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| Milano, ricordato Padre Giuseppe De Rosa |
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12/11/2011 |
| Il Comitato Civico per Gorgoglione, presieduto da Francesco Nigro, e la Fondazione Carlo Perini di Milano hanno organizzato un incontro su Padre Giuseppe De Rosa, in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Milano, Assessorato alla Cultura,presso la Sala del Grechetto di Palazzo Sormani.
“L’uomo,la sua natura, il suo destino” è stato il tema dominante della manifestazione,in ricordo di Padre De Rosa da Gorgoglione, scomparso a Roma il 21 marzo scorso.
Giuseppe De Rosa, nato a Gorgoglione nel 1921, entrato nella Compagnia del Gesù nel 1936, è stato ordinato sacerdote nel 1950.
Si è laureato in Storia della Filosofia all’Università di Napoli ed ha conseguito la Licenza in Teologia alla Facoltà dei Gesuiti di Louvain-Eeegenhoven (Belgio).
Dal 1958 ha fatto parte della redazione della rivista La Civiltà Cattolica,occupandosi di problemi di politica italiana e di attualità religiosa. Della stessa rivista è stato vicedirettore dal 1985 al 1997 e,fino alla sua morte, scrittore emerito.
Per ricordare questo illustre figlio di Gorgoglione, Francesco Nigro ha invitato all’evento Padre Bartolomeo Sorge, direttore emerito di Aggiornamenti Sociali ed ex direttore di La Civiltà Cattolica, il sindaco di Gorgoglione , Giuseppe Filippo, il sindaco di Rosate, sede del Comitato, Daniele Del Ben, il vice presidente della Fondazione Perini, Antonio Barbalinardo e Maria Annunziata Cera,paletnologa esperta in Didattica linguistica e saggistica, moderati da Antonio Palazzo.
Tutti gli intervenuti, a cominciare da Francesco Nigro, hanno messo in risalto la grande figura morale e “ professionale” di Padre De Rosa ed hanno esaltato il suo grande attaccamento al paese natio, sebbene vi abbia vissuto solo fino a dieci anni. Lui stesso dichiarava che il periodo passato al suo paese, i primi dieci anni di vita. fosse stato quello che lo ha formato da grande.
Durante gli interventi sono stati letti brani tratti dalle sue numerose pubblicazioni e dall’epistolario intrattenuto con lo stesso Nigro e con personalità del tempo.
Giovanni Labanca
nella foto interna: Anna Maria Cera, Giovanni Labanca,Padre Bartolomeo Sorge,Giuseppe Filippo,Antonio Barbalinardo,Severino Gargano.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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