HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

 

 

Lavello: class action contro Fenice

22/10/2011



Dopo aver ottenuto la sospensione per 150 giorni delle attività dell'inceneritore Fenice, la comunità lavellese è pronta a chiedere i danni per il disastro ambientale. Domani alle 18, su iniziativa del Comitato per il diritto alla Salute di Lavello, si terrà un incontro, presso il Teatro del Sacro Cuore, per spiegare alla cittadinanza le finalità e le modalità della class-action che si intende promuovere nei confronti della società che gestisce il termodistruttore di San Nicola di Melfi. «Le fonti di inquinamento ambientale ai quali siamo sottoposti quotidianamente - spiega il Comitato - sono tante, ma un dato è certo: Fenice ha inquinato dal 2002, e dagli ultimi monitoraggi, risulta che stia ancora inquinando le falde acquifere. Per questo, con la consulenza di un pool di avvocati della zona, abbiamo deciso si intraprendere l'iniziativa di una causa civile nei confronti di chi ha inquinato, e di coloro che a vario titolo non hanno fatto nulla per impedire lo scempio ambientale».

Nel comitato lavellese, c'è comunque soddisfazione dopo gli ultimi sviluppi legati alla vicenda Fenice. «La sospensione della attività dell'inceneritore - spiega il presidente del Comitato lavellese, Nicola Abbiuso - è stata un risultato quasi inaspettato per le comunità di Lavello e dei comuni della zona Vulture-Melfese, che negli ultimi tempi tanto avevano lottato. La magistratura, che dal 2009 sta lavorando sulla vicenda Fenice, ha appena iniziato i suoi lavori con i primi arresti ed i primi avvisi di garanzia. Il Procuratore di Potenza ha assicurato che non si faranno sconti a nessuno, e questo è positivo. La vera vittoria del Comitato - dice ancora - è stata l'iniezione di fiducia e di autostima infusa nei concittadini lavellesi e nei lucani. Coloro che tanti anni fa ci hanno preceduto, i cittadini del comitato «No a Fenice» - sottolinea - avevano visto giusto. I loro sospetti, oggi, sono un'amara realtà. La dignità dei cittadini, dei lavoratori di Fenice, dei lavoratori dell'insediamento industriale e degli agricoltori è stata calpestata. Abbiamo avuto ragione di pretendere giustizia e verità da tutti quelli che sapevano. L'intervento della Procura e la sospensione delle attività di Fenice - mette in chiaro Abbiuso - non sono un punto di arrivo ma un punto di partenza, e quindi le nostre iniziative continueranno. Dobbiamo tenere alta l'attenzione ed iniziare un percorso per la richiesta di risarcimento nei confronti di chi, in questi anni, ha erroneamente pensato di farla franca».

Nel frattempo, dilagano i commenti dei cittadini sulla vicenda, e tutti all'insegna della soddisfazione e della voglia di giustizia. Per leggerne alcuni, basta entrare nel profilo Facebook del Comitato per il Diritto alla salute di Lavello. «Se tutti coloro che hanno avuto un danno per tumori si costituissero parte civile allora veramente sarebbero nei guai: solo a Lavello sono centinaia i casi di tumore che si sono verificati da quando c'è Fenice!», scrive Francesco, riferendosi alla causa civile che sarà intentata dalla comunità locale. «Anche se tardi, finalmente è intervenuta la magistratura, ma chi ripaga i morti e i malati del Vulture?», si chiede Raffaele, mentre una giovane lavellese si dice «contenta che ci siano stati i primi arresti». «Speriamo però - prosegue - che non siano gli ultimi e che la giustizia faccia il suo corso». «Ogni inceneritore - commenta Matteo - porta con sé reati ambientali. Quando lo capiranno i politici, mettendo al bando questi impianti che sono veri attentati per la salute?». «Voi stessi lucani avete rovinato la nostra terra; ma ai vostri figli ci pensate?», si chiede Mauro, mentre per Donato «si dovrebbero processare per disastro ambientale e omicidio colposo plurimo tutti, e non solo i dirigenti dell'Arpab». «Adesso - dice Giuseppe - aspettiamo solo che Sigillito e Bove decidano di dire la verità su Fenice». Nel frattempo, anche il Comune di Lavello sta pensando ad eventuali iniziative legali da intraprendere contro Fenice. In tal senso, poche settimane fa, si era già espresso l'assessore comunale all'Ambiente, Antonio Catarinella.

Francesco Russo
la gazzetta del mezzogiorno



ALTRE NEWS

CRONACA

12/06/2026 - Basilicata, Assoutenti: ''Rete Sportelli contro il sovraindebitamento delle famiglie''
12/06/2026 - Lavoro minorile, report UNICEF: raddoppiano i 15-17enni occupati
12/06/2026 - GdF. Sequestro da 55mila euro a Montalbano Jonico: nel mirino patrimonio di un pregiudicato
12/06/2026 - Natuzzi avvia la composizione negoziata della crisi: riorganizzazione degli stabilimenti e piano di rilancio

SPORT

12/06/2026 - A S. Severino Lucano La Randonnée “I Giganti della Lucania”
11/06/2026 - Gioacchino Fittipaldi in azzurro agli Europei di paraciclismo
11/06/2026 - Torna con l'11° edizione il Memorial Gigi Liguori a Policoro
11/06/2026 - Basilicata, proposta per la pet therapy: il CONI punta su Jannik Sinner come testimonial

Sommario Cronaca                                  Sommario Sport

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi
di don Marcello Cozzi

Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua



 



Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo