|
| Anna Maria Palermo nuovo referente regionale di Libera |
|---|
20/11/2011 |
| Il nuovo coordinatore in Basilicata di “Libera. Nomi, numeri e associazioni contro le mafie” è Anna Maria Palermo. “Una referenza in piena continuità con quella di don Cozzi - ha dichiarato Palermo – i presidi territoriali siano protagonisti sulla scena di Libera Basilicata. I movimenti spontanei di resistenza si riconoscano nel percorso di Libera e si sentano pezzi di uno stesso puzzle che per essere composto ha bisogno di tutti i tasselli”.
Anna Maria Palermo, docente di matematica e fisica al liceo artistico di Potenza, già senatore nella XV Legislatura eletto indipendente nelle liste di Rifondazione comunista, è da sempre impegnata nel sociale: dai movimenti femministi degli anni Settanta, al sindacalismo del settore scuola. E' stata portavoce a livello nazionale del Basilicata Social Forum. Il nuovo referente è stato eletto oggi a Lauria, durante l'assemblea regionale di Libera che ha avuto come tema “Un popolo che (r)esiste” e che ha visto la partecipazione di numerosi comitati.
Anna Maria Palermo succede a don Marcello Cozzi che ha guidato la rete di Libera in Basilicata fin dalla sua nascita, nel 1996.
“Il mio mandato finisce qui – ha dichiarato don Cozzi – ma non la mia lotta, il mio impegno personale e della mia associazione (Cestrim, ndr), anzi, il mio impegno andrà anche oltre perché mi permetterà di portare la Basilicata fuori dai confini regionali, con tutto il suo carico di speranza ma anche con tutta la sua fame di verità e di giustizia”. Don Cozzi, dal 2006, siede al tavolo di presidenza di Libera, in qualità di responsabile nazionale della formazione.
“Si rassegni chi pensava che i panni sporchi si lavano in famiglia – ha aggiunto il prete – perché quei panni saranno stesi all'attenzione nazionale e lì resteranno appesi fino a quando non verranno fuori tutte le verità. La Basilicata è terra di luce: rinasca da qui il nuovo sole del Paese. Proprio qui, in Basilicata”.
|
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |