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| A Senise “Intrecci” caffè letterario dell’associazione “Peripatos” |
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27/11/2011 |
| In un mondo particolarmente globalizzato, dove dominano la tv, internet e i videogiochi, è ormai luogo comune ritenere che, negli ambienti giovanili, sembra svilupparsi sempre di più una perniciosa e distruttiva propensione all’apatia e al disinteresse verso tutto. Sembra scarseggiare, inevitabilmente, quella connaturata e secolare propensione alla ricerca, alla curiosità, alla scoperta che appartiene all’alveo dell’animo umano sin dalla notte dei tempi. Il valore del confronto e le secolari diatribe sul senso della vita, della morte e dell’essenza umana sembrano essere cadute in un oblio eterno, come se appartenessero ad un universo ormai remoto. In questo obbrobrioso contesto sociale, una risposta positiva e contro tendente ci arriva proprio dal nostro esiguo ed emarginato territorio, a dimostrazione di come questa generazione non sia completamente intrisa di un conformismo negativo, volto, talvolta, a distruggere il valore individuale . A Senise, infatti, si è tenuto, presso la libreria “Alètheia”, un caffè letterario dal titolo “Intrecci” organizzato dall’associazione “Peripatos”( un gruppo di giovani del senisese tra i 17 e i 24 anni) che da qualche mese si prodiga ad organizzare forum e meeting di natura culturale e cinematografica. Durante l’incontro, che ha visto la presenza di numerosi giovani, si è discusso del “rapporto tra l’io e la realtà”, prendendo in oggetto numerosi autori che hanno trattato questa tematica. Tra i testi analizzati si annovera uno dei best seller della letteratura contemporanea, ossia l’opera di Barbery Muriel, “L’eleganza del riccio” , dove si riscontra l’inevitabile contrasto tra una realtà particolarmente oppressiva (riscontrabile nella prima parte del romanzo) e un universo nuovo, costruito, magari, a misura d’uomo dove finalmente regna la favola eterna dell’amore. Da Muriel si è passati al “Suicidio” di Pavese, tematica che ha suscitato, tra i presenti, una disquisizione piuttosto sentita. Il valore dell’ esistenza, l’etica, la morale e la libertà di scegliere tra la vita e la morte sono state tematiche che hanno coinvolto particolarmente i presenti, costituendo un brainstorming particolarmente fornito, a dimostrazione di come questi argomenti siano ancora principale oggetto di disquisizioni e riflessioni. Dalla composita e complessa tematica del suicidio, esaminata particolarmente dal punto di vista pavesiano, l’analisi letteraria si è spostata su una delle più importanti liriche di Eugenio Montale dal titolo “Spesso il male di vivere ho incontrato” pubblicata nella raccolta “Ossi di Seppia”. Tematiche secolari ed importanti che hanno portato ad un inevitabile confronto di idee generazionale tra giovani e adulti. “Lo scopo principale di questa iniziativa” – hanno dichiarato i giovani di Peripatos – “è quello di riuscire a far sì che la letteratura diventi un mezzo concreto di impegno sociale, al fine di riuscire, consonamente alle nostre possibilità, ad apportare il nostro doveroso contributo all’evoluzione di questa società, con l’auspicio che anche altri giovani si aggiungano a noi. Un ringraziamento particolare per la riuscita realizzazione di questo progetto” – hanno continuato i ragazzi – “ va alla libreria Alètheia e all’associazione SAMS teatro, che hanno mostrato fin da subito la loro preziosa disponibilità e collaborazione”.
Esiste, dunque, una generazione di giovani diversa, che, in netta controtendenza con i subdoli e moderni luoghi comuni, si mostra sensibile a tematiche secolari, indagando, come in una sorta di “Peripato” del terzo millennio, su possibili soluzioni a laceranti problematiche sociali e dimostrando che la funzione principale della cultura è proprio quella di penetrare radicalmente nella realtà e costituire così un universo nuovo fondato su quei Valori sacrosanti di giustizia e libertà validi ieri come oggi.
Mario Golia
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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