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La voce della Politica

lavoro, Ugl: "Politica non adatta ai bisogni regionali"

11/05/2011

“All'indifferenza e all'arroganza che Governo nazionale e regionale mostrano rispetto all'impoverimento ed al degrado che sta investendo la Basilicata bisogna rispondere invertendo le tendenze in atto ed affermare il diritto dei lucani al lavoro, alla formazione, alla sicurezza, alla salute facendo prevalere il diritto della Basilicata a rimanere in Europa realizzando crescita economica e coesione sociale : bisogna quindi cambiare nettamente il segno delle scelte politiche che i Governi nazionale e regionale, stanno compiendo mediante un processo di ulteriore aggravamento della condizione economica, sociale e civile della regione”.
E’ quanto denuncia il segretario regionale dell’UGL Basilicata metalmeccanici, Giuseppe Giordano per il quale “ perché questo avvenga è prima di tutto necessario che cambino i metodi di governo e si reimposti una pratica della concertazione e della negoziazione con le rappresentanze sociali . La Basilicata è oggi innanzitutto pervasa e sopraffatta da ciò che ha visto negli ultimi anni disperdersi, quel patrimonio di elaborazione e di coesione sociale che aveva connotato la stagione della programmazione negoziata e delle politiche di sviluppo locale. Per l’UGL, l'abbandono delle politiche per il Mezzogiorno attuato dal Governo, il rifiuto del metodo della programmazione e della finalizzazione della spesa da parte della Giunta Regionale, l'incapacità di utilizzare al meglio i Fondi Europei, i colpi tremendi inferti alla finanza locale con il taglio secco dei trasferimenti, hanno provocato - prosegue il segretario regionale, Giordano - il peggioramento di tutti gli indicatori dello sviluppo, rendendo la regione sempre più estranea ai processi di crescita e di innovazione europea ed approfondendo il divario strutturale con il resto di Italia. Divario che oggi l’UGL ritiene si è accentuato anche rispetto le altre regioni meridionali, rendendo evidente che, accanto alle difficoltà storiche, la Basilicata registra un fattore di arretratezza in più, determinato da una classe di governo incapace di produrre un progetto di sviluppo e di valorizzare le risorse locali . Per tali ragioni l’UGL della Basilicata rivendica una politica di coordinamento ed integrazione delle risorse finalizzata a creare lavoro ed a difendere il lavoro che c'è soprattutto nel settore industriale. La Basilicata non ha bisogno di interventi estemporanei di sapore elettoralistico che creano solo nuove forme di precariato, è necessario che la spesa si concentri su progetti e produca lavoro buono come ben è successo con la FIAT SATA di Melfi. Così come va rilanciato ed adeguato l' insufficiente sistema integrato di politiche attive del lavoro, per le quali non servono altre leggine, ma la messa in moto di strumenti che vanno finalmente attrezzati di un adeguato sistema informatico e messi in grado di offrire servizi come l'orientamento, percorsi di inserimento e reinserimento nel mondo del lavoro, e la formazione, che richiede una effettiva integrazione tra Università, scuola e formazione professionale. La costruzione di un efficiente ed efficace sistema integrato di formazione continua costituisce - prosegue l’esponente UGL - obiettivo irrinunciabile di ogni credibile politica del lavoro; perché questo possa avvenire il primo passo è che la Regione si liberi della gestione, peraltro fallimentare, della formazione, che va consegnata per intero alle due Provincie, Potenza e Matera, e metta invece mano alla programmazione ed alla costruzione di politiche fondate sull'integrazione e sulla qualità. A partire dall'intero sistema scolastico e dal diritto allo studio che non sono questioni residuali ma fattori essenziali dello sviluppo. Un credibile disegno di politiche industriale e dell'artigianato che scelga filiere, reti di impresa e territori su cui concentrare e finalizzare le risorse anche per dare soluzioni occupazionali ai lavoratori delle aziende in crisi. Non c'è soluzione ai problemi dell'insediamento industriale lucano, fatto di piccole e piccolissime imprese, se non vanno anche consolidati i vantaggi competitivi con l'apertura all'esterno dei flussi produttivi e delle reti locali. Per questo è necessario per l’UGL - conclude Giordano - il consolidamento e lo sviluppo della società dell'informazione, delle politiche per l'innovazione e la ricerca rendendo vivo il progetto di ricerca FIAT ‘Campus’, sfruttare le risorse dell’ENEA, così come è urgente il rafforzamento di politiche di promozione e di marketing territoriale che permettono alle imprese un maggior grado d'identificazione dei distretti industriali, fino ad affrontare con forza e determinazione il grande nodo del credito”.




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