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| Centro AIAS Sant'Arcangelo inaugurata attività riabilitativa in semiresidenziale |
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18/12/2011 |
| "Ce l’abbiamo fatta". Con queste parole Gerardo Alfonso Grippo, presidente dell’AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici), ha esordito a San Brancato di Sant’Arcangelo, in occasione dell’inaugurazione dell’attività riabilitativa in semiresidenziale. "Ce l’abbiamo fatta -ha continuato-, lo ripeto ancora e lo dico a nome di tutte le famiglie. Se oggi inauguriamo questa struttura, è perché tutti l’abbiamo fortemente voluta e ne sa qualcosa il presidente della regione, De Filippo, che abbiamo in sostanza massacrato con la nostra insistenza". E pronta è arrivata la conferma del governatore che in maniera scherzosa ha detto: "E’ così vero che avrei bisogno anch’io di una seduta riabilitativa. E’ una grande emozione inaugurare questo centro. La stessa che leggo negli occhi preoccupati e teneri di genitori e ragazzi. Questo risultato è anche frutto del lavoro dell’assessore e del direttore generale i quali reggono le sorti della Sanità lucana che è ancora tra le prime del Mezzogiorno e dell’Italia in un momento dove, in generale, se una struttura sanitaria non si chiude, è solo perché si riconverte. Questo centro è un investimento al risparmio in quanto, difatti, è un filtro che evita i trasferimenti negli ospedali" -ha concluso. Nel suo saluto il sindaco di Sant’Arcangelo, Domenico Esposito, dopo aver salutato i tanti amministratori dei paesi vicini e rimarcato come il "Centro è una risorsa del territorio, al servizio dell’intera area", ha ringraziato l’assessore regionale alla Sanità, Martorano, ricordando come "la richiesta affinché il centro, già esistente, diventasse semiresidenziale, è stata una delle prime cose che l’assessore ha trovato sul suo tavolo all’indomani dell’insediamento". "Abbiamo seguito un percorso di valorizzazione di un territorio. Un iter doveroso verso aree di bisogno" ha detto Martorano. Il direttore generale dell’ASP, Pasquale Amendola, ha parlato di "Sanità che deve puntare ai risultati e non ai processi. Guardando al valore che certe realizzazioni -anche quelle messe in campo, come in questo caso, da parte di privati, la cui attività prima che imprenditoriale è di umanità-, portano ai territori. Dotare i territori di strutture del genere, significa essere in sintonia con quanto il governo regionale chiede ai direttori generali: evitare l’ospedalizzazione, in un momento in cui non ci sono risorse, offrendo a chi ne ha bisogno, la possibilità di ottenere cure nel posto in cui vive. Il centro, situato in viale Italia 35, è stato dedicato alla memoria di Vincenzo D’Amato, fondatore dell’AIAS Onlus Potenza.
Paolo Sinisgalli
redazione Agri-Lasiritide.it
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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