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| Resti di Elisa, ritrovamento o messinscena? |
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16/11/2011 |
| Qualcuno mandò le signore delle pulizie nel sottotetto della chiesa della Trinità prima del 17 marzo del 2010, giorno del ritrovamento ufficiale dei resti di Elisa Claps. Ci fu un ordine preciso. Ma da chi fu impartito? È il quesito a cui stanno cercando di rispondere in queste ore gli investigatori che lavorano all’inchiesta bis sul caso Claps: quella sul misterioso ritrovamento anticipato.
L’ipotesi: qualcuno ha trovato prima del 17 marzo i resti di Elisa Claps, ha fatto sparire dei reperti importanti per l’inchiesta sull’omicidio e poi ha organizzato la messinscena, mandando gli operai. I primi risultati dell’indagine li ha riassunti la Procura di Salerno in un documento giudiziario che la Gazzetta ha potuto consultare in esclusiva. «Si è appreso - scrivono i magistrati Rosa Volpe e Luigi D’Alessio - che una delle donne addette alle pulizie della Trinità, Margherita Santarsiero, in epoca precedente, nel mese di gennaio o febbraio, aveva effettuato la scoperta nel sottotetto. La donna che aveva rinvenuto, non si sa ancora come e per quale ragione, dei resti umani, ne aveva dato informazione al viceparroco don Wagno Oliveira E’ Silva immediatamente dopo la scoperta». A quel punto don Wagno avrebbe creato il «pasticcio» con il vescovo. Questa, però, è un’altra storia. Ed è anche un altro capitolo dell’inchiesta. Gli investigatori ora sospettano che qualcuno abbia mandato le signore delle pulizie a trovare i resti di Elisa. Scrivono: «Sentite, le due donne, hanno negato la scoperta, dicendo di avere ricevuto incarico di provvedere alle pulizie ma solo fino al secondo piano della chiesa». Da chi? Una delle due dice che fu il parroco «don Ambrogio». Ma nessuno, sostengono le due donne, aveva mai detto loro di andare nel sottotetto. «Rilevante - secondo gli investigatori - è comprendere chi abbia dato disposizioni a Margherita Santarsiero di recarsi nel sottotetto a eseguire pulizie o altro». Altro? Cosa potrebbe essere accaduto sulla scena del crimine? E chi ha mandato, se davvero è andata così, le due donne nel sottotetto? Monsignor Agostino Superbo, vescovo di Potenza, in Questura prende le distanze: «Con le donne delle pulizie io non ho nessun rapporto. Don Ambrogio, che è stato anche viceparroco della cattedrale, le ha volute anche alla Trinità quando è diventato responsabile di quella chiesa». Anche don Ambrogio, però, si tiene alla larga. Ecco uno stralcio del suo verbale: «Non ho più avuto contatti con le due donne delle pulizie, le saluto ma non ci siamo mai soffermati a parlare. Solo una volta, in cattedrale, Margherita Santarsiero ha detto che loro non sapevano niente. Poiché non voglio avere alcuna discussione con loro per una sorta di prudenza, attesa la gravità dei fatti, ho risposto che tutto sarebbe venuto fuori e che se non avevano niente da nascondere, non avevano nulla da temere». La conclusione degli investigatori: «Appare necessario tentare di capire le ragioni per cui sussistono contrasti tra le dichiarazioni rese dalla donne delle pulizie, dal parroco e dal viceparroco». Fu don Ambrogio a disporre le pulizie? Capirlo, secondo gli investigatori, «è indispensabile per la corretta e completa ricostruzione dei fatti».
Fabio Amendolara
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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