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Il comune di Francavilla in Sinni autorizza una nuova linea Francavilla-Bari

31/12/2011



Il comune di Francavilla in Sinni accoglie la raccolta firme per l’istituzione di un autobus di linea tra Francavilla e Bari. Oltre 320 firme che sottoscrivono la richiesta di una autobus di linea tra Francavilla e Bari per soddisfare le esigenze dei tanti studenti che si recano nel capoluogo pugliese per motivi di studio, le esigenze dei tanti ammalati che non trovando presidi ospedalieri adeguati nel territorio e quindi costretti ad usufruire dei servizi che offre la vicina Puglia, ma soprattutto per dare più incisività al turismo tra le due regioni.
Il Comune di Francavilla in Sinni, previa emanazione dell’atto di indirizzo di cui alla deliberazione della Giunta Comunale n. 154 del 15-12-2011, il giorno 28 dicembre 2011 ha autorizzato la ditta NOVOSUD srl di Lagonegro, con effetto immediato, ad effettuare il trasporto di linea passeggeri Francavilla in Sinni - Bari e viceversa.
L’autorizzazione è stata pubblicata sul sito istituzionale del Comune di Francavilla in Sinni.

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Di seguito riportiamo la richiesta e le motivazioni che avevano accompagnato la petizione, a firma di Dafne Pisani:

