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Doino (Pcl) su piaga dell'usura

14/04/2011

“Noi condividiamo e sosteniamo l’ azione di contrasto che diverse associazioni come Libera, ed il Cestrim in Basilicata portano avanti contro l’ usura,- scrive in una nota Florenzo Doino, (Pcl) - soprattutto quando, coraggiosamente, denunciano le collusioni tra insospettabili appendici dello Stato e frazioni di capitale parassitario,quali sono mafia,camorra, ‘ndrangheta e organizzazioni usurarie foriere di sofferenze e dolori ai nostri concittadini.
Ma l’ azione delle associazioni antiusura si arresta allorquando vengono sollevate le questioni di fondo, quando si vogliono ricercare quelle responsabilità che certo non sono ascrivibili solo a bande criminali bensì all’intero sistema capitalistico vero responsabile dell’usura (ovvero il prestare danaro ad interessi esorbitanti).Quello stesso sistema che propaganda la necessità dello sviluppo come panacea di tutti i mali sociali, che crea l’illusione di sconfiggere la disoccupazione non con l’allargamento della base produttiva bensì con la cultura dell’azienda e con l’ aumento del fatturato delle aziende; che perciò dispensa finanziamenti necessari a mantenere in piedi i padroni che alla fine non creano quella occupazione che promettono e quel benessere che dovrebbe derivarne.
Ma la FIAT,il polo del salotto,i petrolieri,i volani dello sviluppo della nostra regione non sono vittime dell’usura,tutt'altro. Hanno ricevuto dallo Stato ingenti risorse., nonostante nei fatti vi è una decrescita collettiva della nostra regione, con troppi operai precari, licenziati, in balia di salari da fame, con seri problemi che attengono alla salubrità dei luoghi di lavoro,con migliaia di disoccupati ingannati dalle politiche sviluppiste,con il 20% di donne lucane analfabete, con ospedali mal funzionanti.
Le vittime dell’usura sono,invece,i poveri Cristi: gli artigiani,autentici ed appassionati produttori di beni d'uso, stritolati da quel mercato che non consente neanche la sopravvivenza di chi ama il proprio lavoro. Costoro spesso non possono acquistare il denaro presso le banche e perciò sono costretti a passare dall’usura legale all’usura criminale. Così come i piccoli imprenditori che ricorrono all’usura criminale dopo che gli usurai di Stato non concedono crediti. Come la stragrande maggioranza degli usurati ingannati dell’ideologia dominante,l’ideologia del profitto che li vuole imprenditori a tutti i costi. Nonostante il mercato globali delle merci sia saturo di merci prodotte a costi sempre più bassi, calpestando la dignità del lavoro con la flessibilità e la insicurezza dei luoghi di lavoro. Un'ideologia violenta,che schiaccia e condanna chi non vale niente. Una ideologia questa del profitto e della mercificazione che i giovani dovrebbero sconfiggere perché è la vera anticamera dell’usura di stato prima e dell’ usura illegale dopo.
Il denaro, ovvero lo strumento per appropriarsi del lavori di tutti, il responsabile di tragedie immani ha da sempre impressionato l ‘umanità intera per la capacità di possessione e per la devastazione che può compiere sull’animo; gli psicanalisti l’ hanno apparentato allo sterco, e Lutero l’ ha definito “sterco del demonio”. Il denaro non è un deposito di ricchezze,e che perciò tutti i beni di questo mondo non andrebbero scambiati mai con tutto il denaro di questo mondo. D'altra parte ne dovrebbero sapere qualcosa i milioni di tedeschi e americani,poveri risparmiatori presi letteralmente alla fame all’epoca dei crolli di Weimer e di Wall Street del 1929. La storia del denaro è una marcia trionfale,partita migliaia di anni fa e arrivata fino ai nostri giorni che ha finito per trasformare tutti,uomini e cose. Ha preso sicuramente forma in Asia minore alla fine dell’VIII secolo avanti Cristo,insieme al suo fratello gemello il mercato. Con la comparsa del denaro e del mercato,si entra nella brutale età del ferro; si abbandona