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| Chiaromonte protagonista su Sky a "Borghi d'Italia" |
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16/11/2011 |
| Il comune di Chiaromonte protagonista su “Borghi d’Italia”, la trasmissione in onda dal lunedì al sabato alle 14,30 e la domenica dalle 9 alle 16, dove un viaggio settimanale di 26 minuti, racconta la storia, l’arte e le tradizioni del “Bel Paese”. Un viaggio sul territorio con lo sguardo rivolto alle persone, all’ambiente, al paesaggio e al folklore. I borghi italiani visti come comunità e traino semplice, ma forte, di un intero territorio, il tutto, dal vivo, a sorpresa, senza finzione, in modo da aggiungere freschezza e schiettezza alle nostre testimonianze. Borghi d’Italia nasce proprio con questa ambizione: presentare allo spettatore “la verità” dei nostri paesaggi, di un ambiente depositario di una storia millenaria, intrisa di cultura e di spiritualità. La puntata, affidata al giornalista Mario Placidini (curatore e autore), Dino Margutti (immagini e fotografia) e Stefano Arditi (specializzato di ripresa), andrà in onda lunedì 14 novembre alle ore 10,05 circa, su Sky (canale 801) e sul digitale terrestre (canale 28), andrà in replica anche domenica 20 novembre alle 13,30. Come dicevamo il comune di Chiaromonte, detto anche “Il signore delle valli”, sarà il paese approfondito da “Borghi d’Italia”. Il paese che è all’interno del Parco Nazionale del Pollino, conta circa 2000 abitanti e sorge a 794 metri sul livello del mare su uno sperone roccioso dominante la valle del fiume Sinni a sud e la valle del torrente Serrapotamo a nord. Tutto il paesaggio è incorniciato da un’ampia distesa di verde, boschi, oliveti e piante di sambuco. Il centro storico, con le sue torri, gli antichi comignoli in cotto, le caratteristiche grotte adibite a cantine, è raccolto intorno al castello che svetta sul paese. Sono antichissime le origini del borgo. Tra le famiglie storiche passate a Chiaromonte ricordiamo quelle dei Chiaromonte e dei Sanseverino, che costruirono il castello (che presto sarà museo) e le mura, con torri cilindriche e quadrate. Il castello è affiancato dalla chiesa di san Tommaso, riconosciuta come la più antica del borgo. Nella piazza d’ingresso troviamo invece la parrocchiale intitolata al Patrono san Giovanni Battista. Nel suo interno è custodito il corpo del beato Giovanni da Caramola. In paese è venerato anche sant’Uopo. Tra gli edifici più importanti, sono degni di nota il palazzo Vescovile del 1609 e il palazzo di Giura, con annessa la torre cilindrica del XVIII secolo, che conserva al suo interno cimeli, oggetti artistici e alcune carte provenienti dalla Cina, portati da Ludovico Nicola di Giura, ufficiale medico presso la corte imperiale in Cina nel primo novecento. Degno di nota anche palazzo Leo, del giurista e patriota Francesco Leo. Borghi d’Italia di lunedì 14 novembre inizierà con la presentazione del sindaco poi proseguiranno i racconti del parroco, dello storico, dei componenti della Pro loco; come di consueto non mancherà la gastronomia curata in tutti i suoi dettagli dall’hotel Ricciardi, proprietà della famiglia Ricciardi dal 1969, depositario della cucina tipica chiaromontese, dove si potranno ammirare le classiche paste fresche (come i Raskatiell de mischiglio e i fusilli ca mullic), per passare al classico suffritto composto da interiora di vitello o agnello, per passare ai salumi, formaggi e peperoni cruschi creati in aziende locali, e prodotti esclusivi come il famoso sambuco di Chiaromonte che offre pietanze create con i suoi fiori e accompagnate come digestivo da un pregiato liquore, e altri prodotti del sottobosco come funghi porcini, castagne e tanto altro. La puntata si chiuderà con il dialetto chiaromontese. Chiunque perdesse la puntata, può rivederla su streaming video su www.tv2000.it.
Lucio Vitale
Il Quotidiano della Basilicata
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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