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| Ieri Avis di Lagonegro in festa |
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6/01/2012 |
| La sezione Avis Nino Caputi, ha incontrato i suoi soci ieri pomeriggio al Midi Hotel di Lagonegro. E’ stata un’occasione, quella della Festa del donatore 2012, per ricapitolare l’attività svolta nel 2011 e programmare quella dell’anno appena iniziato, nel corso del quale, per giunta, la sezione compierà trent’anni. Come ha ricordato il presidente, Nicola Rocco, nell’anno appena concluso, l’Avis di Lagonegro, ha raggiunto un obiettivo molto importante: le mille donazioni. Sono state raccolte infatti 1032 sacche, comprensive di sangue e plasma, così come il direttivo si era prefissato all’inizio del 2011.
Dal sindaco Domenico Mitidieri e dall’assessore alle politiche sociali Benedetto Mitidieri, è poi giunta una notizia tanto attesa: nei prossimi mesi sarà assegnata all’associazione una sede idonea, i quali locali sono già stati individuati, dal momento che le stanze in cui opera attualmente, dovranno essere oggetto a breve di lavori di ristrutturazione. Al dibattito che ha preceduto l’interessante relazione della dott.ssa Vertullo, dirigente medico di cardiologia dell’ospedale di Lagonegro, sulle malattie cardiovascolari, hanno preso parte il presidente Rocco che ha ringraziato tutti i soci per i risultati conseguiti nel 2011 invitando poi tutti ad essere attivi all’interno dell’associazione dal momento che sono molte le attività che essa ha programmato per il 2012, prima tra tutte quella di proselitismo tra i giovani, il sindaco Mitidieri, il consigliere regionale dell’avis Elisio, che ha fatto una cronologia della donazione del sangue in Basilicata, dagli anni ’80 ai giorni nostri, il presidente provinciale dell’Avis Liandro che si è complimentato con la sezione di Lagonegro ed ha inoltre illustrato i dati della donazione nella provincia di Potenza, il direttore sanitario dell’ospedale di Lagonegro, dott. Gagliardi e il consigliere della provincia di Potenza, Costanzo.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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