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| "Datemi un sostegno concreto per mio figlio malato" |
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4/12/2011 |
| Non ha nemmeno 6 anni. Ma è già un “piccolo grande uomo”, costretto subito a fare i conti con l’ostacolo più difficile: la malattia.
Ma Giuseppe, nonostante tutto, sembra avere in sé la forza dei miracoli. Quello stesso miracolo che lo ha fatto nascere il giorno della vigilia di Natale.
Giuseppe guarda con giudizioso sospetto chi non conosce ma poi, i suoi occhioni scuri, diventano familiari a chi gli propone un gioco. La famiglia di Giuseppe abita a Francavilla sul Sinni. La malattia è stata scoperta nel 2008: tumore al fegato, con metastasi ai polmoni. Da lì cominciano i viaggi: prima a Bergamo, per i primi 6 mesi; poi a Potenza, dove si recano periodicamente per le cure non effettuabili a domicilio. La madre di Giuseppe non lavora; dopo aver ottenuto un part time alle Poste di Padova, ha dovuto abbandonare, dice, “perché seguo costantemente mio figlio. E perché nonostante l’assistenza domiciliare in questi casi, un genitore è chiamato a diventare infermiere, a eseguire le medicazioni, a informarsi su tutti i medicinali che occorrono, ad essere il primo pronto quando si presenta una crisi”. A Francavilla la famiglia di Giuseppe vive in una casa in affitto. “Una casa non idonea” è il racconto della madre, facilmente verificabile. Ci sono le scale, è scomoda per il trasporto, non ci sono riscaldamenti; c’è un caminetto ma “con il fumo- dice la mamma- l’aria diventava irrespirabile”; la famiglia ha provveduto poco tempo fa con una stufa, ma l’ambiente è comunque umido. A Francavilla esiste un progetto, si chiama S.A.R.A. (Solidarietà Accoglienza Riabilitazione Affetto) ed è stato stilato dal precedente assessorato alle Politiche Sociali nel 2010. Il progetto nasce per aiutare i genitori che assistono, in prima persona, i figli disabili o affetti da gravi malattie; per sostenerli con rimborsi per le bollette o per gli affitti. La madre di Giuseppe ne lamenta la sua non attuazione. “Abbiamo fatto una delibera di Giunta che riguarda proprio il progetto- spiega l’attuale assessore al ramo, Cinzia Sorace- ed entro pochissimi giorni partirà l’avviso. Attualmente stiamo fornendo alla famiglia un aiuto economico una tantum e un sostegno attraverso l’opera di chi partecipa alla Cittadinanza Solidale. In riferimento all’abitazione, quella attuale effettivamente non è idonea e, nonostante le difficoltà, ci stiamo attivando per trovare una soluzione”.
Giuseppe dovrebbe frequentare la prima elementare. “Ma- ci spiega la madre- per la sua patologia ha diritto all’assistenza scolastica domiciliare. Dovrebbe partire domani. Tre mesi dopo l’inizio della scuola”. Un’attesa che è un’eternità, in certi casi.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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