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| Poliziotti contro Cimici e «veleni» anche in Questura? |
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9/11/2011 |
| Veleni al Palazzo di giustizia. Veleni dentro le forze di polizia. L’inchiesta Toghe lucane bis, anche con i contenuti di alcune intercettazioni, riportano a Potenza un clima irrespirabile che lascia intravedere guerre senza quartiere dentro istituzioni che dovrebbero garantire equilibrio a tutela dei singoli cittadini e della comunità nel suo complesso. È vero, come emergerebbe dalle inchieste, che anche in Questura ci sarebbero stati episodi di spionaggio? I sindacati di Polizia Siulp e Silp per la Cgil, di Basilicata e della provincia di Potenza, chiedono di fare chiarezza. Dopo lo sconcerto, lanciano un appello al questore perché faccia sentire la sua voce. «“Poliziotti contro Poliziotti”: questa è solo una delle espressioni che i media locali e nazionali hanno utilizzato per descrivere le vicende che stanno emergendo dalla recente inchiesta della Procura di Catanzaro, relativa alla presunta costituzione di un’associazione segreta formata da magistrati e appartenenti alle forze dell’ordine che avrebbero agito per screditare altri magistrati e onesti Poliziotti lucani - osservano i poliziotti di Siulp e Silp. - È una vecchia storia di cui abbiamo già sentito parlare con la vicenda “Toghe lucane” ch e ora ritorna d’attualità a seguito dell’apertura di un altro filone d’inchiesta che nella sostanza ripercorre in parte fatti che riaprono vecchie ferite. Il tempo è galantuomo e stabilirà le responsabilità di tutte le figure di una scena che appare ancora complessa e non ben definita ma che, tuttavia, ha condizionato e sta condizionando articolazioni importanti delle Istituzioni che assolvono alla sicurezza del Paese tra cui: la Polizia di Stato».
Per Siulp e Silp «non si può più continuare a sottacere, subendo inermi attacchi frontali che destabilizzano l’operato dei servitori dello Stato al servizio dei cittadini ». E ricordano quanto è emerso sugli organi di informazione, in particolare per quanto riguarda un evento sconcertante. Si riferiscono al fatto che «il precedente questore di Potenza sarebbe stato spiato illegalmente: i poliziotti si chiedono, dove? Quando? Nel suo ufficio in Questura? E l’attuale Questore? Sarebbe stato spiato anch’egli? E poi, se tutto questo rispondesse a verità, chi avrebbe installato in modo illecito le “cimici” nell’ufficio dell’ex Questore? Per carpire cosa? Per riferire a chi? E se costoro fossero poliziotti, e ancora oggi continuassero a prestare servizio, cosa succederebbe? Risponderebbe al vero che in un recente passato sono stati bonificati alcuni uffici della Questura? È mai possibile che l’Amministrazione non ci voglia veder chiaro in questa storia che ha del diabolico?». Alla luce dei precedenti interrogativi, i poliziotti aggiungono: «Perché l’attuale questore non assume posizioni?
Sembrerebbe, infatti, che gli appartenenti alle Forze dell’ordine, dipendenti dell’Amministrazione della Giustizia e magistrati coinvolti in questa brutta storia continuino a svolgere normale servizio come se nulla fosse accaduto. Per cui, potenzialmente e, per quanto ne sappiamo, se è vero che questa sorta di associazione “segreta” ha agito indisturbata, nulla fa escludere che non possa continuare a farlo. Nulla fa escludere che i poliziotti, in modo particolare quelli della Squadra Mobile di Potenza, non siano tuttora “attenzionati”». Magari per «continuare a costruire illegali dossier». Il Siulp e il Silp per la Cgil «dicono no a queste forme scellerate di attacco alle istituzioni democratiche che hanno a cuore la sicurezza dei cittadini». Così «i poliziotti onesti di Potenza, che lavorano con abnegazione e alto senso dello Stato, necessitano urgentemente di sentire la voce e la posizione del loro questore». E vogliono innanzitutto chiedergli la ragione del suo silenzio. «Noi riteniamo - affermano Siulp e Silp - che, proprio ora, il questore dovrebbe rasserenare il clima, assumendosi pienamente le proprie responsabilità nel tranquillizzare il personale degli Uffici Investigativi, circa la possibilità di essere illegalmente ascoltati o spiati nei luoghi di lavoro, a causa della loro delicata attività professionale». Siulp e Silp per la Cgil, «sindacati maggiormente rappresentativi dei lavoratori della Polizia di Stato, hanno fiducia nella Giustizia e chiedono alla magistratura di indagare fino in fondo e di garantire agli operatori di polizia di Potenza, il diritto di essere tutelati da chi in maniera strumentale e vile li attacca nell’esercizio delle loro funzioni». [mi.sa.]
La Gazzetta del Mezzogiorno
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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