|
| Volontariato lucano:quasi 500 le associazioni ufficiali |
|---|
29/11/2011 |
| Quasi diecimila persone, 492 associazioni «ufficiali» per un rapporto di 8 organizzazioni ogni 10 mila abitanti. Il mondo del volontariato lucano cresce in maniera esponenziale, così come l’elenco del registro regionale delle organizzazioni di settore che dal 2005 a oggi ha visto un’impennata di iscrizioni passando da 328 a 492. Vale la pena ricordare che l’inserimento nel registro è l’unico «lasciapassare» per poter accedere a contributi, stipulare convenzioni con enti locali, sperare di vedersi finanziato un progetto. Lucani animati dalla voglia di mettersi a disposizione degli altri o c’è anche un interesse strettamente economico in questo incremento? La cultura del sospetto accosta l’exploit al «vil denaro».
Strano a dirsi in un settore, il volontariato, che nel suo dna dovrebbe avere un approccio gratuito agli interventi. È indubbio sottolineare come il comparto - pur «alimentato» principalmente da persone che danno l’anima, oltre alle mani, senza chiedere nulla in cambio - nel corso degli anni, abbia svluppato al suo interno varie componenti: il volontario tout-court, cioé chi mette a disposizione il suo tempo e il suo impegno per il piacere di aiutare gli altri; il giovane che vuole fare esperienza nel sociale, magari intascando qualche soldino, che approda al volontariato passando per le carenze del mercato occupazionale; la persona che guarda al settore muovendosi come un imprenditore. Ed è su quest’ultimo punto che vale la pena soffermarsi.
Oggi si pensa al volontariato come strumento per colmare le carenze del «welfare state» o dello Stato in generale (qualcuno lo indica anche come risposta «sicuritaria»). Il volontariato, insomma, è sempre più considerato un dispensatore di livelli minimi di servizi sociali ai segmenti deboli della popolazione. Da questa riflessione nasce il nuovo assetto del settore che cresce a dismisura perché, in buona parte, mosso da interessi economici. Secondo i dati contenuti in uno studio del dipartimento regionale alla salute e alla sicurezza e solidarietà sociale sono 117 le convenzioni attive stipulate dalle associazioni con enti locali. Complessivamente, sempre secondo i dati della Regione, il movimento economico stimato si aggira sul milione di euro. Per quanto riguarda i settori di attività oggetto dei rapporti tra enti pubblici e associazioni, l’area più «gettonata» è quella del penale minori (29 convenzioni), seguita dal socio-sanitario (accoglimento e orientamento) che ne conta 11, del trasporto infermi (9), del socio assistenziale (7), del socio-educativo dei giovani (7).
Mssimo Brancati
la gazzetta del mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |