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| Nel Parco Nazionale del Pollino una nuova strumentazione meteo |
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24/10/2011 |
| Il 23 ottobre 2011 ai Piani del Pollino, al confine tra Basilicata e Calabria, è stata installata una stazione meteo per il monitoraggio microclimatico.
Quest’ultima installazione, avvenuta a 1777 metri di altezza, rientra nel più vasto Progetto Pollino, che conta già due stazioni meteo: una a Piano Ruggio e l’altra in prossimità del nevaio del Monte Pollino. Il Progetto Pollino coinvolge due delle più importanti associazioni meteo del Sud Italia, ovvero, l’Associazione Meteo Basilicata e l’Associazione MeteoWeb che, per la prima volta, hanno confluito i loro sforzi per rafforzare il monitoraggio termo-igrometrico nell’area protetta più vasta d’Italia.
Come ci spiegano i responsabili del progetto Enzo Scasciamacchia, Biagio Deminco e Renato Sansone, “attraverso questo monitoraggio si studiano i meccanismi che portano ai fortissimi raffreddamenti delle doline di origine carsica, fenomeno ancora poco conosciuto dalla scienza”.
Si sostiene che ai Piani del Pollino, in particolari condizioni atmosferiche, si vengano a creare dei veri e propri cuscinetti di aria fredda, che portano la temperatura a valori estremamente rigidi, come ad esempio gli straordinari e sorprendenti -29,4° già registrati a Piano Ruggio nel gennaio del 2010.
Così dopo aver inizialmente analizzato le aree attraverso dei rilievi orografici e meteorologici, si è deciso di installare una sofisticata strumentazione, il datalogger Hobo-Onset PRO V2 (utilizzato anche nel programma nazionale ricerche in Antartide), che consente di acquisire dati di temperatura, umidità relativa e temperatura di rugiada dell’area, con campionamento pari a 10 minuti.
Il Progetto è stato interamente autofinanziato dai soci delle due Associazioni che con il loro impegno cercano di garantirne la massima visibilità.
I dati che vengono scaricati periodicamente ed analizzati in un secondo momento saranno consultabili gratuitamente sui portali www.ambasilicata.it e www.meteoweb.it.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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