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| Il tema dell'integrazione nel libro "Il nemico invisibile" presentato a Senise |
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16/12/2011 |
| Un incontro casuale ma fortunato, che ha contribuito a creare un forte legame e ad allargare un importante rete nel nome dell’integrazione: l’incontro è quello tra Domenico Tuzio, delegato comunale alle Politiche Sociali a Senise e Maati Matteo El Hossi, marocchino musulmano, convertito al cristianesimio, autore del libro “Il nemico invisibile” (edito da Albatros-Il Filo).
La rete si allarga così anche nella comunità di Senise, dove il libro è stato presentato. Matteo è nato a Casablanca nel 1974: è giunto in Italia all’età di sei anni e vive attualmente a Grassano (Matera) dove lavora come autista di linea. Ne "Il nemico invisibile" affronta un tema di strettissima attualità: tra realtà e fantasia, nel romanzo si racconta la vicenda di Said, un bambino sottratto alla sua famiglia per essere addestrato a diventare la nuova "Gemma", il capo della Società dei Re, potente organizzazione integralista islamica, impegnata nella lotta contro il Cristianesimo Occidentale imperante. Quando Said si innamora di Dunia, combattente dell'organizzazione, le cose però si complicano: non è accettabile una relazione tra due militanti della Società. Ma chi è veramente Dunia? E chi sta tramando dietro le spalle dei due amanti per condurli alla rovina?
Il libro è stato scritto circa 2 anni fa ma oggi più che mai il tema dell’integrazione appare attuale, in un mondo globalizzato, dove la realtà dell’Oriente è più vicina che mai e dove le forme di integralismo si inseriscono prepotentemente anche nella quotidianità della nostra Nazione. Il libro è stato presentato presso il teatro parrocchiale Agorà alla presenza, tra gli altri, del sindaco Giuseppe Castronuovo, del professor Nicola Incampo, e dell’assessore al Turismo della Provincia di Matera Angelo Gabellano.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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