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Tumori: ANISAP, il SSR lucano deve raggiungere obiettivi importanti

31/01/2014



Sono quasi tre milioni le persone che in Italia vivono con una diagnosi di tumore (erano 1.500.000 nel 1993 e 2.250.000 nel 2006). Nel 2013 si sono registrate 366mila nuove diagnosi, l'11% negli under 50. Le percentuali di guarigione sono in costante crescita. Infatti la sopravvivenza a 5 anni è raggiunta in quasi il 60% dei casi. Merito di campagne di prevenzione, diagnosi precoce e terapie sempre piu' efficaci. Sono dati – riferisce ANISAP Basilicata – di fonte dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), e della Societa' Italiana di Ematologia (SIE) che evidenziano la necessità che il sistema sanitario nazionale e con esso quello regionale lucano nei prossimi anni dovra' raggiungere obiettivi importanti, che richiedono equilibrio fra sostenibilita' e appropriatezza terapeutica, mettendo fine a tagli lineari ancora più odiosi in questo campo. Accade infatti – continua ANISAP – che si diffonde in Italia, anche se lentamente e soprattutto al Nord, la buona abitudine di effettuare screening antitumorali, per verificare lo stato di salute di seno, utero e tratto finale dell'intestino. Nel 2012 - secondo i dati contenuti nel rapporto annuale dell'Osservatorio Nazionale Screening - oltre 10 milioni e 600 mila cittadini ritenuti potenziali 'bersagli' della patologia, ovvero il 6,9% in più rispetto all'anno precedente, sono stati invitati a effettuare esami di prevenzione gratuiti e nell'ambito di programmi di controllo. Oltre 5 milioni di coloro che sono stati 'invitati' ha accettato di svolgere lo screening, mentre gli altri hanno declinato o provveduto privatamente. Quella che delinea l'Osservatorio – evidenzia l’ANISAP - è un'Italia divisa: al Centro-Nord 9 donne su 10 vengono invitate a effettuare una mammografia, mentre questo 'privilegio' al Sud scende a quota 3 su 10. Oltre 4 milioni di persone, invece, sono state invitate a effettuare un esame colon-rettale, con un aumento rispetto al 2011 del 9%: anche qui è netto il divario tra Nord, dove l'invito ha riguardato 8 persone su 10, e Sud, dove ne sono state invitate 2 su 10.
Per l’ANISAP specie da questi dati bisogna rafforzare la “mission” affidata all’Irccs-Crob di Rionero di punto di riferimento scientifico, non solo regionale ma anche interregionale o nazionale, per tutte le attività necessarie alla prevenzione, diagnosi e cura della patologia oncologica ed accelerare l’iter e l’attività del Registro Regionale dei Tumori. La rete oncologica cui fa riferimento il Piano Salute Regionale – afferma in proposito Antonio Flovilla, presidente ANISAP - non equivale alla possibilità che le terapie connesse alla patologia (chemio e radio terapia) possano essere distribuite come un normale presidio terapeutico al di fuori di un contesto specialistico e qualificato, il solo in grado di fornire quel livello di attenzione e di personalizzazione della terapia oncologica alla quale oramai tutti tendono. Pertanto, la chemio terapia non può essere fatta dappertutto o in un qualsiasi ospedale, tanto varrebbe farla a domicilio del paziente. Questione ancor più complessa è rappresentata dalla radio terapia che ha bisogno di una diversificata disponibilità di sorgenti e di strumentazione per erogarla, non solo in maniera adeguata ed efficace, ma anche a tutela ulteriore della salute del paziente e pertanto, al di là delle generiche affermazioni, la stessa come la chemio terapia tende alla personalizzazione e pertanto andrebbe erogata in strutture nate e sviluppate per tale funzione. Non si sottovaluti inoltre – continua Flovilla – che la Sanità Privata Accreditata è un patrimonio italiano, soprattutto per i malati cronici e per quanti hanno difficoltà economiche, un patrimonio che va salvato per tutelare la libera scelta del luogo di cura e per evitare ai cittadini, che necessitano di servizi territoriali capillari, di dover affrontare inutili ‘calvari’ per ottenere le prestazioni di cui hanno bisogno.
I pazienti oncologici, ad esempio, devono essere messi in condizione di eseguire agevolmente l’esame per valutare gli elementi del sangue (emocromo) indispensabile per la chemioterapia, o le donne in gravidanza non devono sopportare i disagi di lunghe file; tanto meno i soggetti economicamente fragili rinunciare a curarsi. Mettere in crisi la Sanità Privata Accreditata sarebbe, a parere dell’Associazione, un errore anche a livello economico: la rete dei Laboratori di analisi cliniche è alla base del 70% delle diagnosi; depotenziarla ritarderebbe diagnosi e cure comportando ricadute sociali gravissime e notevoli aumenti della spesa socio-sanitaria.




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Grottole: per consentire il ripristino del livello dei serbatoi, l'erogazione dell'acqua potabile sarà sospesa dalle ore 17:00 di oggi alle ore 08:00 di domani mattina salvo imprevisti.

13/02/2019 Sospensione idrica Vulture-Melfese 18-21 febbraio 2019

Per consentire l’esecuzione di lavori da parte di Acquedotto Pugliese che interesseranno la galleria Santa Maria dei Santi dell’Acquedotto del Sele, l’erogazione idrica nei comuni di Melfi (tranne centro storico e zona industriale di San Nicola), Rionero in Vulture, Atella, Barile, Ginestra, Ripacandida, Filiano e nelle zone rurali Monteserico e Insertafumo di San Fele sarà sospesa secondo le seguenti modalità: il 18 febbraio, dalle ore 21 alle ore 7 del mattino successivo; nei giorni 19-20-21 febbraio, dalle ore 14 alle ore 7 del mattino successivo, salvo imprevisti.

Nei comuni di Lavello, Montemilone e Palazzo San Gervasio, dal 19 al 21 febbraio prossimi, l’erogazione idrica potrebbe subire cali di pressione o essere sospesa dalle ore 21 alle ore 7 del mattino successivo, salvo imprevisti.

Considerata la complessità dell’intervento, il ritorno alla normalità dell’erogazione idrica potrebbe subire variazioni rispetto al programma previsto, che è pertanto da considerare indicativo.

Noi e quella sacrosanta ''cultura del territorio''
di Mariapaola Vergallito

“I lucani conoscono la frana. I contadini lucani sono vissuti da sempre con la frana, l’orecchio teso a quel fremito oscuro, l’occhio attento a scrutare le rughe della terra. Ma un tempo nessuno la violentava la terra. La temevano, la rispettavano. Istintivamente si tramandavano quella che modernamente si è poi chiamata “cultura del territorio”. Oggi, nell’era della scienza, è proprio quella cultura che è venuta meno. Dalle paure ancestrali si è passati al s...-->continua



 



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