HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

 

 

Senise,NoScorie: ‘produrre CSS non è industrializzazione e pesa sulle tasse'

18/06/2014



Apprendiamo dalla stampa di un impianto di trattamento rifiuti che produrrà CSS (combustibile solido secondario da Rsu) e tratterà altri rifiuti non pericolosi nel Comune di Senise (http://www.lasiritide.it/arting.php?articolo=9613).Da quanto si evince si tratta di un progetto che rientra in un piano di reindustrializzazione dell’area . Già in passato cittadini e associazioni si sono battuti affinchè non fosse realizzata quasi nella stessa area una mega discarica di rifiuti non pericolosi , per il semplice motivo che in quell’ area esiste il più grande bacino imbrifero idropotabile d’Europa in terra battuta che da’ acqua a due regioni. Allo stesso modo associazioni e cittadini si sono sollevati contro un altro impianto per il trattamento di rsu con ampliamento della discarica nel comune limitrofo di Santarcangelo. Oggi si torna a parlare di trattamento rifiuti R-S.U. e non pericolosi nella stessa area, anche se le note sul progetto dei quotidiani non parlano dei luoghi dove smaltire altri rifiuti che in genere si producono dalla lavorazione degli R.S.U. In attesa di conoscere altri dettagli del progetto ,rimaniamo pero perplessi nell’apprendere che si parla di reindustrializzazione di un territorio con progetti che vogliono trattare i rifiuti solidi urbani. Il trattamento degli R.S.U. è pagato dai cittadini e ogni regione deve prevedere un piano di rifiuti regionale in ottica di recupero della materia prima e abbattimento dei costi di smaltimento che paga il cittadino e che fa la differenziata, come prevede e ci impone l’Europa. Per cui recuperare la differenziata è un obbligo e una necessità sui territori e non può essere considerata una reindustrializzazione del territorio. Per cui in un territorio come Senise ci saremmo aspettati un reindustrializzazione per valorizzare i prodotti agricoli locali ,come ad esempio il peperone e non di certo impianti che trattano i rifiuti non pericolosi .Purtroppo in Basilicata manca un vero piano dei rifiuti regionale che prevede di recuperare quello che i cittadini differenziano, ma si ricorre a smaltire le frazioni differenziate direttamente in discarica o peggio ancora ad utilizzare le parti secche (carta, plastica, legno) come CSS (combustibile solido secondario) per alimentare in genere forni di cementeria, inceneritori o impianti definiti a biomassa. Incenerire la differenziata prodotta dai cittadini, significa aumentare i costi di circa quattro volte verso i cittadini: 1)Il primo costo che sopporta il cittadino è il suo lavoro per la differenziata che viene utilizzato per ricompattazione del combustibile solido secondario (CSS) delle frazioni secche. 2)Con lo smaltimento in inceneritore e bruciando il CSS il costo aumenta a dismisura anche rispetto alla discarica (circa dai 100 ai 180 euro a tonnellata), mentre gli impianti che riciclano e recuperano (ad es: plastica e altri materiali come legno e carta ) a freddo ritirerebbero a costo zero. 3)Il terzo costo che sopporta il cittadino riguarda il fatto che una legge regionale del 2005 prevede l’assimilazione del cdr (combustibile derivato da rifiuti) alle biomasse; bruciando rifiuti in inceneritori che producono energia elettrica le società acquisiscono i fondi cip 6 che gli stessi cittadini pagano nelle componenti della bolletta elettrica.4) Il quarto costo che i cittadini devono sopportare è quello ambientale e sanitario (che generalmente nessuno quantifica ) che i cittadini pagano con la propria salute e con le spese sanitarie. Gli inceneritori di rifiuti non portano salute ma potenziale inquinamento ambientale. Stesso discorso vale per le discariche quando sono vicine a corsi d’acqua, centri abitati e/o produzioni agricole. La discarica è un costo sociale anche nel tempo quando è chiusa e/o esaurita: finito il business della gestione la maggior parte delle discariche inizia ad aver problemi e i costi di mantenimento nella maggior parte dei casi ricadono sulla collettività. E’ bene quindi non costruire altre discariche e non produrre CSS O CDR per bruciarlo in inceneritore ,ma recuperare a freddo gli RSU e con essi i costi di energia, di acqua, di produzione della materia prima utilizzando la differenziata dei cittadini. Una buona differenziata raggiunge il 75%, ma con la tecnologia e la buona organizzazione territoriale si può andare oltre recuperando quasi tutta la materia prima a freddo e eliminando il ricorso a discariche ed inceneritori.

Felice Santarcangelo
NoScorie Trisaia




ALTRE NEWS

CRONACA

24/06/2019 - Potenza. Minaccia di morte l'ex moglie, arrestato
24/06/2019 - Fca: a Melfi stop produzione in 30 turni
24/06/2019 - Carenze personale medico UOC Neonatologia e TIN al San Carlo
24/06/2019 - Incidente Sinnica con cinghiale: da venerdì la carcassa dell'animale è ancora lì

SPORT

24/06/2019 - Presentata a Policoro la ''Academy Picerno''
24/06/2019 -  US Castelluccio: si riparte con il gioiellino Mecca fra i pali
24/06/2019 - Serie C, Picerno: nominati direttore sportivo e responsabile area tecnica
24/06/2019 - Risultati sportivi cittadini montesi

Sommario Cronaca                                  Sommario Sport

NEWS BREVI

24/06/2019 Ortofrutta in crisi, firmato un accordo

Per affrontare le conseguenze della "grave crisi commerciale" del settore dell'ortofrutta, Coldiretti Basilicata e Spesì hanno concluso a Policoro (Matera) il "primo accordo di filiera". Lo ha annunciato Coldiretti Basilicata, ricordando che il settore ortofrutticolo ha anche "subito ingenti danni dalle ultime dannose ed eccezionali attività atmosferiche". Il progetto promosso da Coldiretti è denominato "Io sono lucano".

24/06/2019 Sospensione idrica a Pisticci

Pisticci: a causa di un guasto, dalle ore 07:30 di domani mattina fino al termine dei lavori di riparazione nelle località San Basilio, lido 48 e San Teodoro si potrebbero verificare cali di pressione o la sospensione dell'erogazione idrica.

22/06/2019 Castelluccio Inferiore: martedì, work conference sul Pollino

A Castelluccio Inferiore, nella Sala Consiliare di Largo Marconi, alle ore 18 di mercoledì 26 giugno, si svolgerà una work conference intitolata: “Territori e Sviluppo Sociale nel Pollino”, “Aspetti nutraceutici e sociali delle piante officinali”. L’incontro è organizzato da A’Naca Basilicata, orizzonti sostenibili.
Interverranno: il sindaco di Castelluccio Inferiore Paolo Francesco Campanella, per i saluti istituzionali; Francesco Forte (di A’Naca Basilicata, la sfida sociale per la sostenibilità) e Francesca Scannone (di e-nutrition, piante officinali), entrambi della Fondazione Eni Enrico Mattei; Aldo Aufierro (Masseria Meldoro 2.0, la fattoria del benessere), di Masseria Meldoro Coop. Sociale; Egidia Salomone (la filiera delle erbe officinali), di Evra; Domenico Cerbino (le piante officinali del Pollino), di Alsia.

Buttate le quote rosa come i reggiseni negli anni Settanta
di Mariapaola Vergallito

Puttane. Sante. Streghe. Oche. Chi lo ha detto che alla donna, nei secoli, non sia stato ritagliato un ruolo, riservato un posto incasellato nell’angolino di un mosaico quasi tutto maschile? E non parlo solo del mondo cattolico, come la citazione iniziale farebbe pensare (Guy Bechtel, Le quattro donne di Dio). La donna non è mai veramente stata ‘donna’ e basta. Puttane. Sante. Streghe. Oche. E quote rosa. Nel 2018, in occasione del settantesimo anniversari...-->continua



 



Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo