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I medicamenti nell’antichità

13/03/2018

Prima di illustrare le piante medicinali ed il loro utilizzo in Basilicata, sarà bene premettere alcune nozioni di come è evoluta nel tempo la loro identificazione, la raccolta, la conservazione ed il loro uso. E’ un breve spaccato di storia della medicina e della farmacia in età romana.
Fin dall’antichità più remota le sostanze che lenivano i mali erano fornite dai tre regni della natura – vegetale, minerale, animale – con netta prevalenza dei primi, in quanto l’alchimia e la chimica non erano ancora state scoperte. I farmaci animali (importati specie dall’Oriente) venivano usati anche se con cautela.
Circa trecento erano i medicamenti estratti dalle piante, che erano conosciuti in epoca ippocratica. Quelli per uso interno, rimedi molto diffusi, erano rappresentati da decotti, infusi, tisane, vini composti, succhi vegetali, polveri, pillole, oli medicati, mentre quelli a uso esterno erano rappresentati da lozioni, unguenti, pomate, cerati e balsami.
Della loro preparazione si occupavano principalmente i medici o i loro allievi, che li manipolavano e conservavano nel cosiddetto iatrèion, una sorta di officina nella quale, inoltre, il medico riceveva e visitava anche i pazienti.
Le piante erano scelte e prelevate dallo stesso medico, in seguito si ricorreva all’ausilio dell’erbaiolo, il tipico ricercatore di erbe, ed a uno specifico personaggio, il “rizotomo”, colui che raccoglieva radici e tuberi necessari a preparare i famaci. Quando le erbe impiegate si moltiplicarono, ed i conseguenti preparati medicamentosi divennero più complessi, si aprirono nell’antica Roma gli HERBARII ( dedicati alla vendita di erbe medicinali di uso corrente), e i RHIZOMATOI (dedicati alla vendita di radici di piante medicinali).
Successivamente questi negozi passarono dalla fase di sola vendita delle erbe, alla preparazione dei medicamenti ed incominciarono ad aprirsi dei veri e propri laboratori con tutte le apparecchiature necessarie per la preparazione di qualsiasi forma di medicamenti, denominati TABERNAE.In ogni caso, la tendenza prevalente era quella di privilegiare i rimedi importati da terre lontane, che, a causa della loro provenienza, meglio si prestavano a elevati guadagni, a scapito delle numerose piante che crescevano sulle nostre terre.
Guida alla esatta dizione dei rimedi antichi
Acopum utili contro la stanchezza
 Anodina indicati per conciliare il sonno e calmare il dolore
 Antidotum contravveleni, usati anche nei dolori interni e nelle forti contusioni
 Carne quod alit medicamenti in grado di provocare la rigenerazione dei tessuti nelle ferite e nelle ulcere
 Educentia rimedi impiegati per eliminare le materie morbose
 Escariotica caustici usati sulle croste delle piaghe per accelerare la cicatrizzazione
 Purgantia rimedi impiegati per stimolare l’evacuazione
 Quae cutem purgent disinfettanti
 Quae sanguinem supprimunt emostatici
 Refrigentia rinfrescanti esterni, impiegati per diminuire la sensazione di calore
 Reprimentia astringenti
 Urinam moventia diuretici

Lo strumentario per la manipolazione dei medicamenti estratti dalle piante era multiforme, ma l’impiego di spatole e cucchiai poteva essere indubbiamente annoverato negli annali come strumentario farmaceutico maggiormente usato anche per la vendita e successiva somministrazione e manipolazione dei medicamenti (per miscelare le polveri, preparare balsami e unguenti, pillole e colliri; per agitare i liquidi allo scopo di favorire la soluzione dei medicamenti solidi) Le scatole a uso di piccole ‘farmacie portatili’ erano di solito realizzate in bronzo oppure in avorio, divise internamente in numerosi comparti.

Il medico romano era solito portare con sé, in un’apposita scatola, i medicamenti e gli strumenti di più frequente utilizzo. Accanto alle due figure classiche, il medico ufficialmente riconosciuto ed il terapeuta popolare, è esistita, pressoché in tutte le società organizzate, la figura del medico itinerante identificato anche come ciarlatano. Questi giravano di paese in paese, di città in città e a quanto risulta, il più delle volte, ammirati e seguiti 'dal pubblico; spesso tollerati dalle autorità, qualche volta anche protetti, ma combattuti e disprezzati pubblicamente senza tregua dai medici dotti.
I medici ciarlatani erano soprattutto preparatori di elettuari, di pozioni, di unguenti, di elisir, di antidoti dei veleni, che illustravano con disegni accattivanti ed erano maestri nell'arte di vendere in piazza farmaci ed elisir. Sono stati i primi a pubblicizzare con figure accattivanti i farmaci e gli antidoti che mettevano in vendita. Sono stati per alcuni versi i precursori della pubblicità dei farmaci affermatasi in seguito a livello industriale

ANTONIO MOLFESE MEDICO GIORNALISTA torremolfese.altervista.org




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