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| Pomarico: Aql, rimborsi agli utenti sui canoni depurazione |
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10/01/2012 |
| Arrivano buone notizie da Acquedotto Lucano: sono in via di definizione le attività di istruttoria finalizzate a determinare i rimborsi delle quote tariffarie del servizio di depurazione, per tutti i clienti Aql che hanno pagato la relativa tariffa pur non usufruendo del servizio.
La questione nasce dalla sentenza n.335/2008 della Corte Costituzionale che, contraddicendo il sistema legislativo vigente, ha sancito l’incostituzionalità delle norme che prevedevano l’obbligo degli utenti di pagare i canoni di depurazione delle acque o di impianti inattivi anche in assenza del relativo servizio, statuendo altresì che i canoni vanno pagati solo come corrispettivo dell’effettiva esistenza del servizio di depurazione. Al termine di un incontro tra Adiconsum Pomarico ed Aql, è stato comunicato lo sblocco dei fondi regionali necessari per l’accredito dei rimborsi, relativi agli anni 2003-04 da effettuarsi, salvo imprevisti burocratici, nella fatturazione di gennaio-febbraio 2012. Il rimborso ci sarà solo per chi ha presentato una documentata istanza di rimborso. Il segretario dell’Adiconsum di Pomarico, Vito Pantone, ha voluto informare i cittadini «che non hanno ancora presentato l’istanza ad affrettarsi a reperire i modelli per la presentazione della domanda, disponibili presso la nostra sede di via San Giovanni 24. Sulla vicenda – ha ricordato Pantone – pende come una spada di Damocle l’incubo prescrizione che potrebbe vanificare tutto ».
La segreteria territoriale dell’Adiconsum ha svolto un lavoro certosino, teso a rivendicare il diritto dei cittadini di Pomarico ad ottenere il sospirato rimborso del canone, visto che, inizialmente, Aql aveva escluso la cittadina dall’elenco dei comuni aventi diritto. Dopo una fitta battaglia epistolare, Acquedotto Lucano comunicò ufficialmente che gli impianti di Fosso San Pietro, Fosso Salsa e Gisso, erano stati effettivamente inattivi fino a marzo 2005.
Piero Miolla
Gazzetta del Mezzogiorno
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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