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| Rione Mattei e il "caso" del bidone bruciato |
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26/10/2011 |
| Un bidone della spazzatura bruciato e un condominio, con 7 famiglie, che lascia le buste della spazzatura, mattina dopo mattina, nello stesso punto in cui si trovava il bidone. Fin qui quasi tutto normale, se non fosse che uno degli inquilini lamenta da mesi che , probabilmente a causa di persone esterne non bene identificate, che con il condominio e l’area in questione non centrano nulla, lasciano a loro volte l’immondizia (anche non rispettando i giorni stabiliti di raccolta della differenziata), provocando disagi a chi lì ci abita. Succede a Senise, in un condominio di rione Mattei. Da quando a Senise è partita la raccolta differenziata (che sembra stia dando anche ottimi risultati dopo neanche un anno e mezzo), i bidoni pubblici sono stati portati via perchè la raccolta è porta a porta. Gli unici bidoni esistenti sono quelli dati ai condomini, per garantire il più possibile una raccolta ordinata. Da quello che si apprende ciascun condominio dovrebbe essere “responsabile” del proprio bidone, avendone cura. Quello di rione Mattei, però, è rimasto fortemente danneggiato dopo aver preso fuoco. “La colpa- spiega l’inquilino che segnala il problema- non è assolutamente di chi quel bidone doveva usarlo, anche perché abbiamo spesso notato la presenza di spazzatura “altrui”. “Ora che il bidone non c’è più da mesi- dice- nonostante le richieste fatte al Comune e alla ditta, ancora non è stato sostituito”. “Ci è stato risposto- continua- che dobbiamo risolvere da soli la questione perché era nostra la responsabilità del bidone. Ma, quando il bidone è stato consegnato, nessuno ci ha avvisato di questo particolare”. Insomma, una vicenda che si basa molto su “una questione di principio” ed è proprio in base a questo principio che non tutti i coinquilini interessati, come ci spiega chi ha fatto presente la vicenda, sono disposti a risolvere da soli il problema facendo anche una colletta di pochi euro. E intanto cani e gatti arrivano prima degli addetti al servizio di raccolta… |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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