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Senise: la Chiesa di Tursi-Lagonegro incontra i giovani universitari

31/12/2011



Continua il cammino intrapreso dalla Diocesi di Tursi-Lagonegro dedicato al mondo della scuola, con una particolare attenzione rivolta all'azione educativa. La Presidenza Diocesana dell'Azione cattolica si è fatta promotrice dell'incontro che si è svolto a Senise, nel teatro parrocchiale “AGORA'”, tra il Vescovo della Diocesi Mons. Nolè e i giovani universitari. Tema della serata “La sfida della fede nella nostra storia”. A relazionare sul tema è stato invitato il prof. Nico Curci , economista e già delegato regionale di AC; moderatore Michele Tridente, presidente diocesano di Azione Cattolica; le conclusioni riservate al vescovo. Prima dell'inizio dei lavori don Gianluca Bellusci, assistente unitario regionale, ha presieduto la preghiera comunitaria dei vespri. Davanti ad una assemblea composta da giovani universitari, accompagnati dai parroci, provenienti da diversi comuni della Diocesi, il moderatore Michele Tridente ha esordito ringraziando tutti i presenti e spiegando che l'incontro con i giovani universitari si inserisce in un percorso che l'AC ha pensato di organizzare facendo da ponte tra le diocesi di origine e le città universitarie per aiutare l'inserimento nei gruppi di Azione Cattolica e nelle cappellanie universitarie. Il filo conduttore del progetto - continua Tridente – è basato su di una lettura profetica della nostra terra, delle sue problematiche, delle sue ricchezze a partire da quel grande documento che l'AC ha elaborato nel 2006 che prende il nome di agenda della speranza. Parlando del tema il presidente dell'Azione Cattolica ha sottolineato che se la fede non è incarnata nell'oggi della storia nella storia personale degli studenti, se viene ridotta a fatto privato e se non alimenta la responsabilità sociale, facendo riferimento al Santo Padre Benedetto XVI, diviene sterile e non contribuisce a creare un mondo più umano e più giusto. L'attenzione dell'universitario oggi-continua Tridente -assume una valenza più forte rispetto al cammino iniziato in parrocchia. Una proposta necessaria per accompagnare la crescita intellettuale con una crescita spirituale laicale e forte che aiuta il discernimento cioè il giudizio giusto sulle cose a partire dalla parola che separa quelle cose giuste da quelle sbagliate. Questa spiritualità laicale – continua Tridente – è il fondamento per essere testimoni responsabili del Vangelo negli ambienti in cui viviamo responsabilità verso l'altro che ci ha affidato, verso la nostra Chiesa, verso il nostro paese come lo sono stati Vittorio Bachelet e Giuseppe Toniolo testimoni da cui partiamo questa sera. L'economista Nico Curci, chiamato a relazionare sul tema, ha esordito dicendo che ciascuno dei giovani presenti proprio perché universitario è tenuto in debita considerazione dalla Chiesa che è in Tursi-Lagonegro. Continuando nella sua disamina ha posto l'accento sul fatto che ognuno deve lottare per avere una università capace di dare gli strumenti necessari per affrontare le sfide difficili dell'oggi e del futuro. Per ottenere tutto ciò è necessario affrontare la vita universitaria con partecipazione. L'università non bisogna considerarla come un luogo in cui prendere un servizio e poi far ritorno a casa. “ Nello stesso tempo - continua l'economista – l'università non deve essere il luogo della fuga; non lo è stato sicuramente per Toniolo e Bachelet che, da come apprendiamo dai loro scritti, hanno maturato sempre di più la loro intenzione di legarsi ad una comunità ecclesiale e di radicarsi nella comunità civile impegnando le loro forze per costruire un futuro migliore”. Significativo, tra le altre affermazioni, il passaggio che è quasi un'esortazione: “ la mia esperienza personale mi induce a pensare che c'è una possibilità concreta per ciascuno di voi per fare qualcosa per il futuro della Basilicata e la possibilità concreta è quella di mantenere, attraverso l'appartenenza delle vostre comunità ecclesiali, di rafforzare un legame con questa terra mantenendo i piedi per terra”. “Per realizzare tutto ciò necessità che voi conosciate la vostra terra rivolgendovi ad essa con atteggiamenti di gratitudine e gratuità senza cadere nel meccanismo esasperato della raccomandazione”. “ Mai cadere nella tentazione di chiedere una raccomandazione perché è il primo peccato contro la nostra Regione....” Conclude affermando che: “ ognuno di voi costituisce la risorsa più preziosa della propria famiglia, della propria comunità, della propria regione; vi auguro di trovare le ragioni di questa vostra preziosità”. Dopo brevi interventi da parte dell'assemblea è toccato a Mons. Nolè che, nel trarre le dovute conclusioni, ha voluto esprimere una sua convinzione: -” se c'è un impegno forte da giovani ci sarà una bella professionalità da adulti e questo è un valore che solo voi potrete darvi – allora se c'è la consapevolezza che l'impegno di oggi deve essere serio, coerente, approfondito è tutta una ricchezza che voi accumulate per il futuro – non diamo per scontato nulla – sottolinea mons. Nolè – nel senso che dobbiamo acquisire sia con la mente e sia con l''esperienza quella che è la vita – e conclude con un concetto quasi in dissonanza forse su quanto è stato detto in precedenza : “ far conoscere la Lucania non è solo stando in Lucania ma è anche esportare quei valori che abbiamo ricevuto”.


Vincenzo diac. Terracina



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