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Fidanzati di Policoro, gli abiti di Luca trovati a Roma

26/10/2011



Nuovo “giallo” nella vicenda dei “fidanzatini di Policoro”, Luca Orioli e Marirosa Andreotta, trovati senza vita il 23 marzo del 1988 nella casa di lei in circostanze tutte ancora da chiarire. Personale dalla Polizia di Stato ha recuperato a Roma i vestiti che Luca indossava la notte della sua morte non rinvenuti nella sua bara nel corso della seconda riesumazione delle salme, il 17 dicembre scorso.

Stante lo strettissimo riserbo che circonda l’inchiesta sul caso, condotta dalla Procura di Matera, non è dato di sapere se anche l’osso ioide e gli organi interni del giovane siano stati rinvenuti dagli agenti della Polstato. Non è dato di sapere, altresì, il luogo del rinvenimento. Probabilmente i reperti furono traslati nella capitale o in sede di istituti di carattere universitario o in sede di organi di Polizia scientifica dopo la prima riesumazione dei corpi avvenuta il 27 gennaio 1996.

Ovviamente, il ritrovamento quantomeno dei vestiti di Luca aprirà nuovi scenari nella intricata vicenda che ormai è di carattere nazionale. Sui reperti saranno condotte nuove analisi sfruttando le tecnologie che dal 1988 in poi si sono sviluppate nelle tecniche investigative. Se tra i reperti rinvenuti, poi, vi saranno anche l’osso ioide e gli organi interni allora l’evenienza potrebbe portare a far piena luce su quel che accadde in quel 23 marzo di 23 anni fa in casa Andreotta. Ricordiamo, infatti, che proprio la Gazzetta anticipò, il 21 dicembre del 2010, che l’avvocato Franco Auletta, legale di Olimpia Fuina, la madre-coraggio che sta dedicando la sua vita a tentare di dare un volto ed un nome a quanti potrebbero avere responsabilità nella morte del figlio, aveva presentato denuncia contro ignoti alla Procura di Matera per il mancato ritrovamento dei reperti nella bara di Luca.

Così dichiarò Auletta al nostro giornale: «L’osso ioide di Luca, che il professor Giancarlo Umani Ronchi nella sua perizia successiva alla riesumazione del 27 gennaio 1996 aveva descritto come fratturato, non è stato trovato nel corpo del ragazzo nel corso dell’autopsia che stanno conducendo a Bari il professor Francesco Introna e la dottoressa Simona Corrado (periti della Procura, ndr). Così, non sono stati trovati tutti i suoi organi interni ed anche i vestiti che indossava la notte della sua morte. Oggi sporgeremo una denuncia contro ignoti alla Procura della Repubblica di Matera su questo fatto gravissimo». Il ritrovamento degli indumenti darà nuovo impulso all’inchiesta.


Filippo Mele
la gazzetta del mezzogiorno



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