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| Teana: una serata all'insegna delle tradizioni musicali |
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7/01/2012 |
| Una serata all’ insegna della riscoperta e del recupero delle antiche tradizioni popolari: è l’ intento con il quale l’ amministrazione comunale di Teana ha organizzato l’ evento che si è svolto a Teana. L’ evento di musica e tradizione è iniziato con l’ esibizione del maestro De Stefano di San Severino lucano, che ha fatto ascoltare ai presenti delle tipiche canzoni della canzone popolare, e ha affascinato tutti con il suono del suo strumento di grande fascino: la zampogna, la cui musica soprattutto durante questo periodo evoca le antiche musiche e trazioni popolari. L’ intento è stato quello di fondere l’ antica musica e quindi prodotta dagli antichi strumenti con quella prodotta dai nuovi strumenti musicali. La fusione è stata ben accolta dal pubblico che ha apprezzato con vivo interesse le musiche del gruppo popolare del Taranteana, che è nato nel maggio 2006, proprio con l’intento di recuperare canti e balli dell’antica tradizione popolare teanese, partiti dalla loro piccola comunità di Teana hanno conquistato un buon numero di sostenitori. La loro musica è piaciuta sia a i vecchietti del paese presenti ,i quali rivedono nelle storie pezzi della loro vita passata, ma le loro canzoni antiche con moderni arrangiamenti sono piaciute anche ai giovani presenti che le hanno accolte con entusiasmo. I Taranteana hanno fatto ascoltare canzoni dei loro dischi prodotti in questi anni. Meritevole l’ attività dei Taranteana volta a riscoprire quella musica scritta con il linguaggio del popolo e pensata per il popolo, quella musica tanto affascinate le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Musiche pensate e scritte per il popolo che oggi stanno avendo una grande riscoperta anche presso il pubblico più giovane. Tali canti erano una costante della vita quotidiana che accompagnava anche i moneti di lavoro, tali canti si sono nel coso del tempo radicati nelle diverse società e sono diventati espressione principale dei vari momenti e circostanze della vita, sono state cantate infatti, ieri sera canzoni tratte dalla tradizione teanese, dai canti del lavoro, a quelli rituali, e testi tratti da filastrocche ninne nanne e inni. Il canto popolare è presente tutt'oggi nella vita quotidiana. È proprio a motivo di questo speciale rapporto con un passato indistinto, sostanziato innanzitutto da questa sua indefinibilità, che le melodie popolari sono prima di ogni altra cosa il prodotto della rielaborazione costante di una tradizione.
Le linee melodiche di tradizione orale, e quindi originali, sono state dunque oggetto di attenzione e interesse, dopo una lunga ricerca nella tradizione popolare e contadina, sono state successivamente elaborate e trasformate in una vera e propria opera polifonica da parte del gruppo, tramite tanti strumenti eterogenei tra loro: tamburi, tamburelli, tammorre, cup cup, insieme a chitarre e fisarmoniche, fissandole così nel tempo e nello spazio e conseguentemente salvaguardando un patrimonio culturale di inestimabile valore che, altrimenti, andrebbe perduto.
Dunque è molto prezioso il lavoro svolto da questi artisti ricercatori che con il loro gruppo si sono impegnati nell'opera di riscoperta e conservazione della cultura del canto popolare, attività fondamentale non solo per la bellezza del divertimento che scaturisce da questa musica dall’ allegro ritmo ma anche per poter tramandare ai posteri un patrimonio ricevuto e scoprire e dunque tramandare le origini da cui proveniamo, quando non ci saranno più i cantori, pastori e contadini detentori di questo sapere.
Maria Rosaria Rondinelli
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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