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Studenti al fianco dei camionisti. A Francavilla disagi per attività produttive

25/01/2012



Seconda giornata, ieri, del blocco dei tir all'altezza dell'incrocio tra le strade statali 106 Jonica e Val d'Agri. Ed i manifestanti, dipendenti di aziende di trasporto su gomma e titolari di piccole e medie imprese del settore, non hanno intenzione di smobilitare. Hanno ricevuto, intanto, l'appoggio degli studenti delle scuole superiori della zona mentre alcuni distributori di carburante hanno esaurito le loro scorte. Ma andiamo con ordine.
Le code di camion e autocarri erano più corte rispetto a quelle di lunedì. Alcuni dei mezzi bloccati, infatti, erano ripartiti nella notte. E non erano stati rimpiazzati da nuovi arrivi. Chi ha mezzi del genere, con tutta probabilità, non li ha fatti scendere in strada. Ma gli autoarticolati parcheggiati su una corsia per ogni senso di marcia erano ancora più di un centinaio. La gran parte degli autisti, quindi, aveva trascorso la notte qui. E ieri mattina, la sorpresa sotto forma di un centinaio di ragazzi giunti da Tursi e Policoro per sostenere la loro lotta. Leonardo Matera ha 20 anni: “Appoggiamo lo sciopero dei camionisti e siamo vicini a loro. Anche noi siamo stanchi degli aumenti di carburanti e tasse. In più, abbiamo fortissimi timori per il nostro futuro. Cosa faremo?”. Già... “Io – ha aggiunto una ragazza – mi sono diplomata in ragioneria l'anno scorso. E sono disoccupata come molti dei miei ex compagni. Molti sono emigrati al Nord. Sarà questo, forse, anche il mio destino”. Parole ascoltate con interesse dai manifestanti presenti. Alcuni hanno applaudito. Altri si sono commossi. Giuseppe Alagia, di Moliterno, dalla mezzanotte di lunedì ha bloccato l'Eurostar Iveco della sua ditta ed è sceso in strada: “Sono partito lunedì mattina da Trento. Sono dipendente ma sono interessato alla salvaguardia della mia azienda che dà lavoro a me ed ad altre 40 persone. Sono sposato, mia moglie non lavora, mio figlio va a scuola. Faccio 130 km da Moliterno a Policoro e sto alcune volte anche 20 giorni fuori di casa per viaggi. Ma bisogna lavorare altrimenti a fine mese non ci si arriva. Ecco perchè sciopero. La crisi morde tutti. Nei giorni scorsi sono stati licenziati dieci miei colleghi. Noi abbiamo diritto al lavoro: se tutto aumenta, gasolio, assicurazioni, autostrade, noi restiamo senza occupazione”.
Una condizione di difficoltà che accomuna dipendenti e «padroncini ». Con quelli lucani in forte e convinta presenza. Pasquale Sisto, di Scanzano J., con cappello da cow boy, sembrava attendere qualcuno da sfidare a duello. Chi? “Il Governo attuale e tutti quelli che lo hanno preceduto –ha risposto. Qui ho parcheggiato tre camion. E non me ne andrò sino al 27 gennaio. Siamo esasperati, non ce la facciamo più. Da anni. Invece che andare avanti si va indietro. Per un trasporto da Scanzano al Nord e ritorno si guadagnano 150 euro senza contare deperimento macchine, pericoli, verbali e tutto il resto. Dicono che siamo i pirati della strada. Ma se ci fermano noi l'Italia va in ginocchio”. Già... Oggi sarà difficile trovare una sola pompa di carburante aperta nella zona.
Da lunedì pomeriggio le stazioni di servizio sono state prese letteralmente d'assalto. Già ieri alcune avevano esaurito le loro scorte. E cominciavano a scarseggiare nei supermercati i prodotti freschi: ortaggi, verdure, carne, pesce, latticini. La psicosi. I disagi, tuttavia, per il traffico veicolare sono stati, tutto sommato, contenuti. Sotto lo sguardo vigile e discreto delle forze dell'ordine. Solo qualche rallentamento in prossimità del blocco. Poi, si viaggiava spediti. Se si aveva benzina sufficiente nel serbatoio.

Filippo Mele
Gazzetta del Mezzogiorno


La Sinnica è il “quartier generale” della protesta nell’area Sud



Nell’area sud la protesta è sempre concentrata sulla Sinnica all’altezza del bivio per Francavilla. Anche qui i camionisti, sulla scia dei loro colleghi in tutta Italia, sono determinati a non abbassare la guardia fin quando non si intravedranno prospettive nuove per la loro situazione. La conferma viene dagli stessi autotrasportatori fermi a Francavilla. «Siamo allo stremo – dicono - siamo noi a pagare il prezzo più alto. Siamo qui a protestare e non ci muoveremo fino a venerdì. Il prezzo del gasolio deve essere abbassato». I camion che stazionano sulla Sinnica sono una decina e occupano entrambe le corsie vietando il transito a tutti i veicoli che sono costretti a deviare per lo svincolo e a rientrare sulla Sinnica dal versante opposto, sia se diretti verso Lagonegro sia se diretti verso Senise. Si tratta, comunque, di poche centinaia di metri che non arrecano troppi disagi agli automobilisti che si trovano a transitare nella zona. Ma se la protesta degli autotrasportatori non sembra creare particolari problemi per il traffico delle autovetture, provoca, invece, danni e ritardi per la consegna delle merci. Gli effetti si fanno sentire anche sulle imprese della zona costrette a diminuire il numero del personale per il mancato arrivo delle materie prime. Tra queste la stessa impresa del sindaco di Francavilla, Franco Cupparo, che ieri ha potuto far lavorare solo la metà degli operai mentre oggi, come ci dice lo stesso primo cittadino di Francavilla, ne farà lavorare ancora di meno perché non arriva il cemento. Sono proseguite anche ieri le file interminabili ai distributori di benzina. Ma, ormai, anche nell’area sud diversi distributori hanno chiuso avendo ormai esaurito le scorte di carburante. Motivo per cui c’è preoccupazione anche per il servizio di trasporto scolastico. Lo stesso Cupparo dice di essere riuscito, ieri, a reperire il gasolio per garantire il servizio oggi ma nei prossimi giorni potrebbero esserci dei problemi dovuti al mancato arriva di carburante nei distributori. I camionisti sono decisi a non recedere ma ad andare avanti nella loro protesta fino a venerdì. Problemi per l’arrivo di merce anche nei vari supermercati. Sono tre, secondo quanto si è appreso, gli svicoli della Salerno Reggio Calabria al confine tra Campania e Basilicata ancora presidiati dagli autotrasportatori. A Sicignano ed Atena Lucana si è aggiunto anche quello di Padula - Buonabitacolo. Sull’autostrada si transita comunque regolarmente. Lo sciopero dei camionisti ha toccato anche il centro olio di Viggiano. Bloccato l’ingresso alla zona industriale su entrambi i lati. I tir sono fermi. Il traffico è consentito solo alle autovetture. Cisterne bloccate per l’approvvigionamento di greggio. Si rischia il blocco della produzione, cosa che potrebbe far felice gli ambientalisti e gli abitanti della zona ma non certo l’Eni. A causare tutto questo i provvedimenti del governo e l’aumento dei costi del gasolio, delle assicurazioni e dei pedaggi.

Pino Perciante
Gazzetta del Mezzogiorno



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