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| Domenica a Senise la giornata del Malato, con l'Unitalsi |
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25/10/2011 |
| Il 30 ottobre a Senise il gruppo UNITALSI della sottosezione Tursi-Lagonegro celebra la Giornata del Malato.
L’iniziativa si svolgerà tra il centro parrocchiale e la palestra della Scuola Media; gli ospiti di onore saranno i malati.
E' un'occasione speciale per tutti i partecipanti ma, in particolare, per gli unitalsiani di Senise che, da meno di un anno, hanno intrapreso un cammino di condivisione dei bisogni di chi soffre attraverso la carità e il servizio in Cristo.
Il piccolo, ma vivace gruppo dell'Unitalsi di Senise è nato da una rete di rapporti tra alcuni amici che, affidandosi incondizionatamente al cuore della Madonna di Lourdes, tanto da recarsi da Lei in pellegrinaggio con il Treno Bianco, hanno deciso di trasmettere ai malati e ai loro familiari una possibilità nuova e più bella di vivere la loro condizione, non più nel nascondimento e nella solitudine quotidiana ma come un grido di presenza in tutti gli aspetti della vita.
E' iniziato un cammino ricco, vero, coinvolgente; un'esperienza che ha messo al centro di ogni situazione non questa o quella difficoltà, comunque affrontata e superata, ma l'esserci in quanto figli di Dio e della Madonna, a cui tutto viene offerto. E la vita di molti è cambiata davvero, la realtà si è connotata di una speranza più grande: il fine della vita non è stato più il benessere o la malinconia di averlo perso, ma il vivere intensamente la propria condizione umana, qualunque essa sia.
Così, l'essere presenti a tutte le celebrazioni liturgiche, ad esempio, non è l’ostentazione di una condizione imbarazzante, una sorta di esibizionismo ( di cosa, poi ?!!), come alcuni hanno obiettato, perché, magari, ne ricordano il cinismo personale o la propria incapacità di accettare la sofferenza. E’ invece la coscienza di essere tutti umili figli che si rivolgono teneramente alla propria Madre, per chiederLe di vivere la loro sofferenza come grazia che permette di imitare Cristo anche nella passione, nella certezza che questa non finisce su una croce inerme, ma con un sepolcro vuoto.
PER IL PROGRAMMA DELL'INTERA GIORNAT VAI AL LINK "MANIESTAZIONI". |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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