così l’epoca in cui gli uomini non dovevano scannarsi tra di loro per la sopravvivenza e la natura dava i suoi frutti in abbondanza per tutti. E con il denaro inevitabilmente irrompe l’usura; all’epoca interessi ed usura erano la stessa cosa: la remunerazione del capitale prestato. Già i Sumeri,gli Ittiti,gli Egizi,civiltà urbane,praticavano il prestito ad interesse che andava dal 20% al 30%,e con l’usura irrompono i mutui,le ipoteche,i prestiti su pegno. Intorno al IV secolo avanti Cristo la prima banca in Grecia; fondamentale,però,la nascita delle lettere di cambio,la prima forma di cartamoneta,che assumerà nel 1694 con la Banca d'Inghilterra la forma della banconota. Il denaro,da mezzo,si avvia a diventare un fine,siamo quindi alla nascita dell’attività di credito con la quale,per la prima volta,si scopre la possibilità di guadagnare denaro con una attività economica senza il sudore della fronte; emerge la possibilità di far lavorare a proprio vantaggio altra gente senza l’impiego di mezzi conoscitivi,e con essa,nonostante i Concili - quello Laterano del 1139,il Concilio di Vienna del 1311 – che la condannano, l’usura si radica definitivamente. I cambiamenti epocali successivi,come l’urbanizzazione e la Rivoluzione Industriale,non fanno altro che affermare il primato dell’economia. Il denaro,così,assume la forma del credito,acquista un’esistenza del tutto autonoma,staccata dalle specifiche merci,e pur non possedendo più alcun valore intrinseco diventa a sua volta merce in quanto denaro. Nasce la Borsa,ove azioni,obbligazioni, titoli di stato,valute,ecc.. partecipano a questo gioco cannibalico del denaro che avidamente compra se stesso,un traffico in cui si compra e si vende ciò che non esiste. La nostra epoca,i nostri giorni sono segnati dal dominio assoluto del capitale finanziario,talmente potente da non rispondere né ai governi né ai presidenti delle repubbliche capitalistiche. Sarebbe interessante conoscere cosa ne pensano i principali giornali europei dei banchieri del vecchio continente, come sarebbe interessante conoscere tutta l’ attività dei principali istituti di credito del sud, se è vero, ad esempio, che ieri come oggi la gestione del credito si caratterizzava e si caratterizza per condizioni mediamente più pesanti rispetto alle banche del nord, giacchè il denaro veniva prestato a tassi di interessi maggiori di circa due punti percentuali e sulla base di requisiti più restrittivi. Ancora illuminante sarebbe la conoscenza del fatto che le norme restrittive per accedere al credito valevano e valgono per gli operatori economici normali ma non per quelli da favorire in base a legami personali,ovvero mediati dal personale politico (che intende il credito come mezzo per massimizzare il consenso elettorale) quando non dalla criminalità organizzata. E poi dalle nostre parti,come in tutto il sud,il tasso di personalizzazione degli istituti bancari è altissimo,da cui l’ingerenza di un malsano ceto politico che è uno degli aspetti più rilevanti. Un dato,dunque,assolutamente cruciale,tale da condizionare l’attività del credito,così ciascuna banca si fida o tende a fidarsi soltanto di una data cerchia di utenti. In definitiva,un sistema creditizio così fatto favorisce una fiducia personalizzata e spesso indipendente dall’efficienza,avvantaggiando soltanto gli imprenditori che dovrebbero stare fuori da ogni degno luogo.
L’ impegno contro l’usura è scritto nel DNA dei comunisti dei lavoratori perché è lotta contro la merce-denaro di cui sono vittima milioni di lavoratori italiani,oltre che centinaia di migliaia di piccoli artigiani ed imprenditori,illusi dalla possibilità di poter sopravvivere al cannibalismo del mercato globale delle merci. Perciò le vere opportunità contro l’ usura sono la nazionalizzazione delle banche sotto il controllo dei lavoratori. Diversamente ogni giusta battaglia si ferma su un binario morto”.



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