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Sant’Arcangelo, presentato il cortometraggio “L’estraneo

28/12/2011



E’ stato presentato al polifunzionale di Sant’Arcangelo, davanti a un numeroso pubblico e alla presenza dell’amministrazione comunale e del presidente della giunta regionale Vito De Filippo, in rappresentanza di enti patrocinanti il progetto, il cortometraggio “L’estraneo”, del regista Dario Saggese. "Abbiamo sin da subito accolto le richieste di questi ragazzi sostenendo il loro entusiasmo cercando altresì raccogliere i frutti della loro creatività a vantaggio del nostro territorio che ne esce di sicuro valorizzato", ha detto l’assessore alle politiche Giovanili, Rosaria Briamonte. Il presidente De Filippo ha parlato del "Valore dell’arte in tutte le sue espressioni e di com’è certo che sarà questa a salvare il mondo, invitando pertanto i giovani a cimentarsi nelle produzioni artistiche. Ha poi chiuso il suo intervento ricordando che è ormai è in dirittura d’arrivo la costituzione della Film Commission Basilicata". Il corto, interamente girato tra Sant’Arcangelo e Roccanova, nasce da un’idea dello stesso regista, subito accolta dall’amico Michele Cerone, il quale oltre a curare la sceneggiatura, con Giampiero Di Ruggiero è anche autore della colonna sonora. Altri personaggi e interpreti -oltre i due protagonisti principali, Giuseppe Scardaccione e Valentino Giocoli, più una ventina di comparse-, sono: Franca Nunzia Caligine, Nicola Infantino, Giuseppe D’Andrea, Mery Di Dio, Salvatore Di Virgilio, Donatella Cupparo, Giovanni Giordano e Vincenzo Marino. Tutti rigorosamente non professionisti, hanno tenuto a precisare. Il regista Dario Saggese, a nome di tutti i ragazzi, ha espresso la propria "Gioia per le tante persone presenti. I ripetuti lunghi applausi alla fine della visione, riservati dal pubblico al corto e ai suoi protagonisti, tutti del posto, valgono per noi come un pieno al botteghino.
La trama: in un piccolo borgo privo di organismi di legge una ragazza, Mery, viene uccisa. Gli amici della vittima, senza alcuna prova, incolperanno Hendrick, un ragazzo che il resto della comunità ha relegato ai margini ritenendolo già responsabile, tre anni prima, di un altro delitto. Toccherà a Omar, l’unico che conosce veramente l’indole di Hendrick, per averci trascorso insieme l’infanzia, eseguire la condanna a morte decretata dal resto del gruppo. Toccherà cioè, a chi tre anni prima lo ha salvato dalla condanna aiutandolo nella fuga e per questo ora, è ritenuto responsabile del secondo delitto di Hendrich. Omar, che per il suo carisma è il leader del gruppo, sembra intenzionato a portare a termine il compito affidatogli. Parte così alla ricerca dell’assassino portando con sé una pistola e una foto tirare fuori dal cassetto di casa. Una volta trovato il ragazzo in un vecchio casolare, non farà uso dell’arma nonostante sarà lo stesso Hendrick a pregarlo di mettere fine alla sua triste esistenza segnata dal pregiudizio. L’arma rimarrà sul tavolo dal quale, invece, cadrà la foto in bianco e nero e nella quale si vedono due bambini sorridenti, seduti l’uno accanto all’altro sui gradini di una scala. Sarà così il valore dell’amicizia vera a evitare un’ingiusta condanna e la morte di un innocente.

Paolo Sinisgalli
redazione Agri-Lasiritide.it



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