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| Toghe lucane bis Sarà sentito il 29 il pm Bonomi |
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10/11/2011 |
| La Prima Commissione del Csm ha convocato per il 29 novembre prossimo il sostituto procuratore generale di Potenza, Gaetano Bonomi,indagato nell’inchiesta «Toghe lucane bis» condotta dalla procura di Catanzaro. L'audizione è stata disposta per verificare se vi sia un problema di incompatibilità parentale, cioè di mancato rispetto delle norme che impediscono a un magistrato di svolgere le sue funzioni nella stessa sede dove un familiare esercita la professione di avvocato. Ma l’appuntamento del 29 potrebbe essere l’occasione per rivolgere al magistrato anche domande sulla vicenda giudiziaria in cui è rimasto coinvolto assieme ad altri magistrati in servizio al tribunale di Potenza, un ex agente del Sisde e ufficiali di polizia giudiziaria. I reati contestati a vario titolo, sono di associazione per delinquere, violazione della legge sulle società segrete, corruzione in atti giudiziari e abuso d’ufficio. L’inchiesta sarebbe legata a un’attività di delegittimazione della polizia giudiziaria, in relazione alle indagini del pm Henry John Woodcock, in servizio a Potenza fino a settembre 2009, e poi trasferito a Napoli.
Il sostituto procuratore generale di Potenza, Gaetano Bonomi in una dichiarazione, ha evidenziato che “la procedura in tema di compatibilità con l’ambiente lucano è iniziata su mia esplicita segnalazione, intendendo io richiamare l’attenzione del Csm sulla nuova situazione familiare venutasi a creare con il matrimonio di mia figlia con un avvocato di Potenza”.
Il magistrato – che è indagato nell’inchiesta “Toghe lucane- bis” della Procura di Catanzaro – ha sottolineato che “la procedura in questione non ha alcun riferimento con le altre vicende pure citate sulle quali – nonostante le denunce da me avanzate a vario titolo – non è ancora pervenuta alcuna notizia da parte degli organi preposti al controllo dell’attività dei magistrati. Il riferimento è in particolare alle dettagliate accuse mosse in relazione alle modalità di investigazione nonchè – ha concluso Bonomi – alle gravi e reiterate fughe di notizie arrecanti danno a soggetti non coinvolti dalle indagini”.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
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