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| Card carburanti tra istruzioni e caos alle Poste |
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31/01/2012 |
| Arrivano i soldi del petrolio direttamente nelle tasche dei cittadini attraverso la card bonus idrocarburi: 100 euro e 70 centesimi che andranno a beneficio dei circa 290 mila patentati, maggiorenni, residenti in Basilicata che ne hanno fatto richiesta. Fino al 17 febbraio sarà possibile recarsi alle poste per accreditare l’importo utlizzabile dal 18 febbraio in poi, spendibili anche in unica soluzione. L’unico vincolo è dato dal fatto che il bonus è spendibile esclusivamente nei distributori di carburante abilitati al circuito Mastercard.
In questi giorni stanno, quindi, arrivando nelle case dei lucani le ultime card o pin. E questo sta spingendo molti ad affrettarsi alle Poste per attivarle. Operazione molto semplice che consiste nel presentarsi allo sportello con la card e un documento di identità e il codice fiscale (l’operazione non può essere, infatti, delegata) e nella compilazione di un modello con i propri dati anagrafici e fiscali.
Occorre sottolineare che per l’attivazione della card in qualsiasi ufficio postale d’Italia non c’è un limite temporale, ma fin quando la card non viene attivata, non si potrà ovviamente spendere il bonus. Ma anche per l’utilizzo della card c’è tempo. La sua validità è fino al 2017.
Quanto alle preoccupazioni di chi non ha ancora ricevuto la card. Occorre attendere ancora qualche giorno per consentire alle ultime lettere di arrivare, a meno che non si tra gli esclusi dal beneficio.
Unico neo è il caos che si sta verificando in alcuni uffici postali. A Senise, ufficio al quale ci siamo rivolti, come abbiamo potuto direttamente appurare, la mancanza di apertura di tutti gli sportelli a disposizione ha rallentato ulteriormente le operazioni, con un non poco acceso disagio lamentato dagli utenti che, dopo aver preso il numero di prenotazione nelle ore mattutine, hanno concluso le operazioni addirittura nel pomeriggio. E dal 1 febbraio ritornerà il pagamento delle pensioni.
la siritide.it |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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