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La storia di Vincenzo: una promozione scolastica che diventa vittoria sociale

15/07/2013



Questa è la storia di una vittoria, che viaggia attraverso un traguardo importante di un ragazzo che, nonostante le difficoltà, è riuscito a raggiungere un obiettivo importante e sacrosanto. Non si tratta, si badi bene, solo del trionfo di una singola persona, ma di un successo sociale. Così come, al contrario, se la stessa vicenda fosse capovolta e se, invece che di vittoria, si fosse trattato di una sconfitta, questo status sarebbe appartenuto non solo e non tanto al singolo, ma ad un’intera comunità.
E’ una storia che arriva da Terranova di Pollino e che ci viene raccontata da Piera Gornati, una delle insegnanti della Scuola “Don Milani”.
“Vincenzo- scrive Piera Gornati- il ragazzo pluribocciato dalla scuola del suo paese, alunno della scuola familiare Don Milani, presentatosi come privatista alla scuola statale di Bari Palese, è stato promosso. Le tappe di questa rivincita sono state dure, ma il traguardo è stato raggiunto. Tutto ha inizio dal racconto che la madre di Vincenzo fa alla sua anziana maestra elementare. Suo figlio è stato bocciato per la seconda volta in seconda media e non vuole più andare a scuola. Insieme con lui sono stati bocciati altri quattro ragazzi in prima media e due per la seconda volta. Davanti a dati di dispersione scolastica così elevata, il 25%, sorge spontanea una domanda: cosa fare? Impossibile insistere con i ragazzi per obbligarli a frequentare la scuola pubblica. Anche perché si corre il rischio di sottoporli ad ulteriori umiliazioni. Il loro rifiuto è netto! La scuola è obbligatoria, ma il diritto-dovere dell’istruzione dei figli è dei genitori. Così parlando con amici ed associazioni scolastiche si fa strada l’idea di organizzare una scuola parentale. Il genitore può farsi carico dell’istruzione dei figli in prima persona o delegare a persone competenti questo compito. Si può tentare questa strada per non buttare fuori dalla scuola questi ragazzi e queste ragazze ormai demotivati e sfiduciati. Alla base di questa scuola ci devono essere: fiducia negli educatori; volontà d’imparare dei ragazzi; impegno e professionalità degli insegnanti. Dopo alcuni incontri si decide di partire supportati da altre esperienze che avvengono un po’ in tutta Italia (il Gruppo Scuola Abele a Torino ed altre scuole che s’ispirano a Don Milani). Cammin facendo il gruppo docenti si infoltisce, la stima reciproca aumenta, i ragazzi s’impegnano e i genitori seguono da vicino i figli. Non mancano incomprensioni e momenti di stanchezza, ma lo sforzo per superarli da parte di tutti è notevole. Così un passo alla volta si va avanti. Ora guardandoci indietro ci si accorge che sono stati fatti passi da gigante. Vincenzo deve sostenere l’esame di stato del primo ciclo di istruzione . Si prendono contatti con varie scuole. Si sceglie Bari perché un docente stabilisce una specie di gemellaggio con la nostra scuola. Viene con la sua classe in gita scolastica a Terranova di Pollino. Ci si incontra, ci si conosce, si crea amicizia e si decide di vivere insieme la tappa degli esami. Vincenzo infatti sostiene gli esami presso di loro. Al termine dell’esecuzione con il flauto dolce del coro “ Va pensiero” da parte di Vincenzo, i professori e il presidente della Commissione applaudono. Terminati gli esami si congratulano per la preparazione. La gioia e la commozione sono grandi. Una scuola pubblica aveva commesso un’ingiustizia e un’altra scuola pubblica ha riparato l’offesa”.



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