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| Simonetti: dalla vertenza Basilicata alla manifestazione per Mezzogiorno di RC |
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21/06/2019 | "A distanza di 47 anni dalla grande imiziativa sindacale unitaria di Reggio Calabria, per lo il Lavoro, i contratti e la democrazia, dobbiamo ricordare il grande apporto dei lavoratori lucani a quella
manifestazione.
Erano tempi difficili e duri a Reggio Calabria, i fascisti di Ciccio Franco, "boia chi molla" , dominavano.
La scelta di intervernire per il ripristino della agibilita' democratica parti dai metalmeccani e si estese a tutte le categorie ed ai senza lavoro anche per l'effetto della crescita e l'estensione del Consigli di Fabbrica e dell' unita' sindacale.
In Basilicata con il "Febbraio lucano" e il lancio de della "Vertenza Basilicata" si sviluppo un forte movimeto centrato sull'unita'lavoratori e studenti con una forta progrttualita'e tenuta.
La preparazione del convegno, del corteo e del comizio finale di Reggio fu contrastato con tutti i mezzi, anche con attentati e bombe che non fermarono l'arrivo dei dirigenti sindacali e dei manifestanti anche per l'apporto dei ferrovieri e dei marittimi.
La notte del 21 ottobre 1972 partirono dalla Basilicata una trentina di autobus e circa 1500 lavoratori.
Fu un grande problema reperire mezzi.
Gran parte dei proprietari di autolinee da noleggio si rifiutarono di fittare i mezzi per paura degli attentati, delle minace dei fascisti e delle azioni messe a segno dalle forze antidemocratiche.
Riuscimmo ad ottenere, dopo lunghe trattative, gli autobus pronti per essere dismessi, privi di riscaldamento e degli standard normative di allora.
Fu decisivo l'intervento delle organizzazioni sindacali degli autoferrotranvieri e degli autisti volontari.
Il viaggio fu molto faticoso, all'alba arrivammo a Reggio.
Il corteo parti dopo una lunga trattativa con il Questore portate avanti da Bruno Trentin, scortato dalla Digos di Potenza in trasferta, Rinando Scheda, assieme a Pierre Carniti.
Si rimase per molte in piazza per garantire una ripartenza ordinata e controllata dei mafestanti, ascoltando molte decine di interventi dal palco.
Il 22 giugno il movimento sindacale torna Reggio in una situazione diversa ma delicata e grave:l'attacco alla unita' del Paese, ai diritti del lavoratori, alla caduta degli investimenti e alla riduzione degli interventi verso il Mezzogiorno, il forte ostracismo del governo verso i migranti sono solo alcuni aspetti della situazione
Se il passato conta, non solo per la memoria, e'positivo che si torni si a Reggio:"il futuro puo'essere diverso dal presente" se cresce e si consolida il movimento vertenziale e l'unita'sindacale."
CSERES
pietro simonetti"
Foto:comizio in piazza, testa corteo, manifestati di "boia chi molla", manifestazione pz |
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