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Libera aderisce alla manifestazione di domani a Potenza

3/06/2014



Libera Basilicata aderisce alla manifestazione del 4 giugno 2014 davanti alla Regione Basilicata e invita tutti i cittadini, le associazioni, i movimenti, le forse sociali e politiche che hanno a cuore il benessere della nostra Terra e della democrazia, a partecipare e a far sentire forte e chiara la propria voce.
La manifestazione è stata promossa in occasione dell'incontro tra la ministra Guidi e le Regioni interessate alle estrazioni petrolifere, per rinegoziare royalties e risarcimenti ambientali, legati ad un previsto considerevole aumento delle perforazioni in Italia ed in particolare nella nostra regione.
Il momento è quanto mai delicato, anche in considerazione del fatto il Governo intende modificare il titolo V della nostra Costituzione per avocare allo Stato ogni decisione in materia di energia, ambiente e salute, escludendo così Regioni e cittadini da qualsiasi possibilità di partecipazione: se la Basilicata venisse dichiarata "sito di importanza strategica", qualunque decisione verrebbe assunta sulla testa dei cittadini e delle stesse istituzioni locali. Libera Basilicata, con il suo presidio della Val d'Agri, ha intessuto relazioni di ascolto e interlocuzione istituzionale, consolidando sempre di più l'idea che, in una reale democrazia, non si dovrebbe mai prescindere dai problemi, dalle sofferenze, dalle idee e dalle proposte dei cittadini dei territori interessati.
Riteniamo che su queste vicende non vi debbano essere esitazioni, è in gioco la democrazia e la vita nella sua accezione più ampia. Non si può più attendere!

Siamo convinti inoltre che un modello energetico basato sull'estrazione massiccia di combustibili fossili sia miope e suicida: la pubblicazione del terzo volume del Quinto Rapporto di Valutazione dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), ad opera del Working Group III, il più atteso, dibattuto e minuzioso compendio delle conoscenze scientifiche, sociali ed economiche faccia chiarezza una volta per tutte sui cambiamenti climatici e sui loro effetti.

Oggi tutti possiamo dire che i cambiamenti climatici rappresentano una minaccia per l'ecosistema naturale e quindi per l'umanità, la quale passa ufficialmente da spettatore a vittima e carnefice di se stessa. Per citare qualche esempio, basti pensare all'indiscriminato sfruttamento delle risorse di acqua dolce che, in aggiunta all'aumento nella frequenza e nella durata dei periodi di siccità, rappresenta un rischio per diverse regioni africane, europee, asiatiche e centro-sud americane.
Per la prima volta, si parla chiaramente di vulnerabilità dei sistemi umani che dovrà essere trattata di concerto ad altri fattori sociali di rischio, tra cui l'allargamento della forbice economica, l'acuirsi delle disuguaglianze sociali, un'urbanizzazione spesso sfrenata e disattenta alle esigenze dei cittadini e del sistema naturale, il previsto aumento della densità abitativa nei nuclei urbani e i conseguenti conflitti per le risorse che ne conseguiranno. Le regioni del mondo più povere, le classi sociali meno abbienti, le persone discriminate per motivi sociali risultano tipicamente più vulnerabili e meno capaci di sviluppare adeguate risposte di adattamento.
Oggi dobbiamo richiedere con forza politiche energetiche che mirino a sospendere l'utilizzo delle fonti fossili smettendo di investire su di esse! Dobbiamo avviarci con risolutezza verso l'eliminazione dei combustibili fossili e verso una fase di emissioni di CO2 vicine allo zero. Il settore dell'energia è la più grande fonte di emissioni ed è proprio là che una trasformazione radicale è necessaria. Risparmio, efficienza energetica, energia rinnovabile sono le parole-chiave per un nuovo modello energetico che porterebbe con sé moltissimi benefici: ambiente, salute e lavoro, un lavoro pulito, sano, utile al benessere della collettività.
Non c'è più tempo per le incertezze e le sottovalutazioni. Possiamo dire che è ufficialmente giunta al termine l'epoca in cui potevano essere concesse deroghe ad un'azione immediata contro gli impatti dei cambiamenti climatici. E' ora di intervenire, adesso!

Siamo tutti responsabili. Il cambiamento climatico è un problema troppo grande per essere lasciato solo nelle mani dei politici e dei potentati economici. C'è bisogno di agire a tutti i livelli, senza "urlare", con proposte chiare e condivise.
I singoli individui devono sempre più prendere il controllo della propria energia e diventare essi stessi fattori di cambiamento.




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