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| Lauria: studenti ripropongono spettacolo su tradizionali e antichi mestieri |
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27/01/2012 |
| La sala mensa della scuola primaria “Valter Limongi” a Seluci di Lauria, è passata attraverso la macchina del tempo, e si è trasformata in una galleria animata dai tradizionali e antichi mestieri.
Uno “spettacolo” messo in scena dai piccoli studenti che ha riprodotto fedelmente l’esecuzione di scene sempre più rare, riuscendo a suscitare grandi emozioni e riproponendo, con fedeltà, le tradizioni locali. La capanna della natività con tanto di sacra famiglia e Re Magi, come sfondo di un viaggio alla scoperta degli antichi mestieri. Varie le botteghe artigiane riproposte con tanto di operatore al banco, dal fornaio, al falegname, dal fabbro alla lavandaia e poi le donne intende a fare la pasta o il pane, a lavorare ai ferri o la lana appena tosata, il pastore, l’oste e altro.
Un vero e proprio “tuffo” nel passato, un viaggio a ritroso, per riscoprire radici e costumi che fanno parte della nostra identità culturale di cui il tempo, il progresso, ne hanno sciupato la memoria e che i bambini li hanno riproposti. Alla rappresentazione oltre ai genitori hanno preso parte il dirigente scolastico Mariapia Miraglia, il parroco mons. Giuseppe Cozzi, l’assessore Domenico Di Lascio e il consigliere comunale Francesco Cosentino. Solo attingendo a questa nostra storia, ha detto il dirigente lodando l’iniziativa, possiamo superare momenti di disagio e difficoltà e mi auguro, ha detto ancora che si possa sempre trovare punti di incontro tra scuola e famiglia per ottenere i risultati che portano a questo lavoro… e anche lei con i bambini si è divertita a fare la pasta e altro.
Antonietta Zaccara
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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