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| Singolari corsi a pagamento per pubblicisti dove chi lavora deve pure pagare |
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21/10/2011 |
| Suscita stupore e preoccupazione negli organismi della categoria giornalistica (Ordini regionali e Assostampa della Basilicata e della Puglia) l’iniziativa annunciata dalla società pugliese Medialta srl e dal settimane «Il Resto» (testata iscritta al Tribunale di Matera) di un «corso di professione giornalismo e web editing » finalizzato – così si legge nel bando - «alla collaborazione con la suddetta testata per l'iscrizione
all'albo dei giornalisti pubblicisti».
Per il corso, che dovrebbe svolgersi ad Altamura, sono previste 80 ore totali di impegno, al costo – a carico dei partecipanti – di 600 euro ( rateizzabili ) . Netta la presa di posizione di ordine e sindacato dei giornalisti. Si osserva, tra l’altro, che «gli unici corsi di giornalismo utili all'iscrizione all'albo o alla formazione-aggiornamento professionale sono quelli promossi dal medesimo Ordine o da organismi da esso riconosciuti». E che pertanto, «al contrario di quanto affermano i promotori, «il corso in questione non può avere come effetto alcuna iscrizione all'albo».
Ordine e sindacato dei giornalisti, «nell'auspicare il ripristino, anche nella promozione delle attività private, delle regole e della correttezza professionale», sottolineano come, «di norma, chi presta un servizio professionale ha diritto a una adeguata retribuzione per il lavoro svolto» e non può essere obbligato «ad aggiungere alla prestazione anche l'esborso di ulteriori oneri». L'Ordine dei Giornalisti della Puglia e l'Ordine dei Giornalisti della Basilicata «si riservano ogni azione a tutela della professione, delle norme che la regolamentano (comprese quelle riferite all'accesso) e dei propri iscritti».
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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