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Operazione “pronto bollo”. 5 persone ai domiciliari

15/11/2011



Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Potenza, a conclusione di un’articolata e complessa indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Potenza e durata oltre un anno, ha dato questa mattina esecuzione a 5 ordinanze di custodia cautelare degli arresti domiciliari ed 1 ordinanza di misura interdittiva, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Potenza, su richiesta dei PP. MM. Dott.ssa Eliana Franco e Dott.ssa Annafranca Ventricelli, nei confronti di altrettanti soggetti (B.A., C.D., C.A., F.R., R.G., L.P.) ritenuti responsabili di far parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla falsificazione, clonazione e commercializzazione di valori bollati ed ha proceduto al sequestro preventivo di due rivendite di generi di monopolio e di quote di due unità immobiliari del valore complessivo di circa un milione di euro.

L’indagine, avviata nel dicembre del 2009 in seguito ad un sequestro d’iniziativa di valori bollati clonati, operato nei confronti di un dipendente infedele della Camera di Commercio di questo Capoluogo, ha consentito di accertare un traffico di tagliandi per marche da bollo e per contributi unificati, risultati essere contraffatti e/o clonati ed utilizzati a corredo di pratiche depositate presso Uffici ed Enti Pubblici (il cui valore variava da un minimo di euro 14,62 ad un massimo di euro 500,00). Gli sviluppi successivi, eseguiti anche presso alcuni Uffici Pubblici, hanno permesso il rinvenimento e sequestro di circa 5.000 contrassegni non genuini, tutti applicati a corredo di vari atti, del valore nominale complessivo pari ad oltre 100.000 euro.

Gli investigatori, tra le altre cose, hanno accertato che l’organizzazione malavitosa, al fine di aggirare i controlli operati dall’Amministrazione Finanziaria, aveva affinato la tecnica di contraffazione.

In particolare, dalle indagini è emerso che la vecchia tecnica di contraffazione (attuata sino all’anno 2007), consistente nella “lavatura” del tagliando originale con prodotti detergenti di uso comune e la successiva sostituzione dell’esigua cifra di emissione del contrassegno con l’indicazione di un importo di gran lunga superiore era stata sostituita con una nuova tecnica attuata mediante la duplicazione del contrassegno genuino, attraverso la copia dei codici identificativi successivamente apposti su comuni etichette adesive sulle quali venivano poi applicate apposite “bande olografiche” tipiche dei valori bollati.

Con la descritta tecnica, l’organizzazione ingannava le Amministrazioni destinatarie dei tagliandi, le quali, allorquando effettuavano i riscontri mediante il sistema operativo “controllo valori bollati”, accessibile da chiunque ed attivo sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, constatavano la genuinità dei tagliandi stessi.

Il gruppo criminale, individuato grazie al certosino e sinergico lavoro effettuato dalle Fiamme Gialle, dirette dalla locale Procura della Repubblica, risultato collegato ad una capillare rete distributiva con sede in Campania e con diramazioni sull’intero territorio nazionale, è riuscito ad immettere sul mercato migliaia di tagliandi “clonati” gestendo un ingente giro d’affari che ha fruttato illeciti introiti per oltre 40.000 euro annui in capo ai principali indagati.
Il sodalizio, come certificato dalla Commissione Perizie su Carte Valori dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, appositamente incaricato dall’A.G., è risultato caratterizzato da uno spiccato dinamismo nella capacità di stampa che velocemente veniva aggiornata in relazione alle diverse e variegate tecniche anticontraffazione create dall’Amministrazione Finanziaria in accordo con il citato Istituto Poligrafico.
Al proposito, quest’ultimo, proprio in virtù dell’attività svolta, ha reso noto di aver modificato, ulteriormente, le tecniche di stampa dei valori bollati inserendo sugli stessi moderni e più sofisticati accorgimenti proprio al fine di evitarne la loro falsificazione.



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