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| Non c’è traccia dell'incubatore nei Sassi |
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29/11/2011 |
| L’incubatore di imprese nei Sassi? Un’iniziativa su cui è calato il silenzio. Avrebbe dovuto garantire il restauro architettonico, l’utilizzazione e la rivitalizzazione dei complessi monumentali grazie all’insediamento di aziende. Si pensava a «progetti innovativi, anche multidisciplinari, con modalità tecniche e tecnologiche adeguate nei macro ambiti di arti applicate, produzioni materiali e immateriali legati alle industrie culturali e creative».
Promosso e gestito da Sviluppo Basilicata SpA, fu realizzato - con i fondi della legge 208/98 - da Invitalia Agenzia per l’Attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa SpA, sub-concessionaria degli immobili. L’amministrazione comunale è concessionaria degli immobili di proprietà dello Stato e deliberò la sub-concessione gratuita degli stessi per un periodo di trent’anni. Invitalia Reti SpA (già Sviluppo Italia Engineering), ha eseguito tutte le opere di messa in sicurezza, restauro superficiale e architettonico, tinteggiatura, infrastrutturazione e impiantistica di alcuni immobili nei Sassi. L'incubatore si proponeva come «progetto di funzioni stategiche dedicate alla cultura per favorire processi intesi come risorsa strategica in grado di contribuire al rafforzamento della competitività, per sostenere la produzione culturale come risorsa dello sviluppo locale e regionale, per diffondere e rafforzare la cultura di impresa nei settori di riferimento, per favorire la nascita di nuove imprese e lo sviluppo di aziende in start up nel settore individuato».
Tra gli obiettivi anche «il rafforzamento di sinergie con iniziative già presenti nel campo sviluppando la promozione della creatività giovanile sul territorio e cercando di cogliere tendenze e nuove esigenze espressive». La sede dell’incubatore culturale è negli antichi rioni, nella Civita. L’area riqualificata, già destinata a Museo dell’habitat rupestre, è inserita all’interno del Comparto 18. Le iniziative dell’incubatore avrebbero dovuto essere valutate anche in funzione delle possibili ricadute sul Distretto del salotto, sulla diversificazione dell'offerta turistica, sulla implementazione di ricerche dei centri di produzione del sapere. Leonardo Montemurro, segretario regionale della Confederazione nazionale artigianato, dice che «potrebbe essere una straordinaria occasione di rilancio, invece per ora è una struttura ferma e a rischio degrado. Nonostante il progetto di grande valore, con 14 unità edilizie pronte ad ospitare imprese di nuova costituzione in settori strategici come l’artigianato artistico, oggi siamo qui a chiederci di chi sono le responsabilità e quando quella struttura sarà finalmente aperta. C’è un problema legato anche alla valorizzazione di un patrimonio come quello dei Sassi che l’incubatore contribuirebbe a incrementare in un contesto come quello degli antichi rioni di tufo. Non possiamo rischiare che diventi un’altra cattedrale nel deserto e che, in un momento di crisi come questo, non possa offrire a nuove realtà imprenditoriali, l’oppor tunità di diventare operative».
Emilio Salierno
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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