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La voce della Politica

CVDP: i rimborsi elettorali ai partiti, un’altra truffa al popolo sovrano

17/06/2011

Col grande successo dei referendum, il popolo italiano ha dimostrato tutta la propria determinazione nel punire chi vuole prevaricare le prerogative di sovranità che, in base al primo articolo della Costituzione, spetta solo al popolo.

Tale volontà è stata sicuramente evidente proprio sul nucleare che, come si ricorderà, fu già ampiamente bocciato dal referendum dell’87.

La lezione popolare scaturita dalle urne il 12 e 13 giugno delinea inconfutabilmente che in materia di sovranità i cittadini pretendono di partecipare a pieno titolo alle sorti della nazione, non hanno intenzione di consegnare deleghe in bianco a nessuno, e puniscono pesantemente chi vuole calpestare detta sovranità!

Analogamente alla questione sul nucleare, nel 1993 l’istituto del referendum italiano abolì anche il finanziamento pubblico ai partiti, che però fu immediatamente reintrodotto da una serie di éscamotages degni delle migliori truffe, sotto il nome di “rimborso elettorale ai partiti politici”.

La nuova legislazione, ulteriormente perfezionata dai “prestigiatori” delle successive legislature, ha di fatto applicato nella politica italiana il concetto di “palio” o “posta in gioco”, direttamente collegata al numero degli elettori sovrani aventi diritto, ma che prescinde e scavalca clamorosamente la stessa sovranità ad essi appartenuta.

In pratica, l’attuale quadro normativo così furbescamente impiantato prevede che a determinare quel coefficiente da moltiplicare per 1 euro per ogni anno di legislatura, da rimborsare ai partiti politici, sia il numero degli aventi diritto al voto (corpo elettorale) ... (es. 50 milioni di italiani aventi diritto al voto = 50 milioni di euro per 5 anni di legislatura, addirittura cumulabili in caso di scioglimento anticipato della stessa).

E’ questa l’ennesima “cuccagna” che si spartiscono alla faccia del popolo sovrano; che prescinde anche, trattandosi di rimborso, dagli ammontari ben inferiori effettivamente spesi nel corso delle campagne elettorali.

La CVDP, primo movimento astensionista politico per il rilancio della sovranità popolare ha iniziato, a partire dal 2007, una strenua lotta contro questo abuso truffaldino operato dai partiti politici italiani nei confronti della volontà popolare, che in questa materia hanno non solo annientato il principio stesso della sovranità, ma che pur in presenza di un “aggiramento” dello scoglio elettorale si sarebbero al massimo dovuti appropriare delle sole “quote delegabili”, cioè di quei rimborsi direttamente collegati alla volontà dei cittadini esprimenti il voto.

E non, come invece sta accadendo per le elezioni di Camera, Senato, Europee e Regionali dove c’è una vera e propria corsa all’accaparramento anche di quelle quote prive di ogni indicazione (astensionistiche per la non-affluenza alle urne, schede bianche, nulle o non attribuibili).

Numerosi studi hanno in realtà sancito che l’ammontare indebitamente percepito dai partiti politici in materia di rimborso elettorale dal referendum ‘93 ad oggi superi abbondantemente il miliardo di euro, che non solo non si sa cosa abbia in realtà finanziato, ma a fronte dei pessimi risultati sotto gli occhi di tutti vien da chiedersi se è giusto che gli italiani oltre al danno continuino a subire anche questa beffa.

L’astensionismo politico, che per un principio di pluralismo democratico “di fondo” i mass media e le istituzioni dovrebbero anch’esso rappresentare ed evidenziare, sta sempre più divenendo uno stimolo cruciale per la nostra democrazia, in quanto, laddove la sovranità venisse rispettata, potrebbe addirittura servire a punire proprio quelle classi politiche che non si pròdigano abbastanza per il benessere e l’evoluzione della società, in una sorta di premiazione automatica anche economica della stessa meritocrazia politica.

I partiti politici e i mass media che invece nel loro oscuro connubio autoreferenziale e di mancata apertura partecipativa fanno finta di ignorare le giuste rivendicazioni di sovranità degli astensionisti politici, stanno fatalmente facendo i conti, ogni giorno che passa, con la dura realtà di una loro incombente estinzione.

Col rischio sempre più concreto che, oltre alla “consegna” delle chiavi del potere, venga loro chiesta anche la restituzione del maltolto!



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