgallita, scrive agli iscritti per riflettere sulla situazione in atto e per tracciare le linee programmatiche rispetto al futuro immediato del partito. Virgallita parla “di disagi presenti ormai in un terzo dei Consiglieri eletti in quella lista tra i quali si annoverano un Assessore, rimosso dal Sindaco, nonché primo eletto, il Presidente del Consiglio e due consiglieri tra i più suffragati.
Il disagio, se non l’avversione verso l’operato dell’Amministrazione, si è avvertito già nei giorni scorsi, ma si è reso evidente nella mancata partecipazione alla riunione nel Circolo del 28 giugno scorso di quasi tutti i Consiglieri Comunali; lo stesso è stato espresso alla luce del sole, in due riunioni, tra il Sindaco e i Consiglieri di maggioranza, nella giornata del 29 giugno , nelle quali riunioni alcuni hanno espresso la loro decisione di non presentarsi in Consiglio e di valutare politicamente le loro ragioni. Tra i dieci iscritti al PD che ricoprono la carica di consigliere comunale della maggioranza, sei, partecipando al Consiglio, hanno espresso voto favorevole al bilancio, compreso il Sindaco, e quattro non si sono presentati. Esiste quindi un problema politico all’interno dei dieci consiglieri iscritti al PD che si è andato man mano accentuando e che parte almeno da due anni fa.
Al momento della mia elezione a Segretario e nel prosieguo, fino ad oggi, ho avuto modo di dire più volte della necessità di costituire il gruppo del PD come momento di risposta a una tensione unitaria presente negli iscritti ma anche come momento per ampliare i confini della maggioranza in modo da diluire in un quadro più vasto i disagi che solo i ciechi si rifiutavano di vedere.
E’ noto a tutti l’esito della riunione dei Direttivo e dei Consiglieri iscritti al PD, che in modo plastico aveva fotografato un mese e mezzo prima, alla presenza del segretario provinciale, l’esito delle presenze e del voto nel Consiglio Comunale del bilancio.
I Consiglieri iscritti al PD ed eletti nella lista di opposizione meritano un discorso a parte.
Essi sono stati sempre bistrattati dal Sindaco e dalla maggioranza, ignorati perfino come persone. Anche dopo la riunione per la costituzione del gruppo nessuna azione positiva è stata posta in essere nella direzione di un pur minimo coinvolgimento nelle discussioni amministrative, che pure si sono tenute, e sempre ed esclusivamente tra pochi eletti.
Certamente, non avendo lavorato sugli obiettivi concordati, nulla di più era politicamente legittimo attendersi dai Consiglieri Comunali del PD eletti nella minoranza. Non si può invocare che si sono confrontate due liste civiche, che una ha vinto, sostenendo la impossibilità di un confronto politico con l’altra, neanche l’intergruppo, e poi, non prevedere momenti di difficoltà nei rapporti anche interpersonali. Di questo si è trattato. Chi pensa altro continua a percorrere strade che non hanno sbocchi.
Adesso l’Amministrazione Comunale ha un grande nodo politico davanti a se stessa:
a) Far diventare politica la propria azione e quindi confrontarsi, in tutte le sedi a tanto deputate, con le questioni poste, cominciando da questo Circolo, che non può essere inteso come una mera buca postale nella quale imbucare per trasmettere le decisioni già prese, continuando, nel frattempo, in altri luoghi e nel solito “cerchio magico” con le riunioni realmente costruttive;
b) Continuare a vivacchiare quest’altri dieci mesi con maggioranze spurie, basate non si sa su quali programmi concordati, e cercare di arrivare, dopo estenuanti trattative con ogni singolo consigliere su ogni singolo problema che ha bisogno del voto consiliare, alla fine naturale della consiliatura.
Io ho prospettato la strada maestra che un Partito come il nostro doveva intraprendere. La costituzione del Gruppo del PD e la condivisione di un programma di fine consiliatura; il Comitato Direttivo l’ha fatta propria. I Consiglieri Comunali iscritti al PD si sono divisi. Il punto è tutto qui. Il nodo da sciogliere è squisitamente politico.
Se a tutto questo si aggiungono i “rumors” che danno autorevoli esponenti dell’Amministrazione Comunale pienamente impegnati alla ricerca di alleanze “con singole persone e non con i partiti” per proporre una tale offerta elettorale l’anno prossimo ai cittadini senisesi, si capisce come il quadro che si ha di fronte diventa del tutto incompatibile con gli obiettivi di un Partito come il nostro, che tende a costruire alleanze, nel quadro di quelle regionali e provinciali, in grado di poter mettere in campo risposte adeguate alle complesse e gravi situazioni economiche e sociali che affliggono la nostra comunità.
Se a questo aggiungiamo che il Sindaco nell’incontro avuto col Consigliere Spagnuolo ha letteralmente e direttamente collegata la propria disponibilità per la costituzione dell’intergruppo, neanche del gruppo del PD, che, ormai, è difficile annoverare tra le cose fattibili, all’impegno, non so da parte di chi, di assicurare la propria ricandidatura a Sindaco nelle prossime amministrative, ci si rende conto di quanto le questioni politiche rimangono sempre di più sullo sfondo, i problemi della cittadinanza rimangono sul tavolo, mentre avanzano, con passo sempre più spedito, i destini personali, le attese personali, i problemi personali, le promesse, gli accordi sugli organigrammi come fine e non come mezzo.
Può un Partito come il nostro, il nostro Circolo, diventare tutto questo? O meglio avallare col proprio silenzio tutto questo?
Io ho detto e ribadisco che non è nella mia intenzione la candidatura a Sindaco, né lavorare per ottenere questo, come pure altri, in altri momenti, hanno fatto; fatti salvi gli obblighi inerenti lo svolgimento della propria funzione.
Io vengo dalla vecchia politica e rimango sempre più convinto, è il mio agire nel tempo mi è testimone, che l’esclusivo compito di un gruppo dirigente e di ciascun dirigente, di un partito di massa come il nostro, è quello di coinvolgere tanti giovani, di cominciare a fargli prendere cognizione dei problemi, della loro complessità e finalmente metterli alla prova nell’agone amministrativo. Il più importante compito è quello di far crescere e allargare il gruppo dirigente creando le occasioni per il ricambio nelle varie funzioni, di far crescere e integrare il gruppo dirigente e amministrativo soltanto sulla base del confronto, delle idee e non per contrapposizione di gruppi organizzati o di improbabili imposizioni personali.
Tutto il travaglio che c’è stato per l’approvazione del bilancio del Comune dovrebbe illuminarci su come non deve essere inteso un rapporto amministrativo, su quanta necessità c’è di rifondare il rapporto e la motivazione degli eletti, soprattutto se è vero, come è vero, che il prossimo Consiglio Comunale prevede un più ridotto numero di Consiglieri e assessori che, mentre snellisce l’azione amministrativa, rende molto più facile eventuali ipotesi di ribaltamento di maggioranze con conseguenti scioglimenti dei Consigli.
Non è una pagina degna di una buona politica quella del travaglio per l’approvazione del bilancio, e la responsabilità è tanto maggiore quanto più si svolgono compiti e funzioni alte. Esiste l’istituto delle dimissioni da parte di chi non si ritrova più nell’azione amministrativa rispetto a quella concordata, ma esiste anche l’obbligo politico di confrontarsi e tener conto delle ragioni degli altri soprattutto quando quel disagio aumenta ad ogni approvazione di bilancio.
Solo il confronto politico, nelle sedi deputate può obbligare gli uni e gli altri a comportarsi in tal modo. Propedeutico a questo è il possesso di una coscienza politica che se non c’è o si è offuscata fa cadere l’intero ragionamento.
Il compito di un Partito come il nostro non è quello di dividersi tra la difesa di un comportamento rispetto all’altro, ma è quello del confronto , è quello di far tornare la discussione politica sulle questioni, attrezzare soluzioni, costruire organigrammi tenendo conto della complessità delle presenze e delle diverse sensibilità nel partito, finalizzate a una buona amministrazione, che dia speranza nel futuro. Come si può pensare che la costruzione di quello che dovrà essere nei prossimi cinque anni possa prescindere dal mettere in discussione, nel reciproco confronto, l’azione di ciascuno di noi, e ruoli e funzioni fin qui ricoperti o svolte?
Con quale spirito può un giovane, un professionista, chi lavora nelle Associazioni con impegno e passione, avvicinarsi al nostro Partito se diamo l’impressione che tutto sia stato già deciso e stabilito?
Prima delle legittime aspettative di tutti c’è la necessità, per un partito come il nostro, di dare speranze nel futuro, non di far dividere i cittadini se è meglio A o B in quanto persona, o su quanto cade A o B, o su chi porta A e chi porta B, senza confronto, senza valutazione dei problemi e delle soluzioni che si sono date o che si intendono dare.
Vantiamo tutto quanto abbiamo fatto e lasciamolo in eredità a chi ci succederà come buona pratica amministrativa, mettiamo in evidenza e analizziamo le difficoltà che non ci hanno permesso di raggiungere tutti gli obiettivi programmati e lasciamo questo lavoro in eredità a chi ci succederà, in modo da metterli nelle migliori condizioni di partenza. Questo è il compito di un partito come il nostro. Essere” l’intelligenza collettiva” che porta avanti la nostra comunità, che dia speranza, e non diventare la palestra di scontri di tifoserie.
Io credo che oggi la cittadinanza ha bisogno di leve nuove, per poter offrire nuova linfa e rimotivare tante professionalità, generazioni, generi, che si sentono esclusi da una politica e da una amministrazione chiusa che si avvita in un gorgo che bisogna fermare, per non permettere che risucchi le speranze e l’impegno di tanti.
Oggi la linfa per rivitalizzare il nostro sentire civile va cercata nelle tante donne e uomini che nella vita quotidiana, nel loro lavoro, nel loro non arrendersi alla ricerca di un lavoro che dia dignità o che faccia superare il precariato, nell’azione per portare la scuola vicina ai bisogni delle nuove generazioni, nell’azione delle molteplici Associazioni, spendono la gran parte del loro tempo tra mille difficoltà di rapporti con la burocrazia, con le Istituzioni, e con una offerta di opportunità sempre più ristretta e pilotata.
La campagna del tesseramento 2011 è improntata verso quest’obiettivo.
In autunno, si metterà in piedi il “cantiere per un centrosinistra forte e coeso per il futuro del Senisese” e sarà in quella sede che, a partire dai partiti alleati nel Governo regionale e provinciale, allargato a tutti i soggetti che ho prima evidenziato, che si progetterà la possibilità di ridare speranza alle nuove generazioni del nostro territorio.
In quella sede si confronteranno le questioni, le soluzioni, la volontà di impegnarsi in prima persona da parte dei tanti giovani, professionisti, donne; si metterà il dito in ogni piaga cercando di individuare la migliore condotta per portarla a guarigione.
Chiedo a tutti gli iscritti al nostro Partito di lavorare per questo obiettivo che è l’unico in grado di farci ritrovare la voglia e la passione per una “buona politica” e mettere in moto un processo virtuoso, rispetto alla situazione attuale che ingessa una comunità intorno a questioni lontanissime dai bisogni generali.
E’ l’unico modo, cari iscritti, per dare trasparenza e democrazia al processo di individuazione dei nuovi gruppi dirigenti, da innestare con tutto quanto di buono è stato già fatto, che ogni cinque anni le Comunità si trovano a dover fare.
In questo percorso tutti possono mettersi in gioco, chi ha fatto e pensa di aver fatto bene, chi vuole proporsi con nuove soluzioni e rinnovato impegno che la situazione richiede, confrontandosi con la cornice regionale e provinciale di programmi e alleanze, cercando di trovare il miglior accordo possibile se ci si riesce; in caso contrario il nodo si scioglie chiamando ad esprimersi i cittadini che affidano al centrosinistra le proprie speranze e il proprio impegno.
Questo è quanto volevo offrire alle vostre riflessioni, questo è il mio pensiero che potrà diventare azione politica del Circolo di Senise dopo la discussione negli organismi statutari; questo è il momento in cui ciascuno di noi è chiamato responsabilmente ad impegnarsi per superare la crisi che stiamo vivendo”.
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