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Passannante gira l'Europa, in attesa del referendum per tornare a "Salvia"

11/12/2011



Il film Passannante, sull'anarchico lucano, al Festival di Malta ha riscosso grande attenzione, il regista Sergio Colabona è stato premiato per il miglior film, e Ulderico Pesce come migliore attore protagonista. Ieri 9 dicembre il film è stato proiettato al prestigioso Festival di Francoforte, in Germania. Il prossimo 16 dicembre il film sarà proiettato a Cosenza e Ulderico Pesce ritirerà il Premio Gallo, per l’interpretazione di se stesso nel film che racconta la vita di Passannante e per gli sforzi compiuti per restituire ai suoi resti la dignità della sepoltura.


Di seguito riportiamo il testo integrale della lettera
aperta ai cittadini salviani sul cambio del nome e sul referendum previsto per attuare il cambiamento:


Salvia o Savoia?

A proposito del dibattito che si è nuovamente aperto a Savoia di Lucania sul cambio del nome vorrei fare alcune considerazioni. Nel 1878, a seguito dell’attentato che Giovanni Passannante compie a Napoli contro il re Umberto I, il paese di origine dell’anarchico, per chiedere scusa al re, cambia nome e si ribattezza: Savoia di Lucania. Io ritengo che furono proprio i Savoia ad imporre il nuovo nome. Comunque, a prescindere da ciò, questo luogo è come se, a causa di un fatto storico, avesse due Identità, una precedente al 1878, una posteriore.
Ho frequentato il paese per un po’ di tempo e spesso vado al Cimitero a salutare Giovanni che, grazie allo sforzo di tanti, è ritornato fra le pietre dov’è nato. Ogni volta che sto sulla sua tomba, per giunta, mi vengono in mente queste frasi di Cesare Pavese: “Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.”. Ho sempre pensato che le pietre di Salvia se ne siano state là ad aspettare Giovanni per anni. Ogni paese aspetta i suoi figli.
Ma torniamo in merito al punto. Con il passare degli anni mi sono chiesto: “Ma come vive la Comunità questa doppiezza identitaria?”, e con sempre maggiore insistenza mi chiedo: “Come vive la Comunità Passannante che oggi riposa tra i morti del paese?”.
Secondo ciò che ho visto, e non credo di sbagliare, la maggior parte della Comunità è totalmente indifferente sia a una cosa che all’altra. C’è o non c’è Passannante nel Cimitero è quasi uguale; Savoia di Lucania o Salvia è totalmente uguale. La Comunità mi sembra ossessionata da altri problemi: il lavoro che manca, i giovani che emigrano, le opportunità che non nascono, la solitudine degli anziani, e tutti quei problemi che ossessionano i piccoli centri d’Italia. La morale qual è? “Prima si risolvono i problemi delle prospettive occupazionali, del cibo per il futuro e poi si può parlare di Passannante e di Identità”. Anche le Istituzioni presenti in paese mi sembrano ragionare allo stesso modo.
E allora vorrei dire che l’errore consiste proprio in questo tenere separate le due cose. La Comunità e le Istituzioni non hanno messo in conto che grazie alla riscoperta di Passannante e alla questione Identitaria del nome possono nascere opportunità di sviluppo reale per il paese. La riscoperta dell’Identità, anche se doppia, porta sviluppo e benessere. Affinché ciò accada c’è bisogno però di un salto culturale, la Comunità deve essere spinta dalla riscoperta dei luoghi e della memoria delle pietre. Esistono uomini che abbandonano i luoghi e vanno via per sempre, ed esistono uomini che li abbandonano continuando a viverci. Esistono poi luoghi che non vogliono essere abbandonati ed esistono luoghi che abbandonano le persone che vivono sulle sue pietre. Andando a Savoia spesso ho avuto l’impressione di trovarmi in un luogo abbandonato soprattutto da chi ci vive e nel contempo un luogo che ha abbandonato gli uomini che ci vivono. E’ questo collante spezzato che bisogna ricostruire. Ricostruire per vivere meglio, ricostruire per essere attrattivi, ricostruire per offrire un nuovo modello di vita all’interno del paese fatto di storia, memoria, cultura, aria e acqua e cibo eccellente; e ancora lentezza, paesaggi mozza fiato, basta pensare alle cascate che avete e tante altre cose che rendono il territorio di Savoia di Lucania attrattivo per chi comincia ad avere un’altra visione della vita.
Ben venga allora il Referendum sul nome. Non mi piace che l’Amministrazione comunale, in qualche modo, si defili dicendo che non è una questione prioritaria il nome, come se si trattasse di una cosetta di poco conto. Si tratta del recupero dell’Identità, della Memoria, pertanto l’idea di un referendum è utile a prescindere da chi vincerà, è utile il Laboratorio di Comunità che nascerà per scoprire e riflettere, e proprio da questo lavoro comunitario che potranno nascere le basi culturali ma anche sociali ed economiche per lanciarsi meglio verso il futuro. Ci sono Comuni della Basilicata e dell’Italia che pur di avere un futuro hanno lanciato un’Identità totalmente finta, artificiale, inventata a tavolino, i salviani che c’è l hanno questa Identità non la riescono né a riscoprire né a mettere a sistema. Ma possibile? A Savoia di Identità ce n’è tanta, anzi ce n’è addirittura una che ne contiene due. I Salviani hanno una grande storia e una grande memoria, che cominciassero ad utilizzarla per migliorare la qualità della vita e per andare verso il futuro con prospettive maggiori. Infine mi preme sottolineare due necessità. La prima è relativa al consiglio sincero di tenere la politica fuori dalla questione Identitaria. Vorrei che i Salviani per la prima volta sospendessero le battaglie elettoralistiche e pensassero in maiera unitaria alla ricostruzione della propria grande memoria che non è relativa solo a Passannante. L’altra necessità è la seguente. Nei prossimi mesi, grazie all’energia che nascerà con il referendum sul nome, devono essere solo i Salviani i protagonisti delle loro vicende Identitarie, forse per troppi anni noi esterni abbiamo fatto l’errore di invadere il campo, è arrivato il momento, per noi, di fare un passo indietro e per i Salviani di farne due avanti. Buon cammino. Vi guarderemo con rispetto e fiducia ma necessita attivare un cammino.

Ulderico Pesce



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