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Il presepe di Moliterno a metà strada tra la Basilicata e Betlemme

5/01/2012



Memoria cristiana e memoria storica si fondono integrandosi senza forzature nel presepe allestito in occasione del Natale nella chiesa Madre di Moliterno. Una rappresentazione ricca di messaggi, che nella giornata dell’Epifania assume un significato particolare. La visita dei Re Magi, infatti, rappresenta la manifestazione di un’adorazione che fa il paio con l’andirivieni dei fedeli davanti alla Natività. La “grotta” realizzata quest’anno dal parroco Don Domenico Mastrangelo e dai suoi collaboratori è in realtà la ricostruzione delle mura del castello medievale di Moliterno. Al suo interno la Sacra Famiglia è al centro di un’ambientazione a metà strada tra la Basilicata e la Terra Santa. Richiami alla cultura ebrea e al paesaggio di Betlemme, si fondono con gli oggetti della tradizione casalinga dei moliternesi. C’è la culla di legno, il baule con il “corredino” dedicato al nuovo nato, i confetti e i dolcetti che si usava offrire a chi condivideva con i genitori la gioia di una nuova vita. L’arredamento è semplice “come si addice a un Dio a cui basta essere diventato uomo - spiega Don Domenico – Noi siamo figli ed eredi del cristianesimo e di una civiltà urbana. L’uno nell’altro è civiltà completa. Scorporare i due aspetti fa di noi uomini incompiuti, cittadini terreni senza la dimensione religiosa”. Lo stesso parroco di Moliterno è stato il curatore di una mostra di presepi provenienti da tutto il mondo, esposti per tutto il periodo natalizio presso il Circolo “Unione” di Moliterno. Tutti e cinque i continenti sono rappresentati nei circa 50 presepi collezionati da Don Domenico. Tutti assolutamente originali e rappresentativi delle diverse culture dalle quali provengono. Su tutti i Paesi sudamericani, ma non mancano le natività rivisitate dall’arte dei maestri europei e lo splendore dei presepi napoletani.



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