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Ciao Rosa

25/01/2012



La scorsa notte è venuta a mancare Rosa Schiraldi, storica cofondatrice dell’Avis sezione di Senise, ma, soprattutto, donna esemplare, che ha fatto della solidarietà e del volontariato una ragione di vita. Domani mattina alle 9 si svolgeranno i funerali, presso la Chiesa di San Francesco a Senise. Seguendo quello che era il suo volere, i familiari hanno fatto sapere che, chi volesse, può rendere omaggio alla sua memoria donando un contributo alla ricerca sul cancro, o spontaneamente oppure rivolgendosi all’Avis Senise. Le offerte raccolte saranno inviate mediante un conto corrente a nome di Rosa Schiraldi.
Per informazione è possibile rivolgersi agli indirizzi email de La Siritide oppure contattare il presidente dell’Avis Senise Giuseppina Magnanimo al numero 3471367878
Di seguito pubblichiamo la lettera che i soci Avis di Senise hanno scritto in ricordo di Rosa.


“Nella vita di ognuno esistono almeno due tipi di famiglie: quella del sangue e poi quella che, molti, incontrano sul proprio cammino quando costruiscono e consolidano legami di amicizia e di collaborazione, nel nome di un progetto comune. Nel primo come nel secondo caso non mancano mai i punti di riferimento che trasformano l’esempio dell’agire in faro splendente che illumina il cammino.
Per questo tutti noi, oggi, ci sentiamo orfani, perché si è congedata dalla vita una persona che, con il suo costante e quotidiano operato, è stata per noi amica, consigliera, persona di famiglia, compagna e guida per tanti progetti che hanno sempre avuto nell’amore verso il prossimo punto di arrivo e di ripartenza.
Cara amica, non solo nostra, ma di tutti, hai fatto tuo questo paese; non ci sei nata ma lo hai amato
tanto da volere che fosse anche la tua ultima dimora.
Noi oggi non chiediamo a Dio perché ci ha privato di una persona come te, ma lo ringraziamo per averci dato il privilegio di conoscerti.
Ci mancherà la tua severità bonaria mista alla tua grande umanità . Ci mancherà la voglia di fare qualcosa per gli altri, che è stata sempre più forte di qualsiasi impegno familiare o personale e che, fino all’ultimo respiro, ha prevalso nella tua mente e nel tuo cuore, più risonante del dolore fisico che la malattia ti stava procurando. Hai vissuto pienamente la tua vita, cercando di fare sempre di più e cercando di coinvolgere le persone che ti circondavano. E i giovani, i tuoi giovani, quelli che tu hai sempre amato. Era difficile non ricambiare l’affetto e il rispetto che tu hai dato a loro. E, a loro, hai sempre donato una delle merci rare, sempre più rare di questi tempi: la fiducia.
Perché hai sempre creduto nella forza di tanti cuori che si uniscono, di tanti mani che si afferrano e che, se vogliono, possono spostare le montagne. Lo ha dimostrato uno dei regali più belli e importanti che la tua forza di volontà e la tua lungimiranza potessero fare al nostro territorio: l’Avis.
Non deve essere stato semplice, in questi ultimi dieci anni, creare dal nulla una realtà che aiuta così tante persone e di farlo riuscendo a coinvolgere sempre donne e uomini e di far sentire, ognuna di queste persone, indistintamente, come un essere speciale in grado di potersi dare agli altri.
Forse non riusciremo mai a comprendere davvero come potesse essere umanamente possibile ricordare a memoria tutti quei nomi, trascorrere le giornate tra le cartelle dei donatori e le telefonate, a migliaia, per chiedere la disponibilità a donare nei giorni stabiliti; non riusciremo forse mai a capire come possa essere possibile che una sola persona conoscesse il carattere e le abitudini di tutti i donatori, quelli più timorosi, quelli che non potevano aspettare, quelli che avevano bisogno di un sorriso in più, quelli con i quali si poteva scherzare e quelli un po’ più permalosi. Solo la mente di chi crede e ama all’inverosimile quello che fa, riesce ad avere sempre nel cuore e nel cervello tutti i tasselli dell’intero mosaico che, giorno dopo giorno, diventava sempre più grande.
Sei stata la forza e la dolcezza insieme. La caparbietà e la discrezione. Quella stessa discrezione con la quale hai sempre agito e hai sempre aiutato i più bisognosi, con gesti che pochi, pochissimi conoscono, ma dei quali, sappiamo, molti ti ringrazieranno.
Il tuo primo pensiero al mattino era quello di prendere le vecchie, innumerevoli agende (alcune risalenti ad oltre i 10 anni fa) scritte tutte rigorosamente a matita e in stampatello (perché tutti avrebbero potuto leggere e capirne la scrittura) con un tratto minuto, esile, leggero, come se quei nomi scritti sul foglio fossero persone vive. Un giorno hai detto: "molta gente, appena sveglia, sistema le cristalliere e pulisce casa; io preparo ogni mattina le liste delle donazioni".
Noi ti ricordiamo così: onnipresente e invisibile al tempo stesso. Con la t-shirt bianca dell’Avis e i guanti di lattice mentre tagliavi l’anguria per la festa dei diciottenni. Sempre indaffarata, instancabile, punto di riferimento e sicurezza per chi si avvicinava per la prima volta all’esperienza associativa.
Chiunque ha avuto la fortuna di incontrarti sulla sua strada ha ricevuto qualcosa, hai saputo ascoltare e consigliare facendo sentire la tua vicinanza nel momento del bisogno senza mai giudicare; il tuo unico intento era quello di poter dare un aiuto con discrezione e umanità.
Hai lavorato a denti stretti fino a quando il male te lo ha concesso; lo hai fatto dalla tua camera da letto e dal tuo letto d’ospedale . Il nostro pensiero ora va anche a Michele, immagine dell’amore e della dedizione che un uomo può provare nei confronti di una compagna di vita; ai tuoi figli, che devono vivere nell’orgoglio di avere avuto te come mamma.
Forse non lo sai o, magari lo immagini, ma ti tocca dover ancora operare anche adesso che ti sei congedata dalla vita terrena. Continuerai a farlo come esempio vivo per chi ti ha conosciuto e il tuo ricordo resterà a tutti noi come elemento concreto di un testimone che ci hai passato e che faremo di tutto per onorare”.

Tutti i soci dell’Avis sezione di Senise




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