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| Gallicchio, celebrata la giornata delle forze armate e ricordati i caduti |
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7/11/2011 |
| "Davanti ai vostri luminosi nomi, eroi di Gallicchio, riverenti noi ci inchiniamo. Il vostro sangue versato sul Carso, nelle steppe russe, sui lidi greci e sulle roventi sabbie africane, per portare in alto il nome dell’Italia, possa apportare al nostro amato Paese: pace, benessere e giustizia. Alle nuove generazioni, incerte del futuro: coraggio, virtù, cultura". Con queste parole il sindaco di Gallicchio, Pasquale Sinisgalli, ha chiuso la cerimonia dedicata alle forze armate e al ricordo dei caduti di tutte le guerre, tenutasi domenica mattina 6 novembre. Organizzata dalla locale Associazione Combattenti e Reduci, in collaborazione con la Pro-Loco, la manifestazione ha avuto inizio con la Santa messa celebrata dal parroco don Marco Volpe. Dopo la celebrazione eucaristica, nonostante una leggera pioggia che il parroco ha invitato a leggere "come nella bibbia, quale segno di benedizione divina", una corona è stata deposta ai piedi del monumento ai caduti dal presidente dell’Associazione Combattenti e Reduci, Rocco Pandolfo, e dal segretario, Rocco Robilotta. Il presidente Pandolfo nel suo intervento ha detto "Nel mio saluto breve perché il tempo volge al brutto, voglio approfittare per ringraziare voi tutti per la presenza; il parroco, il sindaco e il presidente della Pro Loco, Vincenzo Spina, per la sua sempre preziosa collaborazione. Approfitto dell’occasione per dare il benvenuto al nuovo comandante della Stazione Carabinieri al quale, al ringraziamento per la partecipazione, aggiungo gli auguri di buon lavoro".
Paolo Sinisgalli
redazione Agri-Lasiritide.it
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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