Il territorio lucano attraversato dal fiume Sinni si colloca nell’area meridionale della Basilicata ed è percorso dalla strada statale 653, la Sinnica, collegamento di circa 90 chilometri tra l’autostrada A3, nei pressi dello svincolo di Lauria Nord e la strada statale 106 Ionica nei pressi di Policoro Sud. La valle del Sinni è costellata da circa 20 comuni, immersi in un paesaggio prevalentemente collinare, protetto da una cortina montuosa ad Ovest, mentre nella zona orientale è incastonato il più grande lago artificiale d’Europa, la diga di Monte Cotugno. La Sinnica ha un bacino di utenza di circa 43.000 persone, donne e uomini residenti, che ogni giorno percorrono la strada, ciascuno tessendo una nuova storia con l’ago della propria vita. La spinta imprenditoriale, in mezzo secolo, dal dopoguerra ad oggi, ha tentato di sovvertire un’economia retta prevalentemente sull’agricoltura e sulla pastorizia, incentivando il progresso industriale con incoraggianti traguardi raggiunti. Le peculiarità territoriali hanno permesso di potenziare il turismo: negli anni sono sorte strutture alberghiere e commerciali, diventate polo attrattore per centinaia di visitatori. La Valle del Sinni è dunque “area in via di sviluppo”. Tuttavia occorre investire con maggior vigore nelle infrastrutture, istituire nuovi presidi ospedalieri (senza rimuovere quelli già presenti!), potenziare l’istruzione e garantire trasporti. Mancano i trasporti e questa necessità, pur ultima nel novero, è quella che detiene la massima priorità. Da anni in quest’area si è costretti a viaggiare, facendo i conti con le lunghe distanze, per poter raggiungere le sedi scolastiche, le sedi universitarie, gli ospedali, gli aeroporti. Con il tempo sono state istituite numerose linee di collegamento con le regioni centro-settentrionali. Quello che non è si mai riusciti a realizzare, invece, è una linea di trasporto pubblico che colleghi quest’area alle altre regioni meridionali più vicine. Raggiungere le città pugliesi con mezzo pubblico per un cittadino dell’area ha sempre rappresentato un’utopia. Tanti gli studenti, i lavoratori e i pazienti che ogni settimana hanno necessità di raggiungere la Puglia, ma nessun mezzo di trasporto pubblico garantito ancora oggi, alle soglie del 2012. Le nuove generazioni, pur illuminate dal sacro fuoco della conoscenza, hanno creduto negli ultimi lustri che l’unico modo per realizzarsi, a tali latitudini, fosse quello di spostarsi verso città settentrionali, alla disperata ricerca di un lavoro o di un titolo di laurea. Non essendoci autobus di linea per Bari, Foggia, Lecce, Taranto, la scelta universitaria non può che orientarsi altrove, verso città umbre, toscane, lombarde, meglio collegate, seppur lontane. Sostenere un viaggio di molte ore (da 6 a 10 ore!) su un autobus non può diventare una consuetudine settimanale e così tante giovani vite, migrate nelle città settentrionali come rondini ottobrine, non faranno ritorno, ma saranno costrette a separarsi dalle rispettive famiglie per tutto il corso di studi. Vivere lontano da casa per mesi e poi per anni modifica il linguaggio, le abitudini, lo stile di vita. Giovani, costretti ad un destino più da esule che da goliardico studente fuorisede, vagano raminghi nel mondo a cercare nuove prospettive di studio, un nuovo alloggio, dei nuovi amici, un nuovo linguaggio, nuovi sapori culinari: “tu proverai sì come poco sa di sale lo pane altrui…”.
La Valle del Sinni è priva di strutture ospedaliere all’avanguardia: molti gli ammalati che per un esame diagnostico o per una visita specialistica affrontano chilometri di asfalto. Decine di persone in viaggio ogni giorno, mosse unicamente dalla necessità di ricevere una diagnosi esatta e di poter seguire una giusta terapia. Un esercito silenzioso di pazienti che affrontano stoicamente lunghi tragitti, sia nei duri mesi invernali, quando il ghiaccio sulle strade farebbe decampare anche un impavido soldato di trincea, sia con la canicola asfittica di Luglio, che potrebbe stremare anche un ostinato dromedario africano! Poter sperare di decollare in aereo per giovani e meno giovani dell’aree dell’Alto e Basso Sinni significa percorrere la mai compiuta Autostrada A3 Salerno - Reggio Calabria in direzione di Capodichino, noto Aeroporto di Napoli e questo tra Novembre e Marzo significa attraversare il passo di Lagonegro, inaccessibile spesso per le precipitazioni nevose. Provvedere ad istituire un servizio di trasporto pubblico che colleghi i paesi della valle del Sinni con le regioni più vicine ed, in particolare, con la Puglia (a poco più di 150 chilometri), permetterebbe di raggiungere facilmente l’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”, il Policlinico Universitario, l’Aeroporto di Bari Palese. Questo consentirebbe ai tanti studenti di ridurre le distanze, di tornare a casa settimanalmente, di mantenere saldo il legame con le rispettive famiglie, di affrontare i problemi universitari con il conforto degli amici di sempre, di preservare le proprie abitudini, le proprie tradizioni, il proprio dialetto. Tanti pazienti oncologici, cardiopatici e nefropatici, potrebbero scegliere finalmente di essere ricoverati in day hospital e tornare a casa in giornata. Garantire servizi di trasporto nella valle del Sinni, oggi, vuol dire concedere ai malati la speranza di essere curati presso strutture valide e specializzate e vuol dire conferire ai figli di questa terra un ponte verso le proprie origini, potenziando l’energia per lo sviluppo della regione, puntando sul “ritorno” dei cervelli, piuttosto che sulla loro “fuga”, assicurando l’occupazione in un prossimo futuro, in un mondo del lavoro sempre più spietato ed esigente per le nuove generazioni. Sostenendo la raccolta-firme per l’istituzione della linea di trasporto pubblico che colleghi Francavilla in Sinni e i paesi limitrofi a Bari, si assicura ad ognuno l’opportunità di riannodare i fili delle proprie esperienze e di tessere così una storia, quella della nostra gente lucana, che non rinnega e non dimentica le origini. Il popolo di questa terra, dura, aspra, difficile, è come il pino loricato, arbusto autoctono, che può offrire la cima al vento dell’incomprensione e dell’avversità, perché è salda la certezza delle sue radici. Si rafforzerà, in tal modo, la speranza di mantenere in vita la nostra cultura, la nostra identità lucana. Firma anche tu sugli appositi